Chapter 1: Capitolo 1
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Il capitano Raydor incontra e si scontra con il tenente Flynn. Potrebbe nascere un’amicizia e forse qualcosa di più. Sarà Sharon a scegliere quale frammento raccogliere e che forma dare a questa storia.
FRAMMENTI DI UNA STORIA
CAP.1
Il capitano Raydor era in sala relax, aveva bisogno di un caffè per affrontare la giornata. Sentì la porta aprirsi e con la coda dell’occhio vide entrare il tenente Flynn tutto trafelato. Sharon diede un’occhiata furtiva “Molto elegante.” pensò tra sé. Il tenente era vestito con completo scuro, cravatta e bretelle rosse con camicia bianca.
«Buongiorno capitano Raydor.»
«Buongiorno tenente Flynn.» Disse in modo asettico e sperò che la conversazione finisse in quell’istante.
«Oggi c’era un traffico pazzesco, ci ho messo ben 50 minuti per arrivare in Centrale. Con tutti questi lavori in corso e le macchine …» Silenzio. Sharon continuò a prepararsi il caffè e sperò se ne andasse prima possibile, voleva stare tranquilla e bersi il caffè in santa pace.
«Anche per trovare parcheggio in Centrale ho sudato sette camicie, sono dovuto andare al parcheggio sotterraneo, … non è possibile … basta tardare un momento e …» Flynn si rese conto che parlava da solo. Si tolse il soprabito, l’appoggiò su una sedia e sospirò. Diede un’occhiata furtiva al capitano che era vestita con completo scuro gonna e giacca e la camicetta lilla “Molto elegante.” pensò tra sé.
Sharon lasciò il bancone e si allontanò a sorseggiare il caffè.
Flynn si avvicinò al bancone per prendere la tazza. Fissò le gambe del capitano, erano molto sexy … “Che schianto quella donna! Almeno qualcosa di bello da vedere” pensò tra sé. Prese la tazza e non perse d’occhio quelle gambe strepitose, armeggiò un poco, si versò il caffè bollente, si girò e sospirò. Il capitano Raydor era una bella donna, non c’era alcun dubbio, due gambe strepitose, un culo sodo e tondo, un bel seno, capelli ribelli, un fisico con le forme giuste. Due tacchi strepitosi slanciavano quelle gambe. “Ah che gambe! Che splendida visione!” pensò tra sé Flynn. Un silenzio imbarazzante aleggiava nella sala relax.
Sharon sentì gli occhi del tenente che la fissavano e la cosa era alquanto fastidiosa. Continuò a sorseggiare il caffè, si girò, fissò negli occhi il tenente aspettando che parlasse. Intanto il tenente si era accorto del suo movimento e aveva smesso di fissarla. Sapeva che lo guardava, fece finta di niente, fissò il vuoto e ogni tanto alzava lo sguardo dalla tazza fumante, per poi riabbassarlo con fare indifferente. Silenzio.
«Cosa posso fare per lei tenente Flynn?» Chiese ormai stufa di veder quei due occhi fuori dalle orbite fissi sulle gambe.
«Come? …. Dice a me?» Era stato scoperto «Io … cioè…» si schiarì la voce «Avrei bisogno di un poco di zucchero …» Flynn era imbarazzato.
«Davvero?» Sharon lo fissò «Credevo bevesse caffè nero bollente senza zucchero. Almeno così mi aveva detto l’altra mattina. Ricorda?» Inclinò il capo e sorrise “Idiota” pensò tra sé. Tutte le mattine la stessa scena, si chiedeva dove fosse l’unico neurone del tenente, ma forse lo aveva lasciato a casa.
“Mi hai beccato!” diede un colpo di tosse, deglutì «Ehm sì … è vero ...bevo il caffè senza zucchero, ma stamattina ho bisogno di una carica e …»
«Per cortesia potrebbe smettere di fissarmi le gambe? Grazie.» il tono era indispettito. Dopo una settimana con gli occhi puntati addosso, era ora di finirla. Riprese a sorseggiare il caffè e cercò di ignorare la presenza dell’uomo, che aveva posto una distanza tra loro.
Silenzio.
Andy mormorò delle parole, che potevano sembrare delle scuse, ma si erano ingarbugliate nella lingua, così emise una serie di suoni senza senso. Sharon scosse la testa “Sarà elegante, ma è un idiota!” pensò tra sé. Silenzio. L’atmosfera era tesa e la tensione si tagliava nell’aria.
Andy si avvicinò, come per attirare l’attenzione della donna, diede un colpo di tosse «Dovrebbe sentirsi lusingata … ha due …»
«Ci sta provando, tenente Flynn?» Non gli fece finire la frase. Ormai conosceva a memoria gli spostamenti mattutini del tenente in sala relax, che si muoveva solo per poter rimirare meglio le sue gambe. Doveva ammettere che anche lei non era da meno, lo squadrava ogni mattina. Lo aveva visto nel completo blu, con camicia e cravatta sempre blu e bretelle rosse, nel completo grigio chiaro con panciotto abbinato e cravatta grigia e camicia bianca. Nel completo beige e camicia pannina, con cravatta a motivo geometrico, completo nero con cravatta e bretelle nere su camicia bianca. I completi gli cadevano a pennello, mettevano in mostra il sedere bello sodo e slanciavano la figura. Era un uomo elegante e anche sexy, ma che ci provasse con lei …questa era veramente buona, non poteva credere alle proprie orecchie.
Andy sbiancò, una domanda così diretta lo colse di sorpresa. Appoggiò la tazza sul tavolo, si grattò sotto l’orecchio e si appoggiò al tavolo. La fissò « …uhm …e se anche fosse?» disse con fare indifferente e sfoggiò un sorriso sexy e ammaliante. In fondo, quella donna gli piaceva. Più di una volta guardando quelle gambe si era ritrovato a fantasticare sul capitano Raydor, quella disciplina e rispetto delle regole svaniti in un momento di pura eccitazione …che donna da sogno!
«Tenga le avances per le ragazze disinibite che frequenta.» Il tono era distaccato e freddo “Cretino!” Pensò tra sé. Riprese a sorseggiare il caffè, ma notò che il tenente era ancora lì, a fissarla. Si rassegnò, quella mattina era impossibile bere un caffè in santa pace «Sìììììì ….»
Andy deglutì a fatica, cercò di darsi un tono «Ecco, volevo solo dire che …»
«Ha bisogno di altro, tenente?» Lo interruppe ancora. Era stufa. Quella mattina era cominciata senza pace e poteva solo finire peggio.
Flynn grugnì qualcosa di incomprensibile. Alzò lo sguardo e la fissò «No, capitano. Non ho bisogno di nulla.» Il tono era seccato «Chiara ed esplicita, come sempre. Le auguro buona giornata.» Prese la tazza di caffè e borbottando andò alla scrivania in attesa dell’arrivo di Provenza “Due gambe da sogno, ma sei una strega!” pensò tra sé.
Sharon scosse il capo, diventare rude non le piaceva, ma con certi tipi, non poteva farne a meno. Ecco, un buon inizio di giornata: scosse il capo, prese la tazza e tornò in ufficio.
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«Cosa ti è successo Flynn? Sembri stralunato …»
«Niente, tutto a posto.» si sedette alla scrivania e ripensò a quelle gambe. Scosse il capo e sospirò.
«Il buongiorno si vede dal mattino …» disse Provenza ridendo.
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Sharon sorseggiò il caffè, pensò che forse aveva esagerato con il tenente Flynn, era stata un poco rude. Si ripromise il giorno dopo di essere più gentile, quando sentì bussare alla porta.
«Sì, sergente.»
«Capitano Raydor, ci hanno chiamato per andare su una scena del crimine.»
«Ok, adesso andiamo.» Sharon sorseggiò il caffè e pensò che il buongiorno si vede dal mattino.
Continua …
Chapter 2: Capitolo 2
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FRAMMENTI DI UNA STORIA
CAP.2
Le luci blu delle auto della polizia lampeggiavano intermittenti, illuminando i corpi esanimi che erano rimasti a terra. C’era un gran vai e vieni di persone indaffarate, solo il tenente Provenza e il tenente Flynn erano fermi davanti al nastro giallo della polizia, in attesa dell’arrivo del capo del FID.
«Capitano Raydor!» disse Provenza ad alta voce. Attirò l’attenzione del capitano Raydor, che si voltò, sorrise e si avvicinò al nastro.
«Tenente Provenza, tenente Flynn. Cosa posso fare per voi? Al momento sono molto impegnata.» rimase con le mani in tasca, era fiera nel suo trench nero. Alla Crimini Maggiori la chiamavano Darth Raydor, Sharon l’aveva sentito per caso alla macchinetta del caffè dal sergente Lowell. Sapeva che l’odiavano e in un certo senso le piaceva incutere timore.
«Capitano, siamo arrivati sulla scena del crimine per primi e inoltre si tratta …»
«La scena del crimine è mia!” disse con fermezza e con una certa soddisfazione. Fece un ghigno vedendo gli sguardi delusi dei due uomini. Si stava vendicando, doveva ammetterlo, “Fai la brava Sharon” si disse. «Vi prego di farvi da parte signori, ora ci pensiamo noi.» disse in tono risoluto. La faccia del tenente Flynn era delusa, mentre il tenente Provenza era rosso di rabbia.
«Appunto per questo capitano …» incalzò Flynn «Abbiamo preso alcune prove e …» non fece in tempo a terminare la frase che fu interrotto dal capitano.
«Consegnerete tutto al sergente Eliot. Vi ringrazio per la collaborazione, arrivederci signori. Scusate, ma ho del lavoro da svolgere.» Detto questo si allontanò a passo veloce, molto soddisfatta.
«Ah, quella donna!» grugnì Provenza arrabbiato. «Torniamo in ufficio!»
Flynn la guardò andare via, avvolta nel trench nero. Che magnifica visione! Il capitano Raydor era una stronza, ma aveva due gambe mozzafiato! Quella donna era pazzesca, un vero schianto! Vista da dietro poi, era ancora più sexy! Era ancora imbambolato, finchè il collega non urlò il suo nome, per farlo tornare alla realtà. Si era gustato quei brevi istanti di pura gioia ed ebrezza, per tornare alla realtà in modo spietato. Tornarono in Centrale, Provenza era arrabbiato, aveva borbottato lungo tutto il tragitto, mentre Flynn pensava ancora a quella donna. Provenza ordinò alla squadra di preparare le foto, i verbali e allestire la lavagna. Il capo Johnson diede gli ordini per la giornata, era scocciata dall’ennesima intrusione del FID nel suo caso, ma non poteva opporsi, il capo Pope era stato chiaro sul comportamento da attuare: collaborazione. Ordinò ai suoi uomini di svolgere i compiti di routine e di collaborare con il FID. Si chiuse in ufficio, sperando di superare la giornata senza vedere il capitano Raydor. Dopo un paio d’ore, Flynn era seduto alla scrivania, quando sentì il rumore dei tacchi preannunciare l’arrivo del capitano Raydor. Sapeva che sarebbe arrivata, sorrise e attese la sua entrata.
«Le avevo detto di consegnare tutte le prove al sergente Eliot!» Era davanti alla scrivania, impettita nel trench nero. Flynn la fissò imbambolato, era come stregato da quella donna: più era arrabbiata, più era sexy!
«Ebbene tenente, dove sono le mie prove?!» Alzò la voce e il tono era rude.
Flynn si alzò lentamente, la squadrò in tutta la sua bellezza e fissò quei due occhi verde giada. Pensò che avrebbe voluto abbracciarla e baciarla per farla smettere di sbraitare: era bellissima!
«Allora tenente?!» sbraitò Sharon stufa di vedere lo sguardo da ebete del tenente.
Flynn si riprese dai suoi pensieri «Le prove sono in sala elettronica, non sono il servo del suo sergente … Capitano Raydor.» Fece un inchino e sorrise.
Il capitano Raydor scosse il capo con disappunto e andò in sala elettronica a passo veloce “Idiota!” pensò tra sé.
“Bellissima strega!” la fissò andare via “Quanto sei sexy!” pensò tra sé. Fece spallucce e sorrise ai colleghi. Si risedette soddisfatto, sembrava gli piacesse far infuriare il capitano Raydor. Non fece in tempo a dire qualcosa che il capitano tornò e lo fissò in malo modo «Potrebbe per cortesia, dirmi in sala elettronica, in quale posto ha lasciato le prove?!»
«L’accompagno capitano. Mi permetta di essere utile.» La sottile ironia fece sorridere i colleghi, mentre il capitano Raydor sbuffò e mormorò qualcosa di incomprensibile.
«Ha detto qualcosa, capitano?» chiese Flynn con aria ingenua, sapeva che la stava irritando e la cosa lo divertiva sempre di più. Fece strada al capitano che lo seguiva borbottando «Ama scherzare con il fuoco tenente? Stia attento, perché prima o poi si brucerà …» rispose in tono pungente “Cretino!” pensò tra sé, si stava trattenendo dal prendere a schiaffi il tenente che la trattava in modo irrispettoso.
«Flynn muoviti! Restituisci al capitano quello che vuole e torna al lavoro!» Sbraitò Provenza, ormai stufo di quel siparietto.
Flynn aprì la porta della sala elettronica e fece cenno con la mano al capitano di proseguire. La donna entrò sbuffando, non lo degnò neppure di uno sguardo: era arrabbiata. Le fissò il fondoschiena, nella gonna attillata si vedeva che era bello sodo. Sharon si voltò e mise le mani sui fianchi «Allora?»
Flynn andò vicino all’armadio, si voltò sfoggiando il miglior sorriso «Dica la verità capitano Raydor, ha fatto tutto questo per stare da sola con me.»
«Lo scatolone con le prove, per favore.» Disse a denti stretti. Cercò di mantenere la calma, ma avrebbe preso ben volentieri a calci nel sedere il tenente Flynn.
Il tenente aprì l’armadio e tirò fuori lo scatolone e lo diede al capitano.
«Tutto questo la diverte, vero?» Prese lo scatolone tra le mani, ma Flynn non lo lasciò. Erano l’uno vicino altro. Sharon sentì il profumo della colonia del tenente, ebbe un brivido, sussultò e prese di forza lo scatolone.
«Un modo come un altro per ammazzare il tempo …capitano …» Disse con voce suadente.
«Arrivederci tenente!»
«Sempre al suo servizio …» fece un inchino “Bellissima strega!” pensò tra sé.
“Cretino!” pensò tra sé e tornò in ufficio.
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«Tutto bene capitano Raydor?» chiese il sergente Eliot vedendo rientrare in ufficio il capitano tutta rossa in faccia e con in mano uno scatolone.
«Sì! Tutto a posto sergente!» appoggiò lo scatolone sulla scrivania e si sedette. Sospirò, scosse il capo “Perché deve essere tutto complicato? Accidenti!” si chiese e cercò di calmarsi. Quell’idiota di Flynn l’aveva innervosita e tutto per delle prove … prese fiato e sospirò …. Però l’acqua di colonia di quell’uomo … “Fai la brava Sharon, fai la brava!” si disse scuotendo il capo.
Continua …
Chapter 3: Capitolo 3
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FRAMMENTI DI UNA STORIA
Cap. 3
Quella mattina il capitano Raydor sapeva di essere impegnata in un’operazione che sarebbe stata complicata, perché con la squadra della Crimini Maggiori avrebbe teso una trappola per verificare l’attendibilità del loro testimone, il sig. Jackson. In macchina, il testimone, avrebbe atteso il suo complice e avrebbe dovuto farlo confessare, questi erano i patti. Sharon era tesa, perché sarebbe bastato un nulla per mandare il piano all’aria. Era tesa perché avrebbe dovuto lavorare con i tenenti Flynn e Provenza e sapeva che l’odiavano. Era tesa, perché era in un furgone piccolo e stretto con il tenente Flynn e il tenente Provenza. Dopo una buona mezz’ora cominciò a fare un gran caldo. Sharon cercò di tenere indosso la giacca, ma arrivò ad un punto in cui non resisteva più. Voleva rimanere professionale, ma non ce la faceva. Così si tolse la giacca e rimase in camicia, notò che gli occhi dei due uomini seguivano i suoi movimenti. C’era un silenzio imbarazzante e le poche parole erano solo in merito al lavoro ed erano stati impeccabili. Ascoltavano dalle cuffie quanto accadeva fuori. Il capo Johnson e gli altri colleghi erano nelle macchine poco distanti da loro. L’attesa divenne lunga e il silenzio sempre più pesante. Si guardavano negli occhi e Sharon notò che spesso il tenente Flynn la squadrava. Si sentiva un poco a disagio, ma voleva evitare polemiche e minare l’appostamento. Anche lei ogni tanto buttava qualche occhiata al tenente Flynn, che nel frattempo si era tolto la giacca. Quella mattina era vestito con un completo scuro, con camicia scura e cravatta dello stesso colore. Spiccavano le bretelle, rosse: molto eleganti. Il profumo dell’acqua di colonia del tenente Flynn era nell’aria: era inebriante. Le ricordò le chiacchiere con Gavin e Andrea in merito all’eleganza del tenente Flynn e i vari commenti piccanti “Fai la brava Sharon.” Si disse e abbozzò un mezzo sorriso.
Cercò di riprendere un contegno e vide che i due uomini la fissavano, forse si chiedevano cosa poteva suscitare ilarità in un appostamento. Comunque non dissero nulla e attesero in silenzio.
Finalmente arrivò il complice del sig. Jackson, che si accomodò in macchina. Li lasciarono parlare, ma non succedeva nulla, erano insieme da più di cinque minuti e parlavano del più e del meno.
Ormai stufa, il capo Johnson uscì e andò verso la macchina, destando la sorpresa di tutti.
«Il piano non era questo o sbaglio?» chiese il tenente Flynn perplesso. Sia il capitano Raydor che il tenente Provenza lo guardarono come per dire che il piano non era quello. Poi ripresero ad ascoltare quanto avveniva nella macchina dei sospettati.
Il capo Johnson aprì la portiera e disse ad alta voce che ringraziava il Sig. Mallet per quanto le aveva detto. Il Sig. Jackson, il loro testimone, cominciò ad agitarsi, a chiedere il perché di quella frase e i due uomini cominciarono a discutere. La discussione divenne un litigio. Dalle parole passarono presto alle mani e il sig. Jackson prese per la gola il Sig. Mallet. La situazione precipitò in un momento. Il capitano Raydor ruppe il silenzio «Dobbiamo agire e in fretta!» uscì dal furgone seguita dai due uomini.
«Provenza dobbiamo fare qualcosa …» suggerì Flynn a bassa voce seguendo il capitano.
«Aspettiamo gli ordini del capo Johnson.» ribadì Provenza.
Si avvicinarono alla macchina, dalla quale provenivano i rumori del litigio dei due uomini. Anche gli altri componenti della squadra erano scesi dalle macchine e si erano avvicinati alla macchina: aspettavano un cenno del capo Johnson per intervenire, che guardava i due uomini. Il capo Johnson attese ancora, era davanti alla macchina e il sig. Mallet rischiava di essere soffocato sotto i loro occhi.
«Capo, dobbiamo intervenire!» disse Sharon con apprensione, la situazione poteva peggiorare da un momento all’altro.
«Ancora un momento, capitano Raydor …ancora un … momento.» disse con calma.
«Capo Johnson, non possiamo rimanere qui a guardare …» insistette Sharon.
«Sì…capitano Raydor … ancora un momento …»
«Capo, mi lasci intervenire!» Disse Flynn mettendosi davanti al capo Johnson e ponendole una scelta rapida. Il capo Johnson fece cenno di sì al tenente Flynn, che subito si diede da fare per dividere i due uomini. Anche Sanchez lo aiutò, portando fuori il Sig. Jackson e ammanettandolo.
«Abbiamo rischiato parecchio capo. Potremo ricevere una denuncia dall’imputato per mancato intervento e …»
«Il sig. Jackson non è stato totalmente sincero con noi.»
«Per questo meritava di morire soffocato dal Sig. Mallet?»
«Siamo intervenuti in tempo capitano Raydor, nessuno si è fatto male. Questi signori si sono macchiati di un crimine grave, saranno accusati di omicidio. E se pensa che mostri pena per loro, si sbaglia. Hanno ucciso due dei nostri, per quanto mi riguarda, non meritano nulla.»
«Se faranno causa al Dipartimento, la cosa la interesserà capitano, mi creda.»
Senza guardare il capitano Raydor, il capo Johnson diede ordine al resto degli uomini di tornare in Centrale e di terminare i rapporti: la questione della veridicità del testimone era risolta.
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Tornati in Centrale c’era tensione alla Crimini Maggiori. Si attivarono tutti per completare i verbali, misero le foto sulla lavagna, Buzz riversò le registrazioni con l’aiuto di Tao. Il capo Johnson diede altre indicazioni e Provenza distribuì il lavoro.
«Capo Johnson posso parlarle nel suo ufficio?» chiese Sharon nel modo più asettico possibile. Sapeva che quella donna era suscettibile, ma doveva chiarire la situazione.
«Dica pure capitano, non ho nulla da nascondere ai miei uomini.» sapeva di cosa voleva parlare quella donna e non era disposta ad ammettere che aveva tirato la corda più del necessario.
«In merito alla veridicità di un testimone, che per quanto possa sembrare inattendibile è pur sempre un testimone, il nostro comportamento deve essere sempre e in ogni caso ineccepibile. Altrimenti il rischio di richieste di risarcimenti contro il Dipartimento potrebbe aumentare. Nessuno vuole denunce o provvedimenti sanzionatori, quindi dobbiamo essere sempre attenti a valutare la sicurezza dei testimoni o dei civili. Capisco capo Johnson che l’emotività in questo preciso caso possa indurre ad essere più morbidi nell’attenzione della sicurezza, ma dobbiamo vigilare e fare di tutto per mettere nelle migliori condizioni chiunque ci venga affidato.»
«Sembra che il capitano Raydor non approvi il nostro operato, ma la cosa non mi sorprende. Vorrei però ricordarle che due dei nostri sono stati vilmente uccisi.» disse il capo Johnson.
«Secondo me, il capitano Raydor ha ragione.»
Tutti gli occhi si voltarono verso il tenente Flynn e le facce erano sorprese, compresa quella del capitano Raydor. Provenza era a bocca aperta, incredulo e per una volta senza parole.
Il capo Johnson era indispettito, fissò Flynn e lo incenerì con gli occhi. Sharon era scioccata da una presa di posizione del genere davanti a tutti e soprattutto davanti al capo Johnson.
«Continui pure tenente Flynn, ha tutta la nostra attenzione.» il capo Johnson voleva vedere fino a dove si sarebbe spinto.
Flynn non si fece intimidire, aveva tutti gli occhi puntati addosso, compresi quelli del capitano. Raccontò le motivazioni che il capitano Raydor aveva espresso davanti alla macchina dei due testimoni e disse che quando aveva portato il sig. Mallet su un’altra macchina, in salvo, l’aveva ringraziato per essere intervenuto e avergli salvato la vita. Inoltre gli confessò di essere uno tossicomane, che meritava di finire in prigione per quello che aveva fatto. Il tenente Flynn concluse dicendo che intervenendo per tempo, avevano salvato la vita del sig. Mallet, riscontrato l’inattendibilità del loro testimone e avevano evitato una causa milionaria al Dipartimento. Silenzio. Flynn fissò il capitano Raydor e fece un cenno con il capo, come per sottolineare che aveva ragione.
Continua …
Chapter 4: Capitolo 4
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FRAMMENTI DI UNA STORIA
CAP.4
La giornata era stata intensa e faticosa, così il capitano Raydor decise di rilassarsi con un bagno caldo. Accese le candele, spense la luce e fece scorrere l’acqua. Il bagnoschiuma profumato diffuse l’aroma di muschio bianco nella stanza da bagno. Appoggiò il cellulare sul lavandino, si spogliò ed entrò in vasca. L’acqua calda l’invitò a lasciare i pensieri della giornata fuori dalla porta. Un calice di vino rosso era vicino al bordo del muro: un fedele compagno nelle sere solitarie. Sospirò e cercò di liberare la mente. Ma a fine giornata un pensiero era ancora lì, non voleva andarsene. Qualcosa non la convinceva. Soffiò via un poco di schiuma che aveva sul ginocchio e cercò di rilassarsi. Continuava a pensare a quella giornata, perché? La giornata era cominciata con tanta tensione e stress e alla fine si era conclusa in modo inaspettato. Il tenente Flynn aveva appoggiato il suo modo di condurre le indagini e lo aveva espresso davanti a tutta la squadra. Persino Provenza era rimasto senza parole. Forse perché aveva ragione? Finalmente qualcuno lo aveva notato. Si chiedeva cosa avesse spinto il tenente Flynn a parlare in quel modo. Aveva avuto coraggio, doveva ammetterlo. Era curiosa di sapere cosa avessero detto a Flynn il tenente Provenza e il capo Johnson dopo che lei era rientrata nel suo ufficio. Il capo Johnson l’aveva fulminato con gli occhi, ma lei poteva ritenersi soddisfatta. Sì, era soddisfatta. Per una volta il capo Johnson era rimasta in silenzio, perchè uno dei suoi aveva aderito alla linea di condotta di Dart Raydor: che smacco per il capo Johnson! Avrà pensato che il tenente Flynn fosse impazzito. Sorrise soddisfatta. Soffiò sulla schiuma dal palmo della mano e rimase un momento a riflettere: adesso era curiosa. Cosa aveva spinto il tenente Flynn a parlare in quel modo? Ripensò a quei momenti nel furgone. C’erano stati degli sguardi furtivi, delle occhiate, … cosa aveva fatto cambiare idea al tenente? Ripensò ai vari momenti: l’aveva squadrata quando si era tolta la giacca. Inoltre l’aveva aiutata ad appendere la giacca al gancio della portiera del furgone, aveva sorriso. Aveva notato che il tenente Flynn aveva un bel sorriso, solo adesso lo notava, come mai? Ripensò ai suoi movimenti nel furgone, in effetti era stato gentile. Anche Provenza era stato, per così dire, gentile, non aveva fatto battutacce, era stato professionale. Il tenente Flynn sembrava diverso. Le fissava le gambe, ma quello era lo sport nazionale, ormai quasi non ci faceva più caso, anche se sentiva quei due occhi marroni fissarla. La fissavano in un modo che non si sapeva spiegare. Poi quando era scesa dal furgone, l’avevano seguita come due segugi e davanti alla sua discussione con il capo Johnson non avevano proferito parola, finchè il tenente si era esposto in quel modo, del tutto inaspettato. L’aveva sorpresa, doveva ammetterlo. E infine alla Crimini Maggiori aveva ribadito che aveva ragione, davanti a tutta la squadra. Sorrise. Ad un tratto squillò il telefono, si alzò per prendere il cellulare e vide che il numero era del tenente Flynn. Era sorpresa, perché la chiamava? Si adagiò in vasca.
«Cosa posso fare per lei, tenente Flynn?»
«Buonasera capitano Raydor, mi scusi se la disturbo fuori servizio, però ci tenevo a dirle che il sig. Mallet ha confessato l’omicidio del sergente Colin e del detective O’Brien. Ha chiarito alcuni punti che erano rimasti oscuri e ha collaborato per definire la posizione del sig. Jackson, il nostro primo testimone. Inoltre ha chiesto di scusarsi con le famiglie dei defunti. Ha apprezzato il fatto che lo abbiamo salvato dall’ira del sig. Jackson e non andrà a processo, ma cercherà un accordo con il procuratore Hobbs, facendo risparmiare soldi ai contribuenti.»
«Grazie per l’aggiornamento tenente, ma poteva dirmi tutto domani in ufficio.» Qualcosa non quadrava, continuava a ripeterselo.
«Ci tenevo a farle sapere che con la sua linea di condotta il sospettato si è fidato di noi e ha aiutato nelle indagini.» disse Flynn in modo professionale.
«Bene, ne sono contenta e la ringrazio per la chiamata.» soffiò via la schiuma dal ginocchio e distese le gambe.
«La collaborazione ha dato i suoi frutti.»
«Bene.»
«Sia io che Provenza abbiamo apprezzato il suo modo di lavorare. Stare nel furgone quelle ore insieme ha contribuito a rafforzare il rapporto di collaborazione tra le unità.»
«Certo tenente.» Tutte quelle parole positive le sembravano strane e non capiva dove volesse arrivare. Forse uno scherzo? Uno di quei giochetti che facevano il tenente Flynn e il tenente Provenza?
«Senta capitano … dovrei finire il rapporto e visto che la collaborazione tra le due unità ha funzionato, mi chiedevo se volesse leggerlo, giusto perché alla fine anche lei dovrà firmarlo.»
«Quindi …» non capiva dove volesse arrivare, ma era curiosa.
«Ecco … domani mattina, se per lei va bene, porterei il rapporto nel suo ufficio e per ringraziarla del disturbo le vorrei offrire un caffè, tutto qui.»
Silenzio. Adesso era basita. Forse non aveva capito bene. Silenzio.
«Capitano Raydor è ancora lì?»
«Sì tenente.» diede un colpo di tosse per darsi un tono «Se non ho capito male, tenente Flynn, domani mattina vorrebbe portare il rapporto nel mio ufficio per leggerlo e firmarlo e con l’occasione offrirmi un caffè? Dico bene?»
«Si capitano. Esattamente quello che ho detto.» Silenzio.
Sharon sorrise «Va bene. Ci vediamo domani mattina nel mio ufficio per firmare il rapporto.»
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«Buongiorno.» disse il tenente Flynn davanti alla porta dell’ufficio del capitano Raydor. Sfoggiò un sorriso splendente, era felice. Non era ancora arrivato il sergente Eliot e sperava di rimanere da solo con il capitano.
«Buongiorno.» si alzò «prego si accomodi.» fece cenno con la mano verso la sedia.
Il tenente appoggiò la cartelletta del verbale sulla scrivania e il sacchetto con dentro i due caffè.
«Volevo scusarmi per le ultime mattine, quando in sala relax sono stato inopportuno e ho rovinato la sua pausa caffè. Ecco il motivo di questo caffè.» sorrise imbarazzato.
«Ma no, diciamo che è stato solo un poco … logorroico ...» sorrise, lo stava prendendo in giro.
«Mi scuso, ma il traffico mi stressa parecchio. Tanto da diventare insopportabile, lo ammetto.» sorrise e fece spallucce con due occhi da cucciolo abbandonato.
«Ad essere sincera anch’io le devo delle scuse. Sono stata un poco rude e la maleducazione non mi appartiene.» divenne rossa in volto, sapeva di essere in difetto.
«Allora questo è il caffè delle scuse e di un nuovo inizio per la pausa mattutina …» disse Flynn, aprì il sacchetto e tirò fuori i due caffè «Caffè nero bollente.»
«Grazie.» Sharon prese il bicchiere e fissò il tenente. Era elegantissimo, giacca grigio perla, con camicia bianca e cravatta grigio perla abbinata. Scarpe marroni, di manifattura italiana, erano stupende.
«Buon caffè.» disse il tenente e fece riprendere Sharon dai suoi pensieri, che sorrise e sorseggiò il caffè caldo. Si fissavano da dietro i bicchieri, imbarazzati. Silenzio. Andy notò gli occhi verde giada della donna: erano bellissimi. Sharon notò gli occhi marroni del tenente e li trovò bellissimi.
Entrò il sergente Eliot «Buongiorno …oh mi scusi capitano Raydor, non sapevo che ci fosse già qualcuno.» fissò il tenente Flynn in malo modo, lo considerava un idiota.
«Il tenente Flynn mi ha portato il verbale da firmare …» era imbarazzata, firmò in fretta il documento e lo porse al tenente «Ecco, proprio come eravamo d’accordo.» sorrise e mise da parte il bicchiere di caffè.
Flynn si alzò e rispose in modo asettico «Grazie capitano Raydor, riferirò al capo Johnson.» erano entrambi imbarazzati, si fecero un cenno e Flynn uscì.
«Tutto ok, capitano Raydor?»
«Certo sergente, tutto ok.» sorrise
Continua …
Chapter 5: Capitolo 5
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Frammenti di una storia
Cap.5
Il capitano Raydor era seduta bancone del Bootleg, sorseggiava il vino rosso, suo fedele compagno nelle serate solitarie e ogni tanto scambiava qualche parola con il barman Joe.
Non avrebbe mai immaginato di ripensare a quell’idiota del tenente Flynn e di apprezzare il suo comportamento. Doveva ammetterlo: quel giorno era stato eccezionale. Se avesse scommesso con Gavin, avrebbe perso, e non le sarebbe piaciuto.
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Sulla scena del crimine era successo qualcosa che non doveva capitare. Erano stati colti di sorpresa, qualcosa non aveva funzionato. Nell’abitazione dove si era consumato un delitto, c’erano tracce di sangue sparse in giro. Una brutta atmosfera e poi la sorpresa: un ragazzo aveva preso in ostaggio un tecnico della scientifica. Girava un sacco di gente, troppa confusione. Un momento di silenzio, di grande stupore e poi, tutti avevano tirato fuori le armi e le avevano puntate contro il ragazzo. Gridavano di arrendersi, il ragazzo era agitato, frastornato da tutte quelle urla. Sudava e la mano con la pistola tremava, era circondato e non sarebbe andato lontano. Aveva paura. Era una situazione pericolosa e improvvisa, aveva preso alla sprovvista tutti quanti. Quel ragazzo non doveva essere lì, o meglio qualcuno avrebbe dovuto accertarsi che fosse disarmato. Le indagini avrebbe spiegato il perché di quella situazione.
Il capo Johnson ordinò di rimanere fermi, doveva calmare gli animi. Ed ecco che si fa avanti il tenente Flynn, si toglie la giacca, fa vedere che è disarmato e si avvicina al ragazzo. Il tono della voce pacata. Le parole che aveva usato, la persuasione con cui l’aveva convinto ad arrendersi, i gesti e la serenità con cui si era fatto consegnare l’arma, l’avevano meravigliata. No, dal tenente Flynn non se lo sarebbe mai aspettato. La calma e la pacatezza delle parole, non facevano una grinza. Nessuno si era fatto male ed era questo il vero risultato. Era stato bravo, doveva ammetterlo. Per fortuna c’era stato il lieto fine. Ricordò che l’aveva fissato bene e aveva notato il sedere sodo e tondo. I pantaloni cadevano morbidi. Senza giacca, con le bretelle viola che spiccavano, era impossibile non vederlo. “Sharon, fai la brava …!” si disse, sorrise e scosse il capo. Prese il calice di vino e lo sorseggiò piano piano. Aveva un buon sapore che le lasciò una bella sensazione. Strano, ripensò che era la stessa sensazione che aveva avuto dopo aver parlato con il tenente Flynn. Il capo Johnson gli aveva fatto i complimenti davanti e tutti e poi l’aveva spedito al FID per aver disubbidito ad un suo preciso ordine. Così si erano rivisti in ufficio. Il tenente aveva quel sorrisetto sexy, che la faceva impazzire. Era gentile e annuiva al discorso del rispetto degli ordini, delle regole e di tutto il resto. La fissava e sorrideva, chissà perché? Sharon cercò di mantenere un atteggiamento professionale e risoluto. Lo rimproverò, senza troppa convinzione, perché in fondo aveva svolto un ottimo lavoro, però doveva ricordargli chi comandava.
«Quindi siamo d’accordo tenente Flynn? Se il capo Johnson dà un ordine, si ubbidisce, ok?!»
«Siamo d’accordo capitano Raydor, sarà forse la prima volta. Sono d’accordo. Sa con tutto quel trambusto, non ho sentito bene gli ordini del capo Johnson.» sorrise e fece spallucce. Con quei due occhi da cucciolo abbandonato e la sguardo da simpatica canaglia, Sharon non se la sentiva di rimproverarlo, tanto meno di punirlo, come le aveva chiesto il capo Johnson.
«È solo un richiamo verbale. Non ci saranno conseguenze sul suo fascicolo. Ho parlato con il capo Johnson ed è d’accordo.»
«Bene, ne sono contento. Le devo un favore.»
Sharon sorrise, tanta gentilezza da parte del tenente Flynn la stupiva. Silenzio.
«Mi ha sorpreso il modo con cui ha convinto quel ragazzo a consegnare la pistola. Ancora non riesco a spiegarmelo.»
«Sono un uomo pieno di sorprese.» ammiccò «Non trova?» disse felicemente sorpreso per le parole della donna. Aveva attirato la sua attenzione.
«Ha svolto un ottimo lavoro, le faccio i miei complimenti.» era sincera. Flynn si alzò e fece per uscire, si fermò un momento «Se è interessata a conoscere le mie armi di persuasione …» sorrise sornione e la fissò negli occhi. Ci fu un momento di silenzio, si fissarono negli occhi.
«Mi illumini.» ammiccò, voleva vedere fino a dove si sarebbe spinto. Si leccò le labbra e lo provocò.
Il tenente Flynn si avvicinò alla scrivania accanto alla sedia di Sharon e si appoggiò alla scrivania. Stava rischiando parecchio, ma si sentiva fortunato. Mise le braccia conserte e guardò in alto «Vediamo …» fece finta di pensare a qualcosa.
Sharon sorrise scosse il capo e si alzò. Sentiva la carica sessuale di quell’uomo che sprizzava sesso da tutti i pori. Pensò che fosse un idiota! Un bell’idiota! Nel Dipartimento giravano tante voci sul tenente Flynn. Anche il procuratore Hobbs, aveva sottolineato le rotondità sexy del tenente Flynn. Con Andrea i discorsi diventavano sempre piccanti, mancava solo Gavin a sottolineare altri aspetti sexy del tenente. Erano in piedi, l’uno vicino all’altro, Flynn si alzò e si avvicinò al viso della donna «La devo ringraziare per non aver segnalato nulla sul mio fascicolo personale. Per contraccambiare il favore vorrei invitarla a cena. Con l’occasione, saprò come illuminarla sulle mie doti di persuasione e le spiegherò come …» mormorò con voce suadente. Stava rischiando parecchio, ma era la sua occasione.
«Ci sta provando tenente? Le ricordo che sono …» fece la ritrosa, ma forse sperava in qualcosa di più. La vicinanza del tenente le piaceva, anzi l’eccitava. Non si spiegava il perché, ma quell’uomo aveva attirato la sua attenzione e adesso pendeva dalle sue labbra.
«Ssssstttt….» Flynn mise il dito vicino alla bocca di Sharon come per zittirla «Mi risponderà …»
Sharon sentì un brivido lungo la schiena, la voce calda e sensuale la fece trasalire «Ci pensi questa notte, capitano.» mise la mano in tasca e lasciò un bigliettino sulla scrivania, si voltò, sorrise e uscì.
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Sharon si riprese dai suoi pensieri, prese il calice di vino e ne sorseggiò un poco. Era buono, ne aveva proprio bisogno. Che giornata strana! Appoggiò il calice e prese il biglietto che aveva messo sotto il bicchiere. Aprì il biglietto, sorrise e scosse il capo.
«È un biglietto che si trova nei biscotti della fortuna?» chiese Joe, ma conosceva la risposta.
«Un invito inaspettato … che dici Joe, dovrei accettare?» sorrise.
«Dal suo sorriso capitano, credo che accetterà …»
«Ottima intuizione Joe, ottima intuizione.» lasciò i soldi per pagare il conto e uscì.
Continua …
Chapter 6: Capitolo 6
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FRAMMENTI DI UNA STORIA
CAP.6
Il capitano Raydor era in sala relax, aveva bisogno di un caffè per affrontare la giornata. Sentì la porta aprirsi e con la coda dell’occhio vide entrare il tenente Flynn.
«Buongiorno capitano Raydor.» disse Flynn con un grande sorriso.
«Buongiorno tenente Flynn.» disse Sharon e ricambiò il sorriso. Stranamente era contenta di averlo incontrato, la giornata sembrava aver preso la svolta giusta. Flynn prese la sua tazza e cercò la brocca per il caffè.
«E’ qui. Ne ho preparato un po’ di più. Sa, nel caso qualcuno ne volesse.»
«Oh grazie. Che bel pensiero. E poi diciamo la verità, sa fare il caffè meglio di me.» disse Flynn e si riempì la tazza. Il caffè era caldo e fumante, appoggiò la tazza sul bancone e si tolse la giacca per stare più comodo. Sharon sgranò gli occhi, le bretelle rosse spiccavano sul completo total blue, con camicia e cravatta abbinata, un vero spettacolo! Inoltre il pantalone cadeva proprio bene e metteva in mostra il fondoschiena del tenente, mentre si girava ad appoggiare la giacca su una sedia. Flynn si voltò e notò che il capitano lo fissava. Sorrise soddisfatto. Sharon diede un colpo di tosse, per darsi un tono «Sarò brava con il caffè, ma le mie fonti dicono che il tenente Flynn è un ottimo cuoco, oppure sbaglio?» sorseggiò il caffè e fece finta di nulla. “Accidenti, mi ha beccato!” pensò tra sé. “Sono un’idiota!”
«Le sue fonti sono molto attendibili capitano.» si avvicinò e la fissò con due occhi da cucciolo abbandonato «mi riserbo di farle provare la mia cucina, giusto per verificare la veridicità delle sue fonti. Che ne dice?» Si avvicinò ancora di più, quasi a toccare il capitano. «Scusi, prendo un tovagliolo…» Sharon respirò la colonia inebriante del tenente, che le fece girare la testa per un momento. Quell’uomo urlava sesso da tutti i pori della pelle, che schianto!
«Che caldo, il caffè è davvero bollente!» si allontanò, la presenza del tenente era pericolosa. Una vampata di calore la fece trasalire.
«Prima di assaggiare la mia cucina, accetterà il mio invito? Come colleghi. Giusto per ringraziarla per avermi salvato dall’ira del capo Johnson e non aver segnalato nulla sul mio fascicolo.» La fissò e sperò che dicesse di sì. Sharon lo guardò, non riusciva a proferire parola. Sorrise, fece spallucce e disse «Ma certo. Come colleghi.»
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L’avvocato Gavin Baker e il procuratore Andrea Hobbs erano senza parole, felicemente sorpresi che la loro amica finalmente stesse parlando di un uomo.
A pranzo Sharon aveva appena toccato cibo e parlava a fiume di quell’idiota, che senza alcun dubbio era il tenente Flynn della Crimini Maggiori. Parlava di lui, a volte definendolo un idiota, ma comunque ne parlava, perché? Qualcosa non quadrava. Erano entrambi stupiti, finchè Gavin interruppe il fiume di parole di Sharon «È un tipo molto elegante, su questo sarete d’accordo con me.»
«Sull’eleganza hai ragione, chapeau.» disse Sharon e fece mente locale sulle cravatte e le bretelle, molto sexy. Inoltre sapeva portarle con sicurezza e fascino. Doveva ammettere che il tenente Flynn era un bell’uomo, aspetto curato, uomo di charme, vestiti unici e sicuramente sartoriali. «Completo di gran classe. Cravatte e bretelle di gusto, eleganti. Neanche Jack nei tempi migliori si vestiva così bene.» Silenzio «E le scarpe? Le hai viste? Credo siano italiane, ottima manifattura!”
«Quelle volte che sono alla Crimini Maggiori devo ammettere che è il più elegante e sexy …» Disse Andrea, quasi provocando Sharon. Gavin sorrise, capì dove voleva arrivare il procuratore.
«Se avesse lo stesso gusto che ha per i vestiti, come per le donne… allora …»
«Allora ci ha provato?» chiese Andrea, fissò Sharon e fece un sorrisetto d’intesa con Gavin.
Sharon si ammutolì e la fissò per un momento «Ecco …diciamo, sì e no.»
Gavin spalancò gli occhi, era ancora più confuso. Sharon continuava a parlare di Andy Flynn e lui non ci aveva provato e forse sì «Potresti essere più chiara, tesoro, così mi confondi solo le idee …» sorrise e guardò Andrea che annuì: Sharon era diventata rossa. Raccontò di quando il tenente Flynn davanti a tutta la squadra della Crimini Maggiori aveva sostenuto la sua tesi di condotta e il giorno seguente, il tenente Flynn aveva risolto una questione difficile, disubbidendo agli ordini del capo Johnson. Così dopo averlo elogiato, il capo Johnson l’aveva spedito al FID, chiedendo al capitano Raydor di rimproverarlo duramente e di sottolineare che si ubbidisce agli ordini. Così si erano rivisti.
«Quindi poi ci ha provato?»
Diede un colpo di tosse e cercò di darsi un contegno «Ti spiego: allora non è che ci ha provato, mi ha detto … di pensarci.»
«In che senso?» Gavin era confuso e curioso.
«Conoscete il ristorante italiano lungo la spiaggia? Si chiama “Da Giacomo” e pare che la cucina sia spettacolare. Non si riesce ad avere un tavolo se non prenoti almeno, e dico almeno sei mesi prima?! Ebbene il tenente Flynn mi lascia un bigliettino sulla scrivania con l’invito “Da Giacomo” per venerdì sera alle 20.00.»
«Wow! Quindi hai accettato?»
«In realtà mi ha richiesto di accettare l’invito e siccome sembrava che ci tenesse tanto, non me la sono sentita …»
«Quindi hai accettato?» incalzò Gavin.
«Un’uscita tra colleghi, per ringraziarmi per non aver segnalato nulla sul suo fascicolo.»
«E allora? …» chiese ormai sfinita Andrea.
«Non volevo che ci rimanesse male, in fondo si era comportato in maniera gentile ed educata. Ok, alla fine ho accettato!» rispose soddisfatta.
«Andrea mi devi 100 dollari.» disse Gavin con un gran sorriso.
«Avete scommesso?» Chiese Sharon.
«Tesoro, il buon Gavin scommette solo per vincere. Conosco i miei polli. Lo sapevo e ora Andrea mi pagherà una buona cena, mentre tu andrai “Da Giacomo” con il tenente Flynn. Ci racconterai ogni minimo particolare e voglio sapere anche del menù.» sorrise.
Sharon si sentì colpita nell’intimo, come se fosse stato messo a nudo un nervo scoperto. Perché sentiva qualcosa muoversi nello stomaco, perché le parole di Gavin la disturbavano, cosa non quadrava? Riprese a mangiare a finì quello che c’era nel piatto. Silenzio. Gavin si accorse che la sua amica era a disagio, continuava a stropicciarsi le dita e non stava ferma sulla sedia.
«Sharon è scomoda la sedia?»
«No Gavin, deve essere il pensiero di andare a mangiare nel ristorante più inarrivabile di L.A.…»
«Bèh, è solo un invito a cena. Come colleghi!»
«Adesso siete colleghi, questa sì che è bella!»
«Siate davvero simpatici e avete persino scommesso, non si fa così con gli amici …» Sharon fece finta di mettere il broncio.
«Avanti Sharon, non ti arrabbiare, sai che teniamo a te e che siamo solo felici di vederti uscire con un uomo, in fondo se uno si diverte che male c’è, sei sempre lavoro e casa, casa e lavoro!»
Silenzio.
«Sharon …»
«Sharon tutto ok?»
«Cosa?» Sharon aveva la testa altrove «No, tutto ok. Anzi, avrei un poco di mal di testa. Preferirei andare a casa, se non vi dispiace.»
«Certo tesoro. In effetti hai l’aria stanca, sarà colpa dell’eleganza …»
«Di cosa?»
«Bè … a furia di parlare di quell’idiota è venuto mal di testa anche a me. Andiamo.» Gavin si alzò e andò in cassa per pagare il conto, seguita da Andrea. Sharon rimase un momento senza parole, realizzò quello che Gavin aveva appena detto «Gavin, Andrea aspettate, avete frainteso quello che … siamo colleghi, solo colleghi.»
Continua …
Chapter 7: Capitolo 7
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Frammenti di una storia
Cap.7
Quella sera Sharon era emozionata, non sapeva spiegarlo, però qualcosa le rigirava nello stomaco. Si presentò puntuale davanti al ristorante “Da Giacomo” e dopo qualche secondo vide arrivare il tenente Flynn.
«Buonasera. Sono felice di vederla capitano Raydor. Possiamo darci del tu, vero?» sorrise.
«Buonasera. Possiamo darci del tu, sì, ma solo per stasera.»
«Certo. Stasera siamo Sharon e Andy. Domani torneremo ad essere il capitano e il tenente.»
Sharon era imbarazzata, adesso le sembrava strano essere a cena con il tenente Flynn. Forse aveva sbagliato ad accettare l’invito. Appena entrarono il cameriere andò loro incontro e fece strada verso una zona discreta del ristorante. Sul tavolo c’erano delle rose rosse per Sharon, che quando le vide, arrossì.
«Sono per te.»
«Grazie. Sono bellissime.» era emozionata.
“Mai quanto te, stasera sei stupenda.” Pensò Andy, ma le parole rimasero in gola, era incantato a guardare Sharon: indossava un tubino nero, senza maniche, era mozzafiato. Due tacchi da urlo, che slanciavano due gambe strepitose. Andy si sentì l’uomo più fortunato del mondo.
Si accomodarono e il cameriere portò i menù. Versò del vino rosso per Sharon e succo ai mirtilli per Andy. L’atmosfera era piacevole e rilassata.
«Devi dirmi come hai fatto ad avere un tavolo in questo ristorante? È praticamente impossibile trovarne uno da un giorno per l’altro.» era curiosa.
«Te l’ho detto, sono un uomo pieno di sorprese.» sorrise e poi fissò Sharon negli occhi «Devo ammettere che non pensavo che accettassi l’invito, mi hai sorpreso. E comunque ti dovevo un favore.»
«Un favore? Pensavo fosse solo una cena tra colleghi.» era sorpresa, non capiva a cosa si riferisse.
«So che hai insistito con il capo Johnson per non darmi un’ammenda sul fascicolo personale per aver disubbidito agli ordini.»
«Ami scherzare con il fuoco tenente. Il capo Johnson è meglio averla come amica, che come nemica.»
«Detto da te, suona un poco strano.» ammiccò e sorrise.
«Faccio il mio lavoro, niente di più.» sorrise e si perse negli occhi di Andy, che notò era stupendi e profondi.
«Però adesso lasciamo da parte il lavoro e godiamoci la nostra serata.»
«Sono d’accordo!»
Sharon guardò l’uomo che aveva difronte e si accorse che avevano parecchie cose in comune. Rise alle battute e le fece piacere stare con un uomo simpatico, cosa che non credeva possibile. Il cibo, il vino, l’atmosfera ma soprattutto la compagnia del tenente Flynn resero quella serata eccezionale. Era da parecchio tempo che Sharon non trascorreva una serata serena, tranquilla con un uomo. Certo, usciva con Gavin e Andrea, ma era diverso. Non sapeva come spiegarlo, la situazione era diversa. Inoltre aveva trovato una sintonia del tutto inaspettata, con il tenente Flynn, che adesso chiamava Andy. Era sorpresa, forse sconcertata da quella situazione. Era cominciato tutto per curiosità: ricambiare un favore tra colleghi.
Adesso era a tavola con il tenente più elegante e chiacchierato del Dipartimento, uno sciupafemmine da pettegolezzo, però sapeva che c’era qualcosa di più oltre quel sorriso strafottente e due occhi marroni profondi. Aveva scoperto un uomo sensibile, divertente e piacevole.
Andy guardò la donna che aveva difronte e si accorse che aveva parecchie cose in comune. Era una donna divertente e la sua risata gli piaceva, era fragorosa, bella. Aveva difronte una donna affascinante, sexy. Era stupito, non avrebbe mai immaginato che il capitano Raydor potesse accettare un invito. Se avesse scommesso con Provenza, avrebbe perso. Mai e poi mai avrebbe immaginato di trovarsi a tavola con il capitano Raydor. Scoprì che entrambi erano curiosi e audaci e forse questo li aveva condotti a trovarsi una sera insieme ed essere Sharon e Andy. Sorrise, perché la sorpresa era immensa.
Dopo aver gustato l’antipasto e sorseggiato un buon vino rosso, arrivò il primo piatto: fettuccine all’amatriciana. Le mangiarono di gusto, Sharon era soddisfatta, perché il piatto era strepitoso. Quando finirono, il cameriere ritirò i piatti e sentirono le persone in sala battere le mani: era uscito Chef Giacomo. Salutò vari commensali senza fermarsi, ringraziò per i complimenti e si avvicinò al loro tavolo. Sharon sgranò gli occhi, era sorpresa, conosceva lo chef perché la sua fama lo precedeva, ma non lo aveva mai visto di persona.
«Allora Andy come erano le fettuccine?» sorrise e diede la mano ad Andy.
«Ciao Giacomo! Ma allora stasera ci sei anche tu dietro i fornelli?»
«Un povero cuoco come me, deve mandare avanti la bottega, lo sai. Spero sia tutto di vostro gradimento.» sorrise e guardò Sharon.
«E’ tutto perfetto Giacomo, come sempre.» disse Andy felice.
«Non mi presenti questa bellissima signora?» fece l’occhiolino a Sharon.
«Certo, scusa. Che maleducato. Giacomo, ti presento Sharon.»
Sharon era emozionata, conosceva benissimo chef Giacomo, per la sua fama e il suo ristorante stellato. Non si spiegava ancora come potesse essere in quel ristorante tanto ricercato e raffinato. Sorrise imbarazzata, era tutto inaspettato, che serata sorprendente! «Piacere, sono Sharon.» porse la mano e Giacomo fece il baciamano.
«Mi avevi detto che saresti venuto a cena una bella donna, ma sei stato modesto. Sharon è bellissima.» sorrise ad entrambi e Sharon arrossì per il complimento, si sentiva in imbarazzo.
«Lei è troppo gentile chef…»
«Chiamami pure Giacomo e quando vuoi, cara Sharon, un tavolo per te ci sarà sempre. Come per Andy!»
«Grazie Giacomo. Sei un amico.»
«Per te, questo e altro. Adesso vi devo lasciare, la cucina mi reclama. Buona continuazione. Andy, salutami tuo cugino Vincenzo, digli che l’aspetto per una cena insieme.»
«Certamente. Ciao Giacomo.» lo chef si allontanò dal loro tavolo. Tutti gli occhi dei commensali erano su di loro, lo chef si era trattenuto parecchio tempo, erano come due vip!
«Non sapevo che fossi una persona famosa. Conosci chef Giacomo, lo chef più glamour di L.A.» disse Sharon sorniona. Adesso era ancora più curiosa. Come faceva un tenente del Dipartimento di polizia a conoscere una persona così famosa? Era tutto molto intrigante.
«Conosco tante persone.» disse con fare indifferente.
«Siamo modesti tenente, non è da te.» lo stuzzicò Sharon. Andy sorrise, era felice di essere a cena con Sharon e di averla stupita. «In questo momento tu sei la persona che vorrei conoscere meglio. Spero di averne la possibilità.» Era serio e sincero. Sharon rimase quasi turbata da quelle parole, non se l’aspettava. Arrivò il secondo piatto che smorzò l’imbarazzo dei due, che mangiarono di gusto la coda alla vaccinara, una vera specialità. Conversarono ancora amabilmente e si gustarono la serata. Dopo un sorbetto, decisero che era ora di tornare a casa.
«Spero che la serata sia stata di tuo gradimento.»
«E’ stata bellissima. Sono stata molto bene insieme a te.»
«Anch’io sono stato bene. Andiamo, ti accompagno a casa.»
Il viaggio di ritorno fu strano per Sharon. Era in macchina con il tenente Flynn, anzi con Andy. Almeno fino alla fine della serata. Domani sarebbero tornati il capitano e il tenente. Qualcosa non tornava. Voleva chiarire la situazione «Senti Andy, non voglio essere fraintesa, però al lavoro preferirei mantenere i gradi, sai, per non dare adito a pettegolezzi. Sono una persona riservata. Lo capisci, vero?»
«Certo Sharon. Ci daremo del tu solo quando saremo soli. Per tutto il resto del mondo siamo il capitano Raydor e il tenente Flynn. Per me va benissimo.»
Sharon annuì e sorrise. Era contenta. Guardò le rose che aveva in grembo, erano bellissime. Era un poco in imbarazzo e non sapeva cosa dire, finchè Andy decise di spezzare il silenzio «Quando vuoi, possiamo tornare a cena da Giacomo, come hai sentito, il tavolo per te c’è sempre.»
Arrivarono davanti casa di Sharon e Andy le aprì la portiera e l’accompagnò davanti alla porta.
«Sono arrivata. Grazie ancora per la bella serata.»
«E’ stato un piacere. Allora, siamo amici?»
«Amici.»
«Buonanotte e a domani.» Andy si avvicinò e la baciò sulla fronte, sorrise e andò via. Sharon rimase un momento senza parole, quel bacio era inaspettato. Però le aveva fatto piacere. Sorrise e sussurrò «A domani.»
Continua ....
Chapter 8: Capitolo 8
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Frammenti di una storia
Cap.8
Il mattino seguente Sharon era in sala relax, aveva bisogno di un caffè per affrontare la giornata. Sentì la porta aprirsi e con la coda dell’occhio vide entrare il tenente Flynn. Diede un’occhiata furtiva “Molto sexy ed elegante. Come sempre.” pensò tra sé. Il tenente era vestito con completo grigio, cravatta e bretelle grigio scuro con camicia panna. Flynn appoggiò il soprabito su una sedia e controllò che non ci fosse nessuno «Buongiorno Sharon!»
«Buongiorno Andy!» rispose al saluto con un bel sorriso. Era contenta di vederlo.
Andy sorrise «Dormito bene?»
«Molto bene, grazie.»
«Ne sono felice. Grazie ancora per la bella serata di ieri sera.» sorrise e poi si avvicinò alla brocca del caffè. Il profumo della colonia di Andy travolse Sharon, era come un afrodisiaco. Erano vicini e la situazione diventava difficile da gestire. Sharon arrossì, sorseggiò il caffè per mascherare l’imbarazzo. Andy gettò un’occhiata alle gambe di Sharon, erano strepitose! Era perso nei suoi pensieri, quando entrò Provenza che fece trasalire entrambi.
«Finalmente sei arrivato! Porta il caffè ...» si accorse della presenza del capitano «Buongiorno capitano Raydor. Muoviti Flynn!» fece un cenno con il capo.
«Buongiorno tenente Provenza.» disse Sharon in tono asettico.
«Buongiorno a te, Provenza. Vedo che sei di buon umore, preparo il caffè e arrivo.» disse conciliante.
Provenza gettò un’occhiataccia a tutti e due: c’era qualcosa non quadrava. Li fissò in silenzio. Lo sguardo severo di Provenza era imbarazzante per Sharon e Andy.
«Questa mattina lavorerà con noi alla Crimini Maggiori, capitano Raydor?» disse per spezzare il momento imbarazzante.
«No, tenente Flynn. Questa mattina sono già impegnata in una riunione con il capo Pope e il capo Johnson per i fondi per gli straordinari. Verrò alla Crimini Maggiori nel pomeriggio.»
«Bene. Allora l’aggiornerò nel pomeriggio sui diversi casi a cui stiamo lavorando.» prese la brocca con il caffè e la mise su un vassoio con le tazze per i colleghi «Arrivederci capitano Raydor, le auguro una buona giornata.» rimase fermo sulla porta.
Provenza li guardò stupito, non riusciva a capire il perché di tutte quelle parole smancerie «Flynn muoviti, non abbiamo tutta la mattina per aspettare il caffè. Capitano Raydor.» detto questo uscì borbottando.
«Sempre di buon umore il tenente Provenza.»
«Stamattina lo era …» guardò Sharon e fece spallucce e rise. Sharon non seppe resistere e si mise a ridere.
«Arrivederci capitano Raydor, le auguro una buona giornata.»
Sharon lo guardò andar via e diede una bella squadrata al fondoschiena del tenente: non era niente male. Terminò il caffè e sospirò, cominciava una nuova giornata.
/
«Cos’erano tutte quelle smancerie con il capitano Raydor? Dopo L’aggiorno sui casi in sospeso …» disse Provenza imitando Flynn.
«Stavamo solo parlando. Certo che sei proprio di buon umore al mattino …» disse Flynn cercando di sviare il discorso.
«Non me la racconti giusta.»
«Pensa quello che ti pare. Adesso non si può più prendere un caffè, che ti fai dei film …»
/
Il capitano Raydor rientrò alla Crimini Maggiori dopo la riunione per i fondi per gli straordinari, che le aveva occupato tutta la mattina. Il capo Johnson si era fermato da Pope, mentre lei aveva deciso di tornare alla Crimini Maggiori, sperava di rivedere Andy. La sua presenza al mattino l’aveva messa di buon umore. Non si spiegava il perché, però era così.
Quando arrivò alla Crimini Maggiori, trovò la squadra che mangiava una pizza, in attesa dell’arrivo del capo Johnson. Erano seduti alle scrivanie e parlavano tra loro. Sharon rimase un momento immobile, era indecisa su cosa fare, quando la vide il tenente Flynn «Capitano Raydor, prego, si unisca a noi!» sorrise e le fece un cenno con la mano «la pizza con le verdure è buonissima!»
Provenza lo guardò male «La pizza con le verdure piace solo a te.» grugnì, suscitando l’ilarità della squadra.
«Avanti capitano, si accomodi qui.» avvicinò la sedia e sorrise. Sharon aveva fame, la riunione era andata per le lunghe e non aveva fatto neanche una pausa caffè. Sorrise «Bè, se proprio insiste …» si sedette alla scrivania di Andy, che le porse una fetta di pizza. Sharon sorrise e prese la pizza. Gli altri ripresero a mangiare e a discutere amabilmente. L’atmosfera era rilassata e piacevole. Sharon si gustò la pizza, in effetti era molto buona. Ascoltò le conversazioni e rise alle battute di Flynn. Provenza la squadrava e ogni tanto scuoteva la testa.
L’atmosfera era rilassata, quando squillò il telefono e Tao disse che c’era stato un omicidio e dovevano intervenire. Provenza cominciò a dare gli ordini, tutti si prepararono. Sharon rimase in piedi, come ad aspettare che qualcuno le dicesse se andare oppure no. Provenza la vide, scosse il capo e le chiese di unirsi alla squadra. Sharon non se lo fece ripetere due volte.
Sulla scena del crimine, doveva ammettere che il tenente Provenza era preparato ed era la persona giusta. Dava gli ordini e aveva un suo schema ordinato e prestabilito. Sharon prese appunti e guardò, ammirando la competenza e autorevolezza del vecchio tenente. Il capo Johnson arrivò poco dopo, la salutò in fretta e poi rivolse l’attenzione verso Provenza, che l’aggiornò sulla situazione. Dopo i rilievi, le foto, i riscontri e il rapporto dei detective il capo Johnson disse di rientrare e di aspettare l’autopsia di Morales.
Sharon comunicò che sarebbe rientrata al FID e salutò il capo Johnson. Andò dal tenente Flynn, lo ringraziò per la pausa pizza che aveva fatto alla Crimini Maggiori e sorrise, si sarebbero visti il giorno seguente.
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Il capitano Raydor rientrò nel suo ufficio e disse al sergente Eliot, che non voleva essere disturbata. Le scartoffie sulla scrivania si erano accumulate, doveva smaltire parecchio lavoro. Dopo un paio d’ore, si alzò e si stiracchiò, era tutta contratta. Fece qualche passo e notò sulla camicetta, una macchiolina di pomodoro: era la pizza che aveva mangiato alla Crimini Maggiori. Sorrise e ripensò alla pausa: era stato bello. Guardò l’ora, era tardissimo! Aveva appuntamento con Gavin e Andrea. Doveva sbrigarsi, altrimenti sarebbe arrivata in ritardo. Corse a casa, fece una doccia veloce e si preparò in fretta, prese un taxi e arrivò in tempo, per trovare Gavin e Andrea aspettarla davanti all’entrata del ristorante. Entrarono e cenarono insieme. Sharon raccontò della serata con Andy al ristorante Da Giacomo e propose di trovarsi la prossima volta proprio da Giacomo, perché per lei un tavolo c’era sempre! Raccontò come lo chef Giacomo l’aveva trattata come una persona amica. Elogiò la cucina e i piatti, era stata molto bene. I due amici le chiesero i particolari della serata, se il tenente sciupafemmine si era esposto, ma Sharon arrossì e disse che si era comportato da gentiluomo e che erano colleghi e adesso amici. Raccontò della pausa pranzo con la pizza, le occhiatacce di Provenza e le risate con i ragazzi della Crimini Maggiori. Gavin sorrise alla definizione dei “ragazzi” della Crimini Maggiori e Andrea insinuò che l’offerta della pizza, voleva dire qualcosa d’altro. Risero e trascorsero insieme una bella serata. Sharon aveva approfittato per bere qualche calice di vino in più, voleva rilassarsi.
«Non ho ancora capito se la nostra Sharon ha preso all’amo il tenente più sciupafemmine del Dipartimento oppure se è avvenuto il contrario!» disse Gavin suscitando le risate di Sharon e Andrea.
«Io, l’ho preso all’amo!» Disse Sharon orgogliosa, aveva bevuto parecchio, era un poco brilla ed eccitata.
«Come ti invidio Sharon! Avrai fatto qualche pensiero sul bel tenente?! Sai dopo che ti ha offerto la pizza …» Andrea voleva provocare Sharon e sbottonarsi di più sul bel tenente.
«Chi? Io? Sono un capitano di polizia, mio caro procuratore, certi pensieri li fanno solo le ragazze poco di buono …» scoppiarono tutti a ridere.
«Perché tu saresti una brava ragazza?!»
«Certo Gavin! Con chi credi di parlare!» finse di sentirsi risentita.
«La nostra Sharon è tutta casa e lavoro. Non ha tempo per divertirsi! Neanche di immaginare una storia con il tenente sciupafemmine!» disse Andrea.
«Dici davvero?! Allora propongo un brindisi alle brave ragazze, che siete voi due!» disse Gavin e alzò l’ennesimo calice di vino per brindare.
«Salute!»
«Alla nostra!»
«Evviva!»
Continua …
Chapter 9: Capitolo 9
Chapter Text
Frammenti di una storia
Cap. 9 il sogno
Sharon tornò a casa in taxi, aveva trascorso una bella serata con Gavin e Andrea. Era stanca e aveva bevuto parecchio vino. Si disse che una sera ogni tanto non era male lasciarsi andare. Si preparò il bagno caldo, si immerse nell’acqua e ripensò alla giornata appena terminata. Appoggiò la testa al bordo della vasca e si ritrovò a pensare al sorriso di Andy e a come era cominciata quella giornata. Chiuse gli occhi e lasciò spazio all’immaginazione:
Sharon sentì la porta aprirsi e vide entrare il tenente Flynn. Diede un’occhiata furtiva “Molto sexy ed elegante. Come sempre.” pensò tra sé. Il tenente era vestito con completo grigio, cravatta e bretelle grigio scuro con camicia panna. Flynn appoggiò il soprabito su una sedia e controllò che non ci fosse nessuno «Buongiorno Sharon!»
«Buongiorno Andy!» rispose al saluto con un bel sorriso. Era contenta di vederlo.
Andy sorrise «Dormito bene?»
«Molto bene, grazie.»
«Ne sono felice. Grazie ancora per la bella serata di ieri sera.» Il profumo della colonia di Andy travolse Sharon, era come un afrodisiaco e arrossì.
«Ho portato la pizza, quella che ti piace tanto …»
«Quale? Quella vegetariana? Non dovevi …»
«Invece era il minimo che potessi fare per te.» Aprì la scatola fumante, dentro c’era una pizza vegetariana. Sharon si avvicinò e Andy la fissò negli occhi «Vieni a mangiarne una fetta, devi sentire quanto è deliziosa!» prese una fetta e la portò vicino alla bocca di Sharon, che ne morse un pezzo. Era buonissima! Andy diede un morso alla stessa fetta e la mangiò senza staccare gli occhi da Sharon.
«Vuoi veramente portarmi sulla cattiva strada con questa pizza …»
«Sei già sulla cattiva strada capitano, sai benissimo che mangiare questa pizza vuol dire infrangere le regole …ma ormai è fatta…» sorrise soddisfatto.
«Mi hai tratto in inganno, sai che voglio rispettare le regole, devo rispettare le regole!»
«Questa pizza era buonissima non potevi resistere …» Si avvicinò e Sharon trasalì, adesso erano l’uno vicino all’altro. Andy prese un tovagliolo e le pulì la bocca «Hai un poco di pomodoro. Qui, vicino alle labbra …» Sharon sentì il profumo della colonia di Andy, era stordita e rimase immobile, era incapace di dire o fare qualunque cosa.
«Vuoi un’altra fetta di pizza?!» chiese con un sorriso sornione «Dimmi di sì…»
Sharon pensò che non poteva cedere in quel modo, doveva opporsi, fare qualcosa, ma era incapace di qualsiasi movimento «Tenente io …» balbettò come smarrita.
Andy la prese tra le braccia e la baciò. Un brivido le corse lungo la schiena, le gambe tremavano. Se non fosse stata appoggiata al bancone della sala relax, le gambe avrebbero ceduto. Quando Andy si staccò, lei riprese fiato, era come stordita. Andy non esitò, riprese a baciarla, questa volta il bacio fu più duro e profondo e Sharon lo gustò, le lingue si incontrarono e si assaporarono. Si staccarono per riprendere fiato, Sharon era rossa in volto, come poteva baciarla in quel modo!
Andy riprese a baciarla lungo il collo, le sbottonò la camicetta e le mani andarono sui seni morbidi. Le strinse i capezzoli e Sharon emise un gemito di piacere. Cosa le facesse quell’uomo non riusciva a spiegarselo, era completamente inerme e incapace di reagire. Ma in fondo le piaceva. Sì, le piaceva! «Ti desidero e ti voglio, adesso!» le sussurrò Andy all’orecchio.
«No, non posso, non posso!» tentò di gridare, ma la voce rimase in gola. Le mani tentarono di respingerlo, ma erano bloccate dal desiderio sempre più forte di volerlo per sé.
«Sei bellissima! Hai delle gambe stupende!» le accarezzò le gambe e sollevò la gonna, sfiorando le cosce. Sharon non capiva più nulla, era in balia di Andy, lo voleva, come null’altro al mondo. «Sì, ti desidero, fai di me quello che vuoi!» mormorò tra un gemito soffocato. Andy si tolse la giacca, Sharon vide le bretelle nere e le sfilò, facendole cadere lungo i fianchi. Gli aprì il nodo della cravatta scura e sbottonò i primi bottoni della camicia grigio perla. Sfiorò la pelle di Andy ed ebbe un brivido.
«Sei bellissima, ti voglio!» Riprese a baciarla lungo il collo. Sharon mise le mani tra i capelli sale e pepe. Non riuscì a resistere, lo voleva come l’aria che si respirava.
“Fai la brava Sharon! Fai la brava!” Si disse “E poi Andrea mi dice che non ho immaginazione …» sorrise e decise che era ora di uscire dalla vasca.
Si preparò per andare a dormire, ma il sonno non sembrava voler arrivare. Niente da fare, si girò e rigirò nel letto. “Ti sta bene, vedi a bere tutto quel vino!” Sospirò e cercò di calmarsi. Prese un libro e cominciò a leggere, ma dopo qualche riga … si ritrovò a fantasticare di nuovo sul tenente Flynn:
«Ti stavo aspettando, perché ci hai messo così tanto?» chiese il tenente Flynn seduto alla scrivania del capitano Raydor.
«Ero impegnata con il capo Johnson, quella donna lo fa apposta a tenermi lontano da te. E’ gelosa, lo sai!» chiuse la porta e si avvicinò ad Andy.
«Vieni a sederti qui, sulle mie gambe …» sorrise e fece cenno con la mano.
«Credi di potermi dare degli ordini, come quella donna?!» era arrabbiata «Alzati dalla mia poltrona!»
«Oh, il capo Johnson ti ha fatto arrabbiare. Bene, sei così sexy, quando ti arrabbi …» disse con voce suadente «Avanti, vieni qui. Vedrai che ti faccio rilassare e l’arrabbiatura andrà via. Lascia perdere il capo Johnson, lo sai che le bionde non mi piacciono. Preferisco le rosse, quelle come te.»
Sharon si fermò, non voleva dare ragione a Andy, perché era arrabbiata con il capo Johnson. Rimase un momento immobile, fingendo di essere arrabbiata. Poi fece un ghigno e si sedette sulle gambe, accomodandosi e sentendo il piacere di Andy «Ti piaccio più del capo Johnson, oppure lo dici solo per farmi contenta?»
«Tesoro, tu mi piaci da morire. Credevo l’avessi capito.» Le scostò una ciocca di capelli ribelle.
«Quando ti chiama, corri da lei, perché?!» era gelosa.
«E’ il mio capo tesoro. Devo ubbidire agli ordini. Ma io amo solo te, voglio solo te.» L’abbracciò e cominciò a baciarla. Sharon si rilassò e mise le braccia intorno al collo. Andy allungò la mano sotto la gonna, sfiorò le mutandine di pizzo. Sharon ebbe un brivido e si staccò dal bacio, ma rimasero viso contro viso.
“Sei bagnata capitano … sei molto sexy …”
“Sarai la mia rovina tenente, lo so.” Aprì leggermente le gambe, invitando la mano ad andare più a fondo. Con le dita scostò le mutandine e raggiunse il centro di Sharon. Infilò un dito e Sharon emise un gemito di piacere.
“Così mi farai impazzire …” disse ansimando.
“Ti piace? Fammi sentire quanto ti piace.” Allungò il dito e ne infilò un altro. Sharon emise un altro gemito di piacere. “Sei bellissima…” la voce era roca, il desiderio di Andy si era gonfiato nei pantaloni e Sharon lo sentiva.
“Mi pare che piaccia anche a te…ho messo le autoreggenti apposta …” sollevò una gamba e agevolò il gesto di Andy per sfilarle le mutandine. Si girò e si sedette a cavalcioni di fronte ad Andy. Gli mise le braccia intorno al collo e sorrise soddisfatta.
“Siamo audaci capitano…” sorrise, sorpreso di trovarsi la donna seduta sopra di lui, ormai senza biancheria intima “Non temi che qualcuno potrebbe vederci?”
“Ho chiuso la porta a chiave. Nessuno ci disturberà …”
Andy mise le mani sul sedere sodo e lo palpeggiò. “Perché non ti togli questa giacca …” le sfilò la giacca e la fissò, era rossa in volto, i capelli un poco scompigliati, si leccava le labbra. Quel gesto lo fece impazzire …
Fai la brava Sharon! Fai la brava. Sorrise e scosse il capo. Altro che libro da leggere! Tutta colpa di Andrea, la pizza vegetariana, il vino, il capo Johnson e quello sciupafemmine del tenente Flynn! Sospirò e cercò di rilassarsi. Guardò l’ora: era tardissimo!
Continua …
Chapter 10: Capitolo 10
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FRAMMENTI DI UNA STORIA
CAP.10
Quella mattina il capitano Raydor era entrata alla Crimini Maggiori e con grande sorpresa di tutti era andata direttamente in sala elettronica. Provenza guardò sorpreso Tao e Flynn, non capendo le intenzioni della donna.
«Tenente Tao con me in sala interrogatori 1.» disse il capo Johnson avviandosi e senza guardare gli altri. Buzz si alzò e andò in sala elettronica, sapeva che c’era già dentro il capitano, si sedette e fece finta di nulla.
Ascoltare il capo Johnson condurre un interrogatorio era un’esperienza unica. C’era da ammettere che era molto brava nel far confessare i sospettati. Sharon era colpita da come il capo Johnson entrava in empatia con il sospettato, lo portava dalla sua parte e poi sferrava il colpo di grazia e lo conduceva a confessare. Quella mattina il capo Johnson doveva chiudere il caso, che da settimane, teneva impegnata la Crimini Maggiori. La chiusura del caso con annessa confessione, Sharon non intendeva perderla, così era già in sala elettronica. Alla spicciolata erano entrati tutti i componenti della Crimini Maggiori, tranne il tenente Tao, che era in sala interrogatori 1 con il capo Johnson. Quel caso era stato particolarmente difficile. Le prove non era ancora sufficienti a trattenere il sospettato e inoltre la possibilità di fuga era molto alta.
Il tenente Provenza era seduto sulla sedia e guardava stupito Buzz, come a chiedere cosa facesse lì il capitano Raydor. Flynn e Sanchez erano appoggiati al mobile contro il muro e guardavano i monitor. Sharon era in piedi e aspettava che cominciasse l’interrogatorio.
«Julio prendi una sedia per il capitano Raydor, non vorrei che si dicesse che alla Crimini Maggiori siamo maleducati.»
Julio andò a prendere una sedia e l’avvicinò al tavolo dei monitor. «Lungi da me questo pensiero, tenente Provenza. Sono ben note le vostre buone maniere. In ogni modo mi appoggerò allo schienale. Grazie del pensiero.» Avvicinò la sedia al tavolo e si appoggiò con i gomiti allo schienale. Dava le spalle al tenente Flynn che era proprio dietro di lei. Il capo Johnson cominciò l’interrogatorio. L’indagato era tosto, non voleva mollare. Anche l’avvocato stava rendendo l’interrogatorio difficile per il capo Johnson. Sharon si muoveva avanti e indietro, dando il fondoschiena al tenente Flynn, che aveva occhi fuori dalle orbite.
Il lato B del capitano Raydor non era niente male, anzi, la gonna grigio chiara attillata ne accentuava le forme. Le gambe snelle e sinuose si muovevano in alto e in basso sui due tacchi da urlo e slanciavano tutto il resto, lasciando il tenente senza parole. Più volte si era inumidito le labbra diventate secche da tanta elettrizzante bellezza. Aveva tossito per riprendere fiato e scosso la testa, per dare pace agli occhi che erano puntati sul quel fondoschiena da urlo. Sharon sapeva che dietro di lei, c’era il tenente Flynn. Ad ogni domanda del capo Johnson, Sharon muoveva in avanti o indietro il fondoschiena. Quel movimento aveva lasciato senza fiato Flynn, che ad un certo punto si era slacciato il bottone della camicia e allentato il nodo della cravatta. Quei movimenti lo mettevano a disagio, era agitato, sentiva che iniziava a mancare l’aria.
Dopo un’ora di interrogatorio, tra tanti “non ricordo” e “non so” il capo Johnson chiese una pausa. Decisero tutti quanti di fare una pausa caffè, per dare tempo al capo Johnson di riordinare le idee. Quando il capitano Raydor si alzò dallo schienale della sedia, Flynn d’istinto si mise sull’attenti, suscitando l’ilarità di Julio che non aveva perso un solo momento di tutta la scena.
«Julio potresti portare del caffè?» chiese Provenza, poi guardò il collega che era bianco in volto «Ti senti bene Flynn, hai un aspetto tremendo …»
«Sto bene, sto bene.» disse allontanandosi dalla donna. Doveva riprendere fiato. Tutto quel movimento del lato B l’aveva stremato, aveva bisogno di zuccheri per riprendersi, così andò in bagno per rinfrescarsi. Dopo una pausa caffè, il capo Johnson riprese l’interrogatorio, che però non portò a nulla. Il sospettato era tosto e anche il suo avvocato avevano messo alle strette il capo Johnson, che ora non sapeva più come spingere il sig. Robinson a confessare. Aveva bisogno di altro tempo per trovare delle prove che incastravano l’uomo, ma per ora si vedeva costretta a lasciarlo andare. L’avvocato aveva chiesto più volte di lasciare l’uomo in libertà, in quanto le prove non erano schiaccianti, quindi uscì per compilare i moduli e richiedere al procuratore di lasciare libero il suo assistito.
Il capo Johnson era semplicemente furiosa con sè stessa perché non riusciva a far confessare quel sospettato, che riteneva colpevole e che avrebbe dato la svolta al caso. Non poteva trattenerlo, le aveva tentate tutte, ma non c’era stato nulla da fare. Avrebbe avuto bisogno di altro tempo, almeno ancora 24 ore, per trovare ulteriori prove. Una volta rilasciato il sig. Robinson sarebbe sparito dalla faccia della terra. Era semplicemente furiosa. Chiusa nel suo ufficio non voleva vedere nessuno. Alla Crimini Maggiori si respirava aria di fallimento e non era una bella sensazione. Provenza era seduto alla scrivania e guardava i componenti della squadra: era possibile che avrebbero perso il loro unico sospettato?
«Forza gente, cerchiamo di trovare qualcosa per trattenere qui il sig. Robinson!»
«Tenente Provenza le abbiamo provate tutte, ma i termini sono scaduti. Dobbiamo lasciarlo andare. Il suo avvocato è stato chiaro, sbrigate le ultime scartoffie il sig. Robinson se ne andrà e sappiamo tutti che sparirà.» Disse Tao.
«Possiamo ricontrollare tutte le prove, ma abbiamo bisogno di tempo.» ribadì Sanchez.
Sharon era appoggiata allo schedario, ascoltava in silenzio le varie congetture della squadra, che sembrava rassegnata al fatto di perdere il loro unico sospetto, nonché colpevole, perché non potevano trattenerlo.
«Dobbiamo dare al capo Johnson più tempo e trattenere qui il sig. Robinson.» disse Sharon con fare sicuro.
«Questo lo sappiamo anche noi, capitano Raydor e…» disse Provenza scocciato difronte alle parole scontate del capitano.
«Per favore tenente Tao, può portare qui il sospettato, gli faremo aspettare il suo avvocato in nostra compagnia.» poi si girò verso Buzz «Per cortesia Buzz riprenda ogni momento, così, per scrupolo.»
Buzz andò a prendere la telecamera e l’appoggiò sulla scrivania di Provenza. Sharon annuì e sorrise. Tao guardò Provenza con fare interrogativo e si alzò «Certo capitano.»
«Non capisco le sue intenzioni capitano Raydor, in ogni caso, questo non allungherà la permanenza del sig. Robinson con noi.»
«Mi assecondi, tenente Provenza, mi assecondi per una volta. Poi deciderà se ho ragione oppure no.» disse Sharon e sorrise.
«Non capisco cosa ha in mente.» Provenza guardò Flynn, che era più confuso di lui. Flynn guardò il capitano Raydor, come per chiedere cosa avesse in mente. Sapeva che quella donna era piena di sorprese.
Tao rientrò con il sospettato e lo fece accomodare alla scrivania, in attesa dell’avvocato. Il capitano Raydor si avvicinò con in mano una cartellina e cominciò a parlare in merito ai termini di fermo, tirando fuori regolamenti che nessuno aveva mai sentito. Il tono della voce era conciliante, come per spiegare a cosa stava andando incontro. Come un fiume in piena, inondò di parole e regolamenti il sig. Robinson, che adesso era confuso. Guardava gli altri con aria sorpresa come per chiedere aiuto.
Provenza guardò Flynn, che era ancora più confuso di lui. Fece spallucce, come per dire che non ci capiva nulla. Tao guardò Sanchez, che scosse il capo.
Il capitano Raydor capì la confusione del sospettato e continuò, adducendo varie teorie per le quali avrebbe anche potuto rischiare più di trenta anni di carcere duro. Il tono della voce divenne diretto, alzò il volume della voce, che sovrastava le poche parole che l’uomo cercava di tirare fuori, quasi a scusarsi di quanto commesso. Il capo Johnson guardò dal suo ufficio la scena, si alzò e aprì la porta, voleva capire cosa aveva in mente il capitano Raydor. La sua eloquenza era ineccepibile, anche se trovava le accuse che stava rivolgendo al sig. Robinson fuori luogo e senza alcuna prova effettiva, ma se era un tentativo di spaventare il sospettato, ci stava riuscendo molto bene.
Continua …
Chapter 11: Capitolo 11
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Frammenti di una storia
Cap.11
Alla Crimini Maggiori il capitano Raydor, aveva addosso gli occhi di tutti e stava per concludere il discorso sul sospettato.
«Non può trattarmi in questo modo, voglio il mio avvocato!» gridò il sig. Robinson innervosito da tutte quelle parole e soprattutto da PENA CAPITALE, che il capitano Raydor aveva più volte sottolineato. Il capitano Raydor alzò ancora di più la voce, sbattè sulla scrivania la cartelletta che aveva in mano, facendo trasalire i presenti, che non l’avevano mai vista così furiosa e si avvicinò all’uomo in modo provocatorio, puntandogli il dito contro.
Tutti guardavano il capitano Raydor, senza capire dove volesse arrivare, quanto aveva detto fino ad ora, non aveva alcun significato a livello legale, ma aveva innervosito il sig. Robinson, che era diventato paonazzo in faccia, faceva fatica a respirare e molto presto avrebbe perso il controllo.
Il capitano Raydor si preparò per l’affondo finale: era a pochi centimetri dalla faccia del sospettato, gli gridò addosso che sarebbe finito in una camera a gas!
L’uomo scosse il capo, era nervoso, guardò il capitano Raydor e gridò fuori di sé «Noooooo!» si alzò di scatto e colpì con un pugno il capitano che finì contro la scrivania di Provenza. Tutta la squadra gli fu addosso in un momento: Sanchez lo bloccò, Flynn gli andò addosso furioso facendolo cadere per terra, Tao accorse per fermare il collega che stava per colpire il sospettato. Il capo Johnson intervenne, ordinando di portare il sospettato in sala interrogatori 1 e di guardarlo a vista. Chiese a Buzz le registrazioni dell’aggressione del capitano Raydor e disse a Tao di cercare l’avvocato del sig. Robinson e di portarlo in sala interrogatori 1.
Provenza aiutò il capitano Raydor a rimettersi in piedi. Sharon si sistemò la giacca.
«Cosa pensava di fare capitano Raydor, provocando il sig. Robinson?» chiese con un sorriso stampato sul viso, aveva capito il piano della donna.
«Pensavo di darle capo Johnson quelle 24 ore che le servono per chiudere il caso …» fece un ghigno e inclinò la testa di lato, strizzando l’occhio.
Il capo Johnson sorrise soddisfatta, annuì «Chiuderemo il caso capitano, ci può scommettere …» si voltò e chiese a Provenza di chiamare Taylor, avevano bisogno di altri agenti e disse di muoversi. Poi si voltò verso il tenente Flynn «Accompagni a casa il capitano Raydor e si assicuri che stia bene.»
«Sì capo!» Rispose Flynn e si avvicinò a Sharon «La prossima volta che le viene in mente di farsi prendere a pugni, potrebbe avvisarmi?»
«E rovinare così l’effetto sorpresa? Argh…» mise una mano sulla guancia tutta rossa.
«Metta del ghiaccio e vada a casa. E’ un ordine!» disse soddisfatta il capo Johnson.
Flynn prese del ghiaccio e lo diede al capitano Raydor che l’appoggiò sullo zigomo. Aveva preso un bel pugno e la guancia era tutta rossa.
«Venga, andiamo a sederci in sala ristoro.» Prese il capitano sotto braccio e la scortò in sala ristoro. La fece sedere e si guardò intorno, erano da soli «Potevi almeno avvisarci di quello che avevi in mente!»
«Sono una donna piena di sorprese. Argh…» disse Sharon e fece una smorfia di dolore.
«Non parlare. Adesso bevi qualcosa per tranquillizzarti e poi ti accompagno a casa.» scosse la testa «Queste, sono cose che posso fare io, ma tu…ۛ»
«Quel bastardo non poteva passarla liscia …Argh …»
«SSStttt. Fai silenzio e non ti sforzare. Su fa’ la brava.» Flynn si sedette vicino a lei «Visto che non puoi parlare, parlo io. Per quello che vale, sei stata grande!» Fece un enorme sorriso e la baciò in fronte.
Sharon si sciolse per quelle parole e per quel bacio così pieno di tenerezza. Le vennero le lacrime agli occhi e sentì lo stomaco cominciare a muoversi. Chinò il capo, facendo cadere i capelli davanti per non farsi vedere. Andy l’abbracciò piano e lei appoggiò il capo sulla spalla. Adesso tutto il dolore era passato. Sharon era serena ed Andy era in paradiso. Rimasero così per un poco. «Adesso ti accompagno e casa.»
«Grazie.»
Lungo il tragitto Andy raccontò che il caso aveva messo sotto pressione tutta la squadra e avere altre 24 ore avrebbe dato la possibilità di trovare altre prove e chiudere il caso. Il capo Johnson avrebbe chiuso il caso, ne era convinto. Sharon era convinta che la squadra della Crimini Maggiori fosse composta da poliziotti in gamba, le dispiaceva che non capissero il perché del suo lavoro, che avrebbe migliorato le performances della squadra. Sharon disse che Provenza l’odiava, lo sentiva, ma in fondo faceva solo il suo lavoro e per questo non poteva essere biasimata, perché ubbidiva agli ordini di Pope.
Andy le disse che nessuno nella squadra l’odiava, anzi, ritenevano che fosse una professionista e nel suo campo la migliore. Li disturbava essere trattati come degli stupidi che non sapevano fare il proprio lavoro, tutto qui. Silenzio. Andy cambiò il discorso, perché sapeva che toccava un tasto dolente, il rapporto tra il capitano Raydor e la squadra non era dei migliori, ma pensava anche che c’erano molti margini di miglioramento. Dovevano solo imparare e conoscersi reciprocamente e in seguito avrebbero apprezzato le qualità gli uni degli altri. Sharon era colpita dal discorso di Andy, in effetti non aveva mai visto la prospettiva da un altro punto di vista. Si disse che poteva dare il beneficio del dubbio alla squadra della Crimini Maggiori.
Arrivarono a casa del capitano Raydor, Andy rimase sulla porta, gli sembrava di violare la privacy di Sharon. Lei gli fece cenno di entrare e di accomodarsi, perchè in fondo era colleghi e amici.
«E’ una bella casa.» Andy si guardò intorno, la casa diceva tutto di Sharon: pulita, elegante, raffinata.
«Vieni, accomodati.»
«Posso aiutarti in qualche modo?»
«Intanto grazie per avermi accompagnato a casa. Gradisci un caffè?»
«Sì, grazie. Però dovresti stare tranquilla e riposare.» Andy la guardava con due occhi da cucciolo abbandonato. Sharon pensò che fosse molto tenero e apprezzava il fatto che si preoccupasse per lei. Si mise a preparare il caffè «Adesso sto bene. Tra poco passerà anche il gonfiore alla guancia.» Quando l’acqua divenne calda, mise il caffè in due tazze e si sedettero sul divano. Andy sorrise e anche Sharon. Erano imbarazzati. Le tazze fumanti nascondevano il loro imbarazzo. Sorseggiarono i loro caffè e sorrisero.
«Questo caffè è molto più buono di quello che beviamo in sala relax. Ma la tua compagnia è sempre piacevole, sia in sala relax che qui. Hai una casa molto bella.»
«Grazie.»
«La guancia si sta sgonfiando e anche il rossore, svanirà presto.» appoggiò la tazza sul tavolino e si avvicinò a Sharon.
«Mia zia Gina, diceva che a volte basta poco e passa tutto.» si avvicinò e le diede un bacio delicato sulla guancia che era stata colpita «Ecco, adesso tutto passerà. Non ti farà più male.»
Sharon arrossì, era imbarazzata, però quel bacio delicato le era piaciuto «Tua zia Gina aveva ragione, adesso il dolore è passato.» sorrise. Era contenta che Andy si prendesse cura di lei, le sue attenzioni e le belle parole le facevano piacere.
Andy inclinò la testa e sorrise. «Ho notato che la piazza vegetariana ti piace. Se ti fa piacere, conosco un posto dove la fanno in modo stupendo.»
Sharon ripensò al suo sogno, rimase un momento in silenzio e poi sorrise «Sì, mi piace la piazza vegetariana, però preferisco la margherita. Sai, un gusto più semplice, lineare.»
Andy rimase un poco interdetto, non capiva cosa volesse dire, aggrottò gli occhi, però pensò che in fondo i gusti erano gusti. Annuì e propose lo stesso di andare a mangiare una pizza margherita, sottolineando che era buona lo stesso.
«Adesso è il caso che ritorni in Centrale. Vedo che ora stai molto meglio e il gonfiore è quasi del tutto sparito.» si alzò e fece per andare via.
«Aspetta Andy …cioè, volevo dire … tenente.»
«Sì Sharon.»
«Volevo ringraziarti per avermi accompagnato a casa, so che non era solo un ordine per te.»
«Certo Sharon. Siamo amici e gli amici si aiutano a vicenda. E’ stato più che un piacere accompagnarti e casa e verificare che stai meglio.»
«Ok. Siamo amici.» disse Sharon imbambolata.
«Adesso devo andare, allora ci vediamo domani.» si avvicinò alla porta, sorrise e uscì.
Sharon rimase a guardare la porta chiusa e si chiese cosa non aveva capito.
Continua …
Chapter 12: capitolo 12
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Frammenti di una storia
Cap. 12
Il capo Pope annunciò con soddisfazione la chiusura del caso del sig. Robinson.
La squadra della Crimini Maggiori aveva assicurato alla giustizia un pericoloso criminale e con parole di elogio e ringraziamento nei confronti del capo Johnson, il capo Pope aveva concluso la conferenza stampa.
Quando il capo Johnson rientrò alla Crimini Maggiori per il capitano Raydor ci fu solo un ringraziamento per il lavoro svolto. Un asciutto grazie. Una magra consolazione, però avevano assicurato alla giustizia un delinquente. Sharon si disse di portare pazienza.
Terminata la giornata di lavoro, non vedeva l’ora di tornare a casa e buttarsi in vasca per rilassarsi. Arrivò alla macchina e dopo vari tentativi per farla partire, si rese conto che non sarebbe andata da nessuna parte. Sospirò sconsolata, oggi giornata nera: nulla andava per il verso giusto. Tornò verso gli ascensori e si rassegnò a tornare a casa con un taxi, quando gli si accostò il tenente Flynn.
«Capitano Raydor!» attirò l’attenzione della donna «Pensavo fosse andata a casa.»
«La mia macchina non parte, mi sa che dovrò prendere un taxi.» disse sconsolata.
Andy guardò in giro, erano soli, non c’era in giro nessuno «Stai scherzando? Sali, ti accompagno a casa.» sorrise e le fece cenno di salire in macchina.
«Non vorrei essere di disturbo…» era incerta sul da farsi.
«Avanti …» Le fece un cenno con il capo e un sorriso a cui Sharon non seppe resistere.
«Grazie tenente.»
«Siamo soli, puoi chiamarmi Andy.» si avviò e si diresse verso la casa del capitano.
«Grazie, Andy.» sorrise «Saprò come sdebitarmi.»
«E’ un piacere aiutare un’amica.» la guardò e sorrise «Hai già chiamato un meccanico o un carro attrezzi?»
«Ci dovrò pensare, ma adesso il problema è come arrivare e tornare dall’ufficio. Per domani mi devo organizzare.»
«Non ti preoccupare: ti passo a prendere e poi a fine turno ti riaccompagno a casa. Se vuoi conosco un bravo meccanico. Prima di chiamare il carro attrezzi può vedere se riesce a far partire l’auto …che ne dici?»
«Andy ti ringrazio, ma non posso approfittare di te in questo modo.»
«Approfitta pure, siamo amici. Troveremo in seguito come sdebitarti nei miei confronti …» fece un sorriso sornione.
«Non voglio approfittare della tua gentilezza. Sono abituata a cavarmela da sola.» Sharon arrossì, le gentilezze di Andy la mettevano a disagio. Non capiva il perché provava quella strana sensazione, si era ripetuta varie volte che erano colleghi e amici.
«Se non ci aiutiamo tra colleghi e amici … dai, lascia che ti aiuti. Chiamo Mario, il mio meccanico di fiducia, gli chiedo di passare a dare un’occhiata alla macchina domani mattina, così se c’è qualcosa, ci puoi parlare direttamente. Al limite, puoi chiamare il carro attrezzi e farla portare dove meglio credi. Però credimi, Mario è uno in gamba e quando trova il guasto, lo ripara e ti chiede il giusto.» prese il cellulare e chiamò il meccanico.
«Hai pensato ad ogni cosa.» Non riusciva a credere alla gentilezza di quell’uomo che le sorrideva felice. Sharon arrossì, era confusa e felice nello stesso tempo. Quello che era un problema da risolvere da sola, era diventato qualcosa da affrontare insieme. Era contenta, finalmente c’era una persona che si prendeva cura di lei. Da quando Jack se ne era andato, era abituata ad affrontare e risolvere qualsiasi problema da sola. Questa situazione era nuova: era strano e nello stesso tempo bello.
«Mario mi ha confermato che passerà domani mattina per vedere la tua auto. Io ti passo a prendere, beviamo un caffè insieme e veniamo in Centrale. Poi aspetti Mario e vedi cosa ti dice.»
«Hai già programmato tutto. Mi sorprendi tenente.»
«Dovresti sapere che sono un uomo pieno di sorprese.» sorrise.
Andy parcheggiò davanti al condominio e spense il motore. Sharon lo guardò preoccupata.
«Sharon ascolta. Per quello che vale, Il capo Pope e il capo Johnson non ti hanno ringraziato abbastanza per il tuo intervento con il sig. Robinson.»
«Grazie Andy, ma…»
Andy non le fece finire la frase. Disse che sia il capo Pope che il capo Johnson avrebbero dovuto ringraziarla per aver “fermato” in maniera impropria il sig. Robinson e aver avuto altre 24 ore per dimostrare la sua colpevolezza. Senza quella mossa, non avrebbero mai chiuso il caso. Perfino Provenza aveva evidenziato il suo contributo. Sharon sorrise, quelle parole la gratificavano più di quanto immaginasse. Era quasi commossa, sapere che qualcuno apprezzava il lavoro e il contributo verso la squadra la rendeva felice. Andy le disse inoltre che quello che aveva fatto andava ben oltre le sue mansioni e in ogni caso le chiese di avvisarlo prima, perché si era spaventato. Sharon rispose che la prossima volta l’avrebbe avvisato, almeno per non rischiare che lui prendesse a pugni un sospettato. Andy abbassò il capo, sapeva che aveva esagerato e solo l’intervento del collega aveva evitato il peggio. Ma la visione di quell’uomo che prendeva a pugni Sharon, gli aveva mandato il sangue alla testa e non aveva più ragionato. Era arrabbiato, ma nello stesso tempo contento che Mike lo avesse fermato.
Sharon era felice che Andy avesse preso le sue difese, ma non voleva che finisse nei guai a causa sua. Perché sarebbe finito al FID e avrebbe dovuto punirlo per eccesso di violenza e di certo non le sarebbe piaciuto.
Andy confessò a Sharon che era in apprensione e poterla accompagnare a casa e verificare che stesse bene, l’aveva tranquillizzato. Era una sorpresa per Sharon, che sorrise felice per l’attenzione di Andy. Parlarono ancora un poco in macchina, come se si conoscessero da sempre.
«Ti ho fatto fare tardi. Ora è meglio se vado …» disse Sharon e aprì la portiera.
«Ti accompagno fino alla porta.»
«Non è necessario.»
«Insisto. Siamo amici.» disse Andy. Sharon accettò, in fondo era contenta che ci fosse Andy, anche se non aveva capito fino a che punto era un collega e fino a dove si spingeva l’amico. Però, tutta l’attenzione di Andy nei suoi confronti non le dispiaceva.
«Allora domani mattina per che ora passo a prenderti?»
«Sei sicuro? Allungheresti la strada …Ti faccio fare un giro lungo …»
«Non ti preoccupare, mi fa piacere.» sorrise.
«Per le 7.30 va bene?»
«Ci vediamo domani mattina alla 7.30.»
«Grazie Andy.» era contenta e un poco imbarazzata.
«Prego Sharon.» sorrise felice.
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Il mattino seguente Andy era già sotto casa di Sharon. Alle 7.30 in punto Sharon scese, sapeva che avrebbe trovato Andy ad aspettarla. Era strano, ma le faceva piacere. Andy era elegantissimo e sexy in un completo scuro total black, camicia, cravatta e bretelle nere.
Sharon lo squadrò da capo a piedi “Wow, quanto sei sexy tenente, così mi farai morire!” pensò tra sé.
Andy guardò Sharon arrivare verso la macchina: era bellissima nel completo di gonna e giacca scura e camicetta bianca. Due tacchi da urlo che slanciavano due gambe da far impazzire chiunque.
«Buongiorno Andy!»
«Buongiorno Sharon!»
«Posso offrirti un caffè, almeno per sdebitarmi?» chiese timorosa.
«Certo. Dove vuoi che andiamo?»
«Allo Sweet Coffee direi che va benissimo. E’ anche vicino alla Centrale.»
Andy era felice, la compagnia di Sharon gli piaceva. Mentre guidava ogni tanto faceva cadere l’occhio sulle gambe di Sharon, erano come delle calamite! Quella mattina con quella gonna attillata, le gambe sembrava volessero venire fuori per essere ammirate in tutta la loro bellezza. La camicetta bianca esaltava le forme tra la giacca scura: quella donna era bellissima!
Sharon era felice, la compagnia di Andy le piaceva. Qualcosa le girava nello stomaco, ma non riusciva a realizzare cosa fosse cambiato. Credeva che il tenente Flynn l’odiasse e invece ora si trovava a bere un caffè insieme. Era perplessa. La cosa strana era che Andy era così carino e gentile con lei e la cosa le piaceva. Iniziava a guardarlo con occhi diversi.
Prima di arrivare davanti agli ascensori e salire alla Crimini Maggiori, Andy vide che non c’era vicino nessuno e ricordò a Sharon che a fine turno l’avrebbe riportata a casa. Le ricordò di aspettarla alla macchina. Sharon lo ringraziò e si avviò al FID.
In tarda mattinata, il meccanico aveva controllato la macchina e l’aveva fatta partire. Le aveva detto che l’avrebbe portata nella sua officina e le avrebbe sistemato il guasto in fretta e senza farle spendere tanto, perché era amica di Andy.
Quel “perché era amica di Andy” le piaceva. Erano colleghi, erano amici e come amici aveva trovato altre persone disponibili ad aiutarla. Sharon aveva sempre fatto tutto da sola e trovare qualcuno che si prendesse cura di lei, le piaceva.
/
Flynn arrivò alla Crimini Maggiori e trovò Provenza alla scrivania che faceva le parole crociate. Lo salutò velocemente e andò a fare il caffè per tutta la squadra, era di ottimo umore, la giornata era cominciata alla grande.
Provenza lo seguì in sala ristoro «Sei di ottimo umore stamattina. Eri in buona compagnia?»
Flynn fece finta di nulla, fece spallucce e continuò a preparare il caffè. Provenza si avvicinò «Guarda che ho capito cosa stai facendo. Spero che tu non finisca nei guai.»
«Ehi?! Non sto facendo nulla di male. Lasciami finire di preparare il caffè per i ragazzi.» mise le tazze sul vassoio e si diresse alla Crimini Maggiori. Intanto i ragazzi della squadra erano arrivati alla spicciolata. Flynn consegnò caffè caldo a tutti e cominciarono una nuova giornata. Solo Provenza era silenzioso, scosse il capo, perché sapeva che qualcosa non quadrava, no, qualcosa non quadrava.
/
Nel tardo pomeriggio, Andy inviò un messaggio a Sharon, per chiederle quando finiva di lavorare, così l’avrebbe accompagnata a casa. Sharon rispose che era quasi pronta e che l’avrebbe aspettato al parcheggio. Andy salutò i ragazzi della squadra e andò al parcheggio, era felice. Lungo il tragitto parlavano e chiacchieravano amabilmente. Andy apprezzava sempre di più la compagnia di Sharon.
Dopo un paio di giorni, Mario aveva riparato la macchina di Sharon. A malincuore Andy non doveva più andare a prendere e riportare a casa Sharon. Ma non voleva perdere quel contatto, così le aveva proposto di inviarle un messaggio tutte le sere per augurarle la buonanotte. Sharon era imbarazzata, perché quell’attenzione da parte di Andy le faceva piacere e nello stesso tempo la intimoriva. Quasi le mancava la presenza di Andy al mattino e a fine turno, che la riaccompagnava a casa. Inoltre doveva ammettere che la sera prima di andare a dormire, controllava se Andy le scrivesse qualche frase per la buonanotte.
Provenza aveva notato un movimento strano tra i due, ma si ripeteva che erano delle coincidenze, anche se non aveva mai creduto alle coincidenze. Si disse di aspettare, forse si immaginava qualcosa che non c’era, ma forse non voleva credere alla realtà: tra Andy e Sharon era scoppiata la scintilla dell’amore.
Continua …
Chapter 13: Capitolo 13
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FRAMMENTI DI UNA STORIA
Cap.13
La squadra della Crimini Maggiori aveva concluso un importante caso, che li aveva tenuti impegnati per diverse settimane. Dopo ore di straordinari, scene del crimine, appostamenti, finalmente erano giunti alla cattura del killer spietato della Highway. Il capo Johnson aveva fatto confessare il sospetto e il caso era stato chiuso con grande soddisfazione di Pope. Per festeggiare la chiusura del caso la squadra andava sempre nel solito locale a festeggiare, dove andavano i poliziotti del Dipartimento. C’era una ritualità ben precisa: la squadra prendeva il solito tavolo e poi aspettavano l’entrata trionfale del capo Johnson con gli applausi da parte di tutti. Era un rito che ormai si ripeteva alla fine di ogni caso, lo sapevano anche i pochi avventori del locale. Anche quella sera dopo gli applausi, l’entrata del capo Johnson, le risate, i fiumi di birra e la cena, si era concluso l’ennesimo festeggiamento. Alla spicciolata i membri della squadra della Crimini Maggiori erano andati via. Era rimasto il tenente Flynn, che fin dall’inizio della serata aveva visto il capitano Raydor al bancone, gustarsi in prima fila la scena dei festeggiamenti. Il locale stava per chiudere, c’erano ancora pochi clienti. Alex, la cameriera, sparecchiò il tavolo, così il tenente Flynn si alzò e andò al bancone.
Chiese a Sharon se poteva sedersi sullo sgabello vicino a lei. Fece un cenno di sì con il capo. Flynn propose di bere qualcosa insieme. Arrivò subito Joe, il barman. Guardò stupita Sharon, che sorrise e ammiccò «So Joe cosa vuoi dire, ma stasera gira così.» Ricambiò il sorriso. Il barman annuì e versò un altro calice di vino rosso. Guardò Andy e prese la soda ai mirtilli. Li lasciò da soli. Silenzio.
«Cosa voleva dire Joe?» chiese Andy.
Sharon sorrise «Sicuro di volerlo sapere?»
«Spara.»
«Come vuoi. Joe si sarà chiesto perché sono a bere insieme ad un idiota della Crimini Maggiori. Chiudono un caso e vengono a festeggiare, quello là in fondo, il tavolo della gloria. Poi l’entrata trionfale del capo Johnson, con applausi da parte della squadra. Cena e brindisi alla squadra con la più alta percentuale di casi chiusi. I complimenti sono dovuti. Ho assistito a questa scena parecchio sere. Anche stasera il rituale si è ripetuto. Complimenti, siete stati bravi.» nelle parole c’era un poco di rimpianto, gli occhi quasi lucidi tradivano la frustrazione. Guardò il calice e sorseggiò un poco di vino, cercando consolazione.
«In quest’ultimo caso il tuo contributo, capitano Raydor è stato fondamentale. So di essere ripetitivo, ma sei stata grande, per quello che vale.» Sorrise e sorseggiò la soda.
«Non è ancora abbastanza per festeggiare con voi. Peccato, mi sarebbe piaciuto. Ma ormai la storia si ripete e ogni volta vengo lasciata in disparte. Non so perché, ma stasera mi fa incazzare di più.» era sincera «Il capo Johnson ha preferito festeggiare da sola con la squadra, va bene.» Sorrise e sorseggiò il vino, chiuse gli occhi e si leccò le labbra. Andy non perse un solo movimento. Annuì, in fondo aveva ragione, erano stati degli stronzi nei suoi confronti e non lo meritava. Finita la cena e i brindisi, la squadra alla spicciolata era andata via. Solo lui era rimasto a guardare quella donna seduta al bancone a sorseggiare vino rosso, da sola. Si avvicinò e si rese conto di quanto ne fosse attratto. Si gustò il momento, la compagnia di quella donna lo rendeva felice.
«Dopo questa notizia non vorrai più bere insieme a me.»
«Ti sbagli. Questa sera mancavi tu a rendere la festa perfetta. Adesso sono contento di essere qui con te, da soli.»
«Ok. Comunque adesso dovrei andare a casa, ho bevuto abbastanza.» era sconsolata e arrabbiata.
«Ti accompagno.»
«Non è necessario.»
«Invece sì.» Andy mise sul tavolo i soldi per entrambe le bevande e la mancia per il barman. «Avevo detto che ti avrei offerto da bere e ora ti accompagno a casa per ringraziarti. Sei stata gentile.» Andy la fissò negli occhi «Meritavi di più, in tutta questa storia.»
Prese il trench di Sharon e le aprì la porta per uscire. L’aria fresca della sera, colpì il viso di Sharon, facendola rabbrividire. Andy le mise il braccio intorno alla vita. Arrivarono davanti alla macchina di Andy e rimasero in silenzio. L’uno vicino all’altro.
«Sai cosa ci vorrebbe ora?» Disse Andy guardandosi in giro.
Sharon lo guardò interdetta, non capiva cosa volesse dire «Cosa?»
«Questo …» Prese tra le mani il viso di Sharon e la baciò delicatamente. Attese che gli desse il permesso di approfondire il bacio e quando sentì le braccia intorno al collo, capì che era d’accordo. Approfondì il bacio e la sentì rilassata, l’abbracciò e la strinse a sé. Sentì i seni morbidi contro il petto e il corpo sensuale attaccato al suo: un momento di pura felicità. Sharon si staccò, si leccò le labbra, assaporando ancora un poco il tenente. Inclinò il capo e sorrise «Sai baciare molto bene tenente.» era rilassata e si sentiva a suo agio. Sentire il corpo di Andy vicino al suo le piaceva, sembravano fatti per incastrarsi l’uno con l’altro. Il battito del cuore tornò regolare, il respiro senza affanno.
«Ti è piaciuto?»
«Mi è piaciuto.»
«Se vuoi ti offro un altro giro.» sorrise e sperò che rispondesse di sì.
Sharon fai la brava! Oh…al diavolo! Non se lo fece ripetere e assaporò ancora quell’uomo che sembrava averla stregata. Il cuore di Andy batteva all’impazzata, non avrebbe mai immaginato di baciare il capitano Sharon Raydor. Il cuore di Sharon batteva all’impazzata, non avrebbe mai immaginato di baciare il tenente Flynn. Si staccarono e ripresero fiato. Sorrisero e appoggiarono le fronti l’una contro l’altra. «Questa è la bella conclusione di una giornata di merda.»
«Direi che il finale inaspettato, ha salvato tutta la giornata.» disse Sharon sorridendo.
«Davvero?» Andy era incredulo e felice nello stesso tempo.
«A parte la cena degli idioti, non è andata poi così male.»
Andy l’abbracciò e la baciò ancora. Si gustarono a vicenda, si staccarono quando dovettero prendere fiato.
«Forse è meglio se vado.» Sharon era ancora stordita e confusa da quelle emozioni tutte insieme. Ne era travolta e non riusciva a capire cosa provasse veramente. Si disse che aveva bevuto troppo.
«Ti accompagno a casa.» Salirono sulla macchina di Andy e andarono verso la casa di Sharon.
«In realtà, anche Provenza ha ammesso che la tua intuizione ha sbloccato il caso e l’ha portato verso la conclusione.»
«Andy, va bene lo stesso. Grazie.»
«Avrei potuto fare di più.»
«Capisco che la mia presenza alla Crimini Maggiori non è ben vista ed è causa di discussione tra la squadra. Ma sto solo ubbidendo agli ordini di Pope.»
«Mi rendo conto solo ora quanto sia difficile per te. Mi dispiace di tutta la situazione.»
«Arriveranno giorno migliori, ne sono sicura.»
Andy parcheggiò davanti al condominio di Sharon «Ora è meglio se vado …»
«Ti accompagno fino alla porta.»
«Non è necessario.»
«Insisto.» disse Andy. Sharon accettò, aveva bevuto parecchio, non le dispiaceva essere scortata davanti alla porta.
«Allora buonanotte.» Andy si girò per andare via, ma attesa un momento.
«Andy, aspetta … ehm …sai cosa ci starebbe bene?»
«Cosa?» chiese con un ampio sorriso, sapeva cosa voleva la donna.
«Ci starebbe bene il bacio della buonanotte.» disse Sharon tutto d’un fiato e poi si accorse di quello che aveva detto e arrossì. Andy si avvicinò e la diede un bacio sulla guancia.
«Buonanotte tesoro.» sfiorò con le dita le labbra di Sharon «Ci vediamo domani.» si allontanò e uscì.
«Buonanotte tenente. A domani.» Entrò e chiuse la porta appoggiandosi contro con le spalle. Le gambe le tremavano, il cuore batteva all’impazzata. Aveva appena detto una stupidata, oppure … non lo sapeva neppure lei. Sorrise.
Andy tornò alla macchina camminando un metro da terra, era l’uomo più felice del mondo. Gli aveva chiesto il bacio della buonanotte, quindi voleva dire che poteva esserci qualcosa di più.
Era eccitato e non vedeva che arrivasse il giorno dopo, per rivedere quella donna.
Continua …
Chapter 14: Capitolo 14
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Frammenti di una storia
Cap.14
Sharon si svegliò con un bel male di testa. La sera prima aveva esagerato con il vino ed erano queste le conseguenze, quindi, se lo meritava. Ripensò alla serata: Idiota! Idiota! Idiota! Ecco cosa si meritava: un forte e fastidioso mal di testa. Cosa le era passato per la testa? Come aveva potuto infrangere le sue regole, come aveva potuto baciare il tenente Flynn, non una, ma ben due volte! Davanti allo specchio, guardava le borse sotto gli occhi, l’aria sfatta e … quel ghigno.
Fai la brava Sharon! Cosa ti è saltato in mente? Le braccia intorno al collo e poi l’affondo di quel bacio …Idiota!
Riecco il ghigno di soddisfazione. Doveva ammettere che il tenente Flynn baciava molto, molto bene. Ripensò al secondo bacio profondo e intenso.
Idiota!
Come aveva potuto cedere?! Era ubriaca, ok, ma non bastava.
Non è una giustificazione. Idiota! E poi chiedere il bacio della buonanotte come una bambina?! Idiota! Adesso come la risolvi?! Come la risolvi? Allora, dico che ero ubriaca e che non intendevo metterlo in difficoltà, quindi non è successo nulla. Siamo due persone adulte, colleghi, amici...insomma può capitare un momento di debolezza.
Si guardò allo specchio e sospirò, adesso era nei guai. Come poteva spiegare quello che era avvenuto e che non doveva succedere? Aveva ceduto e inoltre aveva chiesto un altro bacio. Scosse il capo, qualcosa si doveva inventare e anche in fretta. Si preparò per andare al lavoro e sperò di arrivare prima del tenente Flynn. In sala relax gli avrebbe detto che quanto accaduto la sera prima era solo un incidente di percorso. Un momento da dimenticare, una distrazione che non avrebbe rovinato il fatto di essere colleghi, amici e bla bla bla. Scosse il capo.
Idiota! Idiota! Idiota!
/
Quel mattino il tenente Flynn era di buon umore, anche il traffico intenso e i lavori di manutenzione per le strade, non erano riusciti a togliere quel sorrisetto felice che aveva sin dalla sera precedente. Più ci ripensava e più era felice. Quella mattina era arrivato presto, voleva rivedere quella splendida creatura che aveva sognato tutta la notte. “Ci vediamo domani.” L’aveva baciato e voleva anche il bacio della buonanotte, Ah, che serata! Quella donna l’aveva conquistato, però anche lei sembrava apprezzare i suoi baci, se ne aveva richiesto uno per la buonanotte! Forse avrebbe dovuto darle un bacio più serio, prima di lasciarla. No, aveva fatto bene a darle un bacio sulla guancia, doveva lasciare un poco di desiderio. Aveva ancora in mente il volto di Sharon che gli chiedeva di baciarlo ancora. Wow, che serata!
Adesso preparava il caffè per entrambi, quando si aprì la porta e sperò di vedere Sharon. Invece entrò Provenza «Eccoti qui. Prepara il caffè, stamattina ne ho proprio bisogno!» sbuffò brontolando.
«Buongiorno anche a te Provenza.» disse Flynn «Le buone maniere le hai lasciate a casa?»
«Da quando studi galateo? Ti sei rincitrullito?»
«Era solo per essere gentili, ma come vedo …qui è sprecata l’educazione.»
«Parli come il capitano Raydor, che ci crede dei maleducati. Le ho fatto portare la sedia da Julio e mi ha risposto in modo sarcastico. Quella donna!» si avvicinò al bancone e prese la tazza fumante di caffè, che aveva preparato Flynn. Dopo un minuto decise di tornare alla scrivania, aprì la porta e incontrò il capitano Raydor.
«Prego capitano, si accomodi.» disse con gentilezza.
«Grazie tenente Provenza e buona giornata.» rispose Sharon con cortesia.
Provenza fece per andare via, si voltò e guardò quei due. Scosse il capo, no, non poteva essere.
«Buongiorno tenente Flynn.» Sharon sorrise imbarazzata.
«Buongiorno capitano Raydor.» Andy sorrise felice.
Avanti Sharon, adesso chiarisci che non è come sembra. Forza, gli dici che eri un po’ brilla e hai ceduto. Cioè, non sei una facile. No, avevi bevuto e a volte succede che ci si lasci andare. Dobbiamo comportarci come due persone adulte, come colleghi, come amici.
«Tenente Flynn, volevo dire che …quello che è successo ieri sera ... ecco, volevo dire che avevo bevuto e poi il mal di testa …» era imbarazzata.
Il tenente si avvicinò «Sharon, adesso puoi chiamarmi Andy, siamo soli.» sorrise. Sharon pose una distanza, così vicino non andava bene, non sarebbe riuscita a dire nulla. Sentiva il profumo della colonia di Andy e già le tremavano le gambe.
«Quello che è successo ieri sera è stato bellissimo. Ci stava bene, vero?»
«Certo. Sì. Ci stava bene. Ecco, però non vorrei che si fosse fatto un’impressione sbagliata … tenente …» Avanti Sharon, ce la puoi fare! Adulti, colleghi, amici!
Andy la fissò e sorseggiò il caffè. Si gustò la scena di Sharon completamente imbarazzata. Silenzio.
«Allora, siamo adulti e colleghi …» scosse il capo, si stava ingarbugliando con le parole, cercò di riprendere il discorso che aveva in mente «Siamo amici.»
Andy la guardò perplesso «Certo, siamo amici e spero che possiamo diventare qualcosa di più.» le fece cenno con la mano di avvicinarsi. Sharon sospirò, adesso le tramavano le gambe e il fiato era corto. Cosa le stava succedendo, non riusciva a capire, era confusa. Lo stomaco era in subbuglio «Qualcosa di più, certo. Colleghi. Amici.» era senza fiato.
«Ehi, calma. Ti senti bene? Prendi fiato.» Andy si avvicinò un poco preoccupato.
«Sì, scusa. Mi sento un poco …» divenne rossa in viso, lo stomaco cominciò a muoversi e le gambe tremavano. Era tutto contro di lei! Non poteva essere! Fece un colpo di tosse, per darsi un tono «Stavo dicendo che …cioè siamo … colleghi, amici e un bacio … la buonanotte …» niente, non riusciva a mettere una parola dietro l’altra. Non riusciva a capire cosa le stesse accadendo. Doveva andare via, stava facendo la figura di una vera idiota!
Andy le sorrise «Sei bellissima questa mattina.»
Quella frase fece sciogliere Sharon. Lei si avvicinò ancora di più. Andy spostò una ciocca di capelli ribelle «Vorrei invitarti a cena, un posticino carino e fuori mano, così possiamo parlare con calma e spiegarci su ogni cosa. Territorio neutrale, qui non siamo liberi di parlare. Cosa ne dici?»
Sharon rimase un momento interdetta, poi annuì «Direi che è un’ottima idea!» aveva preso tempo.
«Andiamo con la mia macchina dopo il lavoro e in ogni caso ti riaccompagno a casa.»
«Ok, ti aspetto alla fine del turno.» prese la tazza, versò il caffè «Adesso devo andare.» scappò via, perché davanti ad Andy non riusciva a dire una frase di senso compiuto. Sharon rientrò al FID era nervosa e incredula, cosa le era successo? Perché davanti a Andy andava completamente in tilt. E poi perché aveva accettato quell’invito?
“E’ un’ottima idea!” Non era vero, era una pessima idea! Però forse aveva preso tempo per prepararsi a dire a Andy che erano colleghi e amici. Esatto. Prese fiato e studiò bene cosa doveva dire. Erano colleghi e amici. Bastava dirlo e chiarire la situazione. Lo stomaco si muoveva e si contorceva, non capiva cosa le stesse succedendo. Rimuginò e ripensò a cosa dire per tutto il pomeriggio finchè arrivò la fine del turno. Era pronta, aveva studiato una serie di frasi ed era sicura che questa volta sarebbe riuscita a dire a Andy che erano colleghi e amici e niente di più. Cioè, il bacio le era piaciuto, certo, però dovevano fermarsi lì. Le sue regole: niente relazioni con i colleghi, discrezione, riservatezza, nessuno impegno, nessun legame sentimentale. Aveva già il suo lavoro che la teneva impegnata. Ecco, adesso era pronta!
Attese un poco, così che ci fosse meno gente al parcheggio. Si trovò davanti alla macchina di Andy e aspettò per qualche minuto, poi lo vide arrivare, nel completo beige, con camicia chiara e cravatta arancione bellissima che illuminava tutto intorno. Sorrise, il tenente ricambiò il sorriso e le aprì la portiera. Era un vero gentiluomo. Durante il viaggio, Andy le raccontò come era andato il pomeriggio alla Crimini Maggiori e che le era mancata. Era sicuro che fosse mancata anche al resto della squadra. Sharon sorrise, era sempre carino.
Raggiunsero il ristorante, era fuorimano e Andy aveva prenotato un tavolo in una zona riservata. Ordinarono la cena, era una semplice pizzeria italiana.
«Quando non ho voglia di cucinare vengo qui e mangio una pizza vegetariana. E’ molto buona.»
Sharon sorrise e pensò alla pizza vegetariana, alla sua immaginazione, ai suoi pensieri e alle fantasticherie.
«Per me va bene una pizza margherita.»
Continua …
Chapter 15: Capitolo 15
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Frammenti di una storia
Cap.15
La pizza margherita era favolosa. Sharon doveva ammettere che Andy sapeva dove andare a mangiare bene, anzi molto bene.
«Insieme alla pizza margherita, puoi abbinare questa birra analcoolica chiara, leggera, così non contrasta con il sapore della pizza. Oppure un tipo di vino dal sapore non troppo forte.»
«Sei proprio un esperto!»
«Ci tengo a mangiare cibo di buon livello e bere cose buone.»
«Fai bene. Inoltre sai anche vestirti bene, dire in modo impeccabile.»
«Lo so, vedo che mi squadri ogni mattina.» sorrise e fece un ghigno compiaciuto.
Sharon arrossì, abbasso lo sguardo «Colpita e affondata …» sorrise «Però ammetti che anche tu non sei da meno?! Lo vedo anch’io che mi squadri e mi guardi le gambe!»
«Hai due gambe da urlo …» Andy le prese le mani, sorrise «Senti Sharon, sono felice che tu abbia accettato l’invito. Mi piace stare in tua compagnia e mi piaci molto. Vorrei poterti conoscere ancora di più. Che ne dici?» due occhi marroni la fissavano tanto da smettere a nudo l’anima.
Sharon era nervosa, non si aspettava una dichiarazione così sincera da parte del tenente. Certo, trascorrevano parecchio tempo insieme e negli ultimi tempi la presenza di Andy era stata piacevole e per certi versi intrigante. Deglutì e cercò di recuperare nella mente le parole che aveva provato per dire che erano solo amici. Ma niente, sembrava che fossero svanite nel nulla e le parole non riuscissero ad uscire.
«Non dici nulla? Scusa, forse sono stato troppo diretto. Se non vuoi che la nostra amicizia diventi qualcosa di più, basta che lo dici e mi tiro indietro.» un velo di tristezza si dipinse sul volto teso.
«No, no Andy. Cioè sai, noi siamo colleghi, amici e … » rimase un momento in silenzio, scosse il capo. Oh, al diavolo! Fissò Andy negli occhi «Scusami, sono io che … sai, è da parecchio tempo che non frequento un uomo. Ho bisogno di un poco di tempo, per abituarmi. Tutto questo è molto strano per me.»
«Tutto il tempo che vuoi. Basta che mi permetti di far parte della tua vita.» gli occhi sorrisero di felicità.
«Sei sicuro? Sono una rompiballe, anche fuori dal lavoro.»
«Certo che sono sicuro … mi piaci proprio così Sharon Raydor.» si sporse e con due dita le avvicinò il mento e le sfiorò le labbra.
Sharon rimase senza parole. Sorrise, era felice. Terminarono di mangiare la pizza, complice ormai della loro storia. Lungo la via del ritorno chiacchierarono amabilmente, come se si conoscessero da sempre. Arrivati sotto casa di Sharon «Ecco, sei arrivata ...» Andy fece per andare via.
«Perché non sali a bere un caffè…» disse con fare indifferente e fece spallucce.
«Sei sicura?» chiese speranzoso.
«Sicurissima.» annuì e sorrise.
Arrivarono alla porta di casa, Sharon aprì e fece entrare Andy. Quando si girò l’abbracciò e lo baciò chiudendo la porta. Andy non se lo fece dire due volte, ricambiò l’abbraccio e il bacio. Si staccarono per riprendere fiato, si fissarono negli occhi e sorrisero. Sharon sentì l’acqua di colonia di Andy avvolgerla e stordirla.
«Cosa vuoi tesoro?»
«Ti voglio tenente, stanotte ti voglio tutto per me.» Sharon prese Andy per mano e lo portò in camera da letto. Lungo la strada persero i vestiti e arrivarono al letto in biancheria intima, che tolsero senza troppi imbarazzi.
Andy si sdraiò e prese Sharon sopra di sé. I loro corpi si incastravano alla perfezione. Ripresero a baciarsi, assaporandosi fino a perdere il fiato. Andy con due dita sentì che Sharon era bagnata nel suo centro e Sharon sentì il desiderio di Andy pronto ad entrarle dentro di lei.
/
Sharon aprì gli occhi e si voltò. Sorrise e vide il sorriso soddisfatto del tenente Flynn. Quegli occhi marroni l’avevano stregata, i capelli scompigliati sale e pepe gli davano quell’aria da simpatica canaglia. Forse aveva commesso un errore, oppure si era concessa quella che Gavin chiamava una distrazione divertente. In ogni caso trovarsi a letto con il tenente Flynn non era nei suoi programmi. Almeno non per ora.
“E’ da parecchio tempo che non frequento un uomo e ho bisogno di un poco di tempo.» questa frase l’aveva detto poche ore prima. Passa in fretta il tempo, vero Sharon? Si disse Idiota e bugiarda. Ecco che cosa era diventata: idiota, per essersi messa in un bel guaio e bugiarda per aver mentito sulla tempistica. Inoltre era diventata anche una donna di facili costumi! Come aveva potuto cedere così in fretta?! Era tutta colpa di quei baci, di quegli abbracci così intensi ed emozionanti. Cosa le faceva il tenente Flynn non era riuscita ancora a capirlo. E lo stomaco? Era ancora in subbuglio. Però doveva ammettere che Andy baciava molto bene ed era anche un ottimo amante. Oh, al diavolo! Si era divertita e anche tanto.
«A cosa stai pensando? Mi fissi e non dici una parola, mi devo preoccupare?” Sorrise divertito.
«Puoi stare tranquillo tenente, sono solo dei pensieri mattutini.”
Andy si appoggiò sul gomito e con l’altra mano scostò una ciocca ribelle «Spero che i pensieri mattutini, siano dei bei pensieri.»
«Dopo la notte scorsa, direi … direi di sì.» Lo fissò negli occhi e sorrise «Mi hai stregata …»
Andy ricambiò il sorriso, gli piaceva da impazzire «La strega cattiva sei tu.»
«Sfrontato …» Gli prese il mento e lo avvicinò a sé, non era mai stanca di quell’uomo. Lo baciò e lo desiderò ancora. Andy rispose al bacio con passione e l’avvolse tra le braccia, portandola sopra di sé. Avere il corpo di Sharon sopra il suo, aveva risvegliato l’ardore. Si staccarono per riprendere fiato.
«Mi fai impazzire, mi elettrizzi ogni volta che mi sfiori. Sarai la mia rovina, lo so.»
«Povero tenente, vuoi che ti consoli?» Allungò la mano verso il piacere di Andy, che sussultò al tocco.
«Sei Tremenda capitano!»
«Voglio fare ancora l’amore con te … è un ordine tenente …» fece un ghigno e si leccò le labbra.
«Mai stato così felice di ubbidire agli ordini!» Rispose Andy e l’avvolse tra le braccia.
/
Quando si svegliarono era già mattina inoltrata. Sharon si girò nel letto e lo trovò vuoto. Prese la maglietta di Andy e andò in cucina, da dove proveniva un profumo di caffè. Andy era in boxer e preparava la colazione.
«Sei già sveglio tenente?» si avvicinò e gli baciò la spalla.
«Ti sei svegliata … mi sono permesso di preparare la colazione, anche se la tua cucina è sfornita dei più elementari utensili. La prossima volta sarà meglio preparare la colazione a casa mia. Oppure propongo uno shopping per rendere la tua cucina utilizzabile da qualsiasi cuoco.» sorrise.
«Prendo nota.» si mise a guardarlo mentre finiva di preparare i pancakes.
«Ti dona molto la mia maglietta.» sorrise soddisfatto.
«Mi piace. Vorrei tenerla, c’è il tuo profumo.»
«Tienila pure.»
«Voglio anche la cravatta.»
«Come?»
«Voglio la tua cravatta …mi piace, tutto qui.»
«Puoi prendere tutto quello che vuoi …» si avvicinò e la baciò.
«Vieni, andiamo a fare la doccia …» propose Sharon, si tolse la maglietta e si avviò. Andy non se lo fece ripetere due volte e la seguì. Fecero ancora l’amore, lentamente, accarezzando e gustando i loro corpi. Il caffè era diventato freddo e il tempo per fare colazione era ormai passato. Andy decise di portare Sharon fuori a pranzo, era felice. Trascorsero il resto della giornata al mare, passeggiando e raccontandosi. Sharon era felice, aveva trovato un’ottima intesa con Andy, ancora non riusciva a crederci.
«Senti Andy, forse le cose mi sono sfuggite un poco di mano. Cioè, ti avevo chiesto un poco di tempo e poi … Normalmente non succede, cioè non vado a letto al primo appuntamento. Però, non so cosa tu mi abbia fatto e così ho ceduto.»
«Lo abbiamo voluto entrambi. Se ti può consolare, non mi sento un uomo oggetto …» sorrise divertito.
«Magari pensi che io sia una facile, ma non è così. Solo che, cioè, mi sono trovata a mio agio e poi…» Arrossì imbarazzata, adesso si sentiva una poco di buono, che va a letto con il primo che incontra.
«Sharon non devi scusarti per aver fatto l’amore con me. E’ stato bellissimo. E sono contento del tuo impeto, anche se ad essere sincero …mi hai sorpreso.» sorrise «Ma sono più che contento.» si avvicinò all’orecchio e sussurrò «Sarò sempre felice di ubbidire ai tuoi ordini capitano …»
Sharon sorrise, era felice. Decisero di vedersi il giorno successivo. Sharon doveva tornare a casa e prepararsi perché aveva una cena da Gavin e non voleva arrivare in ritardo.
Continua …
Chapter 16: Capitolo 16
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Frammenti di una storia
Cap. 16
La parte sottolineata si riferisce a messaggini telefonici
Quando Sharon arrivò a casa di Gavin, trovò anche Andrea, il procuratore Hobbs. Sapeva che i suoi amici le avrebbero fatto il terzo grado. La squadrarono da capo a piedi e volevano conoscere tutti i particolari, anche quelli piccanti.
Stapparono varie bottiglie di vino e risero insieme. Sharon raccontò di aver trascorso una bella giornata con il tenente Flynn e che si sarebbero frequentati per verificare i loro sentimenti. Disse che voleva andare con i piedi di piombo e prendersi tutto il tempo necessario per ragionare su una relazione. Non disse che avevano fatto l’amore, ma i suoi amici l’aveva già capito, si erano scambiati una serie di occhiate e sorrisetti.
«La nostra Sharon si è divertita, non trovi Gavin?»
«Oh sì, Andrea. Guarda come è rossa in volto. Ha finito di fare l’amore solo qualche minuto fa!» scoppiarono tutti a ridere. Sharon rise e negò ogni cosa. Nonostante l’insistenza di Gavin e Andrea, si rifiutò di raccontare i particolari e disse che in seguito avrebbero saputo se la storia con il tenente Flynn sarebbe diventata una relazione seria.
«Datemi un poco di tempo e quando sarà il momento, vi svelerò ogni cosa su questa, diciamo, probabile relazione. Però per adesso vi prego di non chiedermi nulla.»
«Assecondiamo la nostra Sharon, così, quando sarà pronta ci racconterà ogni particolare piccante… vero cara?!» disse Gavin e anche Andrea annuì, sapevano aspettare e soprattutto volevano vedere la loro amica felice.
«Sai Gavin, credo che la nostra Sharon ci stupirà e allora rimarremo molto sorpresi…» fece l’occhiolino a Sharon e sorrise.
«Dacci almeno qualche indizio … qualche prova della tua colpevolezza!» chiese Gavin sorridendo.
«Mai e poi mai. Mi avvalgo del diritto di rimanere in silenzio.» disse Sharon
«Allora la situazione è veramente grave Andrea. La nostra Sharon si è inguaiata con il bel tenente testa calda!» risero tutti e stapparono altre bottiglie di vino.
Sharon trascorse una bella serata con gli amici e poi tornò a casa. Quando guardò il cellulare, il messaggio di Andy che le augurava la buonanotte non era ancora arrivato. Avrebbe voluto chiamarlo, ma si disse che per quel giorno era abbastanza, doveva dargli un poco di tregua. Si preparò il bagno caldo e si immerse. Prese un calice di vino e lo sorseggiò. Ripensò a quella giornata “Sei una ragazzaccia Sharon Raydor! Hai ceduto alle tue voglie e ti sei comportata come una poco di buono. Vergogna! Vergona! Vergogna! E poi con i tuoi amici hai fatto finta di niente! Non hai avuto neanche il coraggio di dire che te lo sei portato a letto al primo appuntamento! Ti sei buttata tra le sue braccia come se fosse l’ultimo uomo al mondo! Scosse il capo e poi un ghigno di soddisfazione si dipinse sul volto. Sentì vibrare il cellulare, era il messaggio di Andy per la buonanotte.
Buonanotte tesoro.
Grazie per il messaggio della buonanotte.
Hai trascorso una bella serata con i tuoi amici?
Sì. Sai dove sono adesso?
No tesoro, dove sei?
Sono in vasca da bagno
Ah
Tutta nuda, con tante bolle profumate, un calice di vino, … la gamba destra esce dall’acqua, dovresti vederla …
Così mi uccidi, lo sai capitano?!
No, non morirai, almeno finchè non te l’ordino io. Ci vediamo domani. Buonanotte tenente
Sei tremenda! Mi lasci così?
Per oggi non ne hai avuto abbastanza di me?
Non mi basti mai, tesoro.
E’ tardi, devi riposare. Ci vediamo domani. Buonanotte tenente.
Buonanotte capitano
Scosse il capo. Chattava con il tenente Flynn al telefono come un’adolescente con gli ormoni impazziti. Cosa le stava capitando? Cosa le aveva fatto quell’uomo? Non era solo sesso, c’era altro. Sospirò, si era ficcata in un bel guaio, di nome Andy Flynn!
/
Il girono seguente, le luci blu delle auto della polizia lampeggiavano intermittenti e c’era un gran vai e vieni di persone indaffarate, solo il tenente Provenza e il tenente Flynn erano fermi davanti al nastro giallo della polizia, in attesa dell’arrivo del capo del FID.
«Capitano Raydor!» disse Provenza ad alta voce. Attirò l’attenzione del capitano Raydor, che si voltò, sorrise e si avvicinò al nastro.
«Buongiorno tenente Provenza, buongiorno tenente Flynn. Cosa posso fare per voi?»
«Capitano, siamo arrivati sulla scena del crimine per primi.»
«Certo, tenente Provenza, però sa benissimo che la scena del crimine è del FID. Appena avremo finito, sarà mia premura avvisarla.» Sorrise «Ora vi prego di lasciarci svolgere il nostro lavoro, così prima cominciamo, prima finiamo. E prima la scena del crimine sarà a completa disposizione della Crimini Maggiori.» disse con voce calma e rassicurante.
«Appunto per questo capitano …» incalzò Flynn «Abbiamo preso alcune prove e …» non fece in tempo a terminare la frase che fu interrotto dal capitano.
«Vi ringrazio per la collaborazione e può portare tutte le prove nel mio ufficio tenente Flynn.
Scusate, ma ora ho del lavoro da svolgere. Buongiorno signori.» sorrise e si allontanò a passo veloce.
«Da quando quella donna è diventata così disponibile nei nostri confronti?!» si girò verso il collega e lo squadrò sospettoso «Tu sai qualcosa, Flynn?!»
Andy fece spallucce. “Se Provenza sapesse.» guardò verso il capitano Raydor «Vuoi giocare con il fuoco capitano.” Può portare tutte le prove nel mio ufficio tenente Flynn.” Vedrai cosa troverai nel tuo ufficio, mio bel capitano.” Pensò tra sé. Flynn sorrise e la guardò andare via, avvolta nel trench nero. Che magnifica visione! Vista da dietro poi, era ancora più sexy!
Attesero il termine delle operazioni del FID, che fu stranamente rapido. Provenza si guardò in giro, qualcosa non tornava, no, non tornava. Ma adesso avevano del lavoro da sbrigare. Ordinò alla squadra di svolgere le solite operazioni di routine, chiamare il Coroner e poi rientrare alla Crimini Maggiori.
Tornati in ufficio, Provenza ordinò alla squadra di preparare le foto, i verbali e allestire la lavagna. Il capo Johnson diede gli ordini per la giornata, era scocciata dall’ennesima intrusione del FID nel suo caso, ma non poteva opporsi, il capo Pope era stato chiaro sul comportamento da attuare: collaborazione. Ordinò ai suoi uomini di svolgere i compiti di routine e di collaborare con il FID. Disse al tenente Flynn, di portare le prove raccolte nell’ufficio del capitano Raydor e di consegnarle di persona, con i suoi migliori auguri. Poi si chiuse in ufficio, sperando di superare la giornata senza vedere il capitano Raydor.
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Flynn guardò il cellulare e trovò un messaggio di Sharon.
Ho mandato il sergente Eliot in archivio. Ti aspetto nel mio ufficio. Subito.
Prendo lo scatolone delle prove e arrivo.
Quando arrivò davanti all’ufficio del capitano Raydor, lo trovò aperto e nessuno dentro. Sorrise ed entrò. Lasciò lo scatolone sulla sedia davanti alla scrivania e si sedette con i piedi sul tavolo in attesa di Sharon. Dopo un minuto sentì il rumore dei tacchi del capitano.
«Cosa fa seduto alla mia scrivania?!» finse di essere arrabbiata, entrò e chiuse la porta a chiave. Si voltò e si leccò le labbra.
Andy la fissò imbambolato, era come stregato da quella donna: era sexy nel trench nero!
«Giù quei piedi dalla mia scrivania! Pensi di essere il padrone di quest’ufficio?»
Andy tirò giù subito le gambe dalla scrivania, si alzò e si mise quasi sull’attenti. Sharon sorrise.
«Bene tenente, la voglio così: ubbidiente agli ordini.» fece un ghigno «Ebbene tenente, fuori le mie prove … oppure dovrò perquisirla personalmente …»si tolse il trench e l’appoggiò sulla sedia, ignorando lo scatolone con le prove. Lo fissò e si leccò le labbra.
Andy la squadrò in tutta la sua bellezza e fissò quei due occhi verde giada.
Si prestò al gioco, voleva fin dove si sarebbe spinta. «Dovrà perquisirmi capitano. Ma stia attenta, perché potrebbe diventare pericoloso …» fece un ghigno e si avvicinò.
Sharon tirò fuori un paio di manette e le fece girare tra le dita. «Credo che dovrò ammanettarti tenente, perché sei pericoloso …» disse con voce maliziosa.
«Fammi tutto quello che vuoi … mi arrendo …» alzò le braccia in segno di resa e fece un sorriso sornione.
Continua …
