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Tornata in ufficio, Jane si preparò a sondare il terreno con Garret. Sarebbe stato divertente. Pensò sistemandosi il tailleur rosso. Era uno splendido pezzato fatto su misura per lei da Armani in persona. Giorgio era in ottimi rapporti commerciali con la Rizzoli&Co e aveva cercato per anni di convincere Jane a sfilare per lui, ma senza successo.
Si diede un’ultima occhiata, poi Susan la chiamò all’interfono annunciando l’aarrivo di Garret. Bene, che inizi la partita.
“Fallo entrare!” ordinò mettendosi a sedere sulla sua bellissima poltrona Chesterfield rosso antico. Era un modello extralusso fatto in Italia a mano. L’uomo entrò con arrogante sicurezza. “Buongiorno Miss Rizzoli…” disse mettendosi a sedere su una delle due piccole poltrone in pelle che erano davanti alla scrivania di Jane.
Alla bruna non sfuggì l’ostentata sicurezza dell’uomo. Sapeva che l’impero dei Fairfield aveva delle grosse crepe, dalle sue ricerche era emerso che Garret e le sue industrie sarebbero affondate nel giro di due anni.
“Signor Fairfield…” disse accondiscendente senza alzarsi dalla poltrona. Era uno scontro tra titani, almeno questo era quello che voleva far credere al mezzo uomo che aveva davanti. “Sono soddisfatta abbia trovato il tempo, si sa che imprenditori come noi abbiano le ore contate…” Garret la guardò con un sorriso sghembo.
Conosceva la reputazione di Jane Rizzoli. Sugli affari era un mastino, intelligentissima, scaltra, aveva un fiuto eccezionale per gli affari ed aveva legami con chiunque avesse un nome che contasse.
La sua chiamata lo stupì, erano settimane che cercava di avere un incontro ma dopo la fuga di Maura aveva altro per la testa. “Signor Fairfield…” soppesò alzandosi dalla poltrona per andare verso il piccolo mobile dei liquori.
Garret la vide in tutto il suo splendore: fasciata in quel tailleur al limite del peccaminoso. Lunghe gambe abbronzate spuntavano dalla gonna che cadeva aderente leggermente sopra il ginocchio. Un paio di Loboutin nero laccate con tacco a stiletto la facevano sembrare ancora più alta. I capelli erano raccolti in una coda alta da cui scendevano morbidi riccioli color ebano. Trucco fumoso ma di classe incorniciava un viso dai tratti spigolosi ma femminili. A completare il tutto, un paio di occhi color caffè e due petali per labbra la rendevano assolutamente irraggiungibile.
“Sono a conoscenza delle vostre difficoltà…e vorrei darvi una mano…” disse versando del pregiato whisky in due bicchieri di cristallo Boemia. L’uomo rimase un attimo in silenzio. Dovevo aspettarmelo, Rizzoli ha agganci ovunque… pensó serrando la mascella. “Andiamo, Garret…” sottolineò porgendole il bicchiere di Whisky. “Sai come funziona, io do qualcosa a te e tu ricambi, cosa ne pensi?” domandò bevendo il suo liquore in un unico sorso. Di solito lo avrebbe sorseggiato lentamente gustandone la composizione, ma oggi aveva fretta.
“Cosa potrei mai avere che possa interessarvi? Come avete detto mi trovo in acque agitate al momento…”.
Jane mise il bicchiere sulla sua scrivania e si avvicinò all’orecchio dell’uomo. Garret strinse la mascella, quella donna era stupenda ma in modo letale. Il profumo che indossava era meraviglioso e lei chinandosi, gli aveva dato accesso minimo al suo seno.
All’uomo prudevano le mani, voci di corridoio dicevano che Jane Rizzoli fosse un’amante focosa e passionale, che andare a letto con lei ti rovinava per chiunque altro, uomo o donna che fosse.
L'idea stuzzicò la mente di Garret. Dio, è così fottutamente sexy! Maura in confronto sembra una suora di campagna! Pensò inalando ancora quel meraviglioso profumo.
Jane colse l’eccitazione dell’uomo, sapeva di essere bellissima e sexy, inoltre il suo pregiato profumo N1 Imperial Magestic di Clive Christian faceva a tutti quell’effetto. L’aveva acquistato qualche mese fa ad un asta da Christie's per 300.000 dollari.
Lei è forse altre sette persone sul pianeta erano le uniche a possedere un profumo così raro e prezioso. Per lei solo il meglio. Dio quanto amava, questa cosa.
Pensò alla soggezione che i soldi suscitavano in certe persone, per di più i parvenue come Garret.
Gente arricchita che non sapeva stare al mondo, che umiliava le altre persone ma che conservava tracce delle loro precedenti condizioni di precarietà. Lo si vedeva dalla loro arroganza.
Le persone di classe, ricche dentro oltre che fuori non hanno bisogno di salire sulle spalle di nessuno per emergere, non devono schiacciare nessuno. Per questo far rientrare Fairfield sui binari sarebbe stato divertente.
Garret aveva più di una lezione da imparare e Jane sarebbe stata un ottima insegnante. Nonostante la sua mostruosa ricchezza, Poppy l’aveva sempre tenuta con i piedi per terra. Era una bambina dai gusti semplici, per nulla viziata o capricciosa, amava aiutare il prossimo e Jane l’amava moltissimo.
Poppy era il suo modello, la bambina le faceva vedere come la generosità e l’altruismo cambiava le persone. Questo l’aveva mantenuta umile e di mente aperta, ma questo non significava che non potesse godere dei frutti del suo lavoro.
