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Cuore Rosso Papavero

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Dopo aver mangiato la pizza, Micol e suo padre guardano un po’ di tv. Il silenzio è piacevole e poco dopo la piccola di addormenta come un sasso.
Rick spegne la TV e prende sua figlia in braccio per metterla a letto. Scende poi in salotto per lavorare un po'. Vuole organizzare tutto nel migliore dei modi per facilitare l’incontro tra Jane e la loro piccola, non si perdonerebbe mai di vedere la sua bambina soffrire.
Ha fatto molte ricerche e pensa che forse dovrebbe sondare un po' le cose prima di farla incontrare con Micol. Preferirebbe aspettare ma la piccola è molto impaziente.
Decide così di prendere tempo e vedere come va. Vuole visitare la città in modo da potersi ambientare, sa che sua figlia sbufferà ma non vuole rischiare.
La mattina dopo per fortuna non piove.
Rick sveglia Micol per andare a fare colazione. Non conosce Boston ma ha visto su internet qualche locale interessante.
“Copriti bene e andiamo!” Rick urla perché sua figlia la senta dal piano superiore. Non deve aspettare tanto, prima che Micol scenda le scale correndo entusiasta.
Ovviamente porta con sé il suo amato zaino con le sue cose.
Il locale non è lontano e tutte due amano molto camminare, così mano nella mano si avviano verso il Boston Joe.
“Chissà se i pancake sono buoni anche qui…” Domanda Micol osservando tutto con curiosità. “E il caffè…” Aggiunge l'uomo pregustando un buona colazione.
Poco dopo, arrivano davanti al locale ma Micol viene attirata da qualcosa: un piccolo gattino nero è in mezzo alla strada.
“Oh!" Sbotta prima di lasciare la mano di suo padre e correre via; di solito Micol non è avventata, anzi è molto matura per la sua età ma è pur sempre una ragazzina.
Rick non fa in tempo a bloccarla che la piccola è già in mezzo alla strada.
Proprio in quel momento, la macchina di Jane Rizzoli diretta alla Rizzoli&Co sta percorrendo la strada.
“Micol!” Urla Rick terrorizzato mentre vede la grossa macchina nera inchiodare a due passi da sua figlia.
Micol rimane di sasso mentre il gattino corre via.
“Papà!” Grida la bambina coprendosi gli occhi con le mani.
Per fortuna Alex ha i riflessi sempre pronti e inchioda senza sfiorarla.
“Alex, per l'amor di Dio!” Jane viene quasi sballottata in avanti ma la cintura l'ha tenuta ferma “Sai che sono incinta, stai attento!” grugnisce portandosi le mani al grembo.
Dopo quello che era successo a sua figlia Micol, Jane è tremendamente protettiva con il suo bambino.
“Mi scusi, Miss, ma una strana ragazzina era ferma in mezzo alla strada!”.
“Dio santo, lei sta bene?” Jane si slaccia la cintura e scende dalla macchina: davanti alla vettura c’è una ragazzina che si copre il viso e piange. “Micol!” Rick si precipita ad abbracciare sua figlia “Tesoro, stai bene? Ma cosa ti è venuto in mente, potevi morire!” Urla terrorizzato stringendo forte la piccola.
Nessuno dei due sembra aver realizzato la presenza della donna.
Jane rimane senza parole, sentire il nome Micol le spezza qualcosa dentro, inoltre quest’uomo sembra avere qualcosa di familiare.
“Stai bene, piccola?” la voce roca e preoccupata di Jane sembra fermare il tempo. Micol si vede apparire davanti sua madre. È più bella che nelle foto e ha una voce così calda e dolce. Sa che è una donna di classe e bellissima ma essere nel suo campo visivo, con quegli occhi che la guardano preoccupati.
Il cuore di Micol perde un battito “Mamma…” sussurra tra i denti cercando di imprimere nei suoi occhi l’immagine di sua madre.
Rick si volta e sbianca.
“Jane…” la bruna lo guarda per un istante e poi realizza.
“Rick…Rick Jameson, sei tu?” chiede allibita. Sono anni, da quando la loro bambina è morta che non ha sue notizie.
Jane viene attraversata da un brivido caldo. Ricordava benissimo Rick ed i suoi occhi, ma erano poco più che adolescenti. Ora ha davanti a sé un uomo fatto e deve ammettere che è davvero bellissimo.
Rick annuisce preoccupato. Non è certo così che voleva farle incontrare.
“Dio…mi dispiace tanto, stai bene tesoro?” Jane si avvicina alla ragazzina e invade il suo spazio personale per vedere se ha qualche graffio.
Le prende il viso tra le mani e le sfiora i capelli. Jane deve ammettere che questa ragazzina è davvero meravigliosa, le ricorda un po’ se stessa alla sua età.
Per qualche strano motivo si sente ipnotizzata da quella piccola creatura. Sono soprattutto gli occhi azzurri della ragazzina che la fanno vacillare. Gli occhi di Rick e capisce.
“Oddio…è tua figlia e stavamo per investirla!” dice con orrore.
“Mi dispiace tanto Miss…è apparsa all’improvviso…” Alex scende dalla macchina per vedere se va tutto bene.
“Sta bene, non preoccuparti…meglio andare, io…” ma Micol non vuole lasciarsi scappare questa occasione.
“Papà aspetta, io…” Jane osserva la ragazzina che per certi versi sembra somigliarle molto. Le si ferma il cuore a pensare a come sarebbe stata la loro bambina se non fosse morta. “Micol…” sussurra cercando di capire perché il suo ex abbia dato a sua figlia il nome che volevano dare alla loro bambina. Le sembra di cattivo gusto.
“Per favore…permettete che vi porti dove volete, io stavo andando a lavoro ma non ho ancora fatto colazione, avete fame?” Sonda, curiosa di capire il perché di questo assurdo incontro.
“Si, stavamo per entrare qui per mangiare i pancake!” Micol indica con il dito il locale alle loro spalle.
“Boston Joe? Ottima scelta, a volte vengo qui con mia figlia…” alla menzione di Poppy, Micol s’irrigidisce un po’ ma non vuole essere scortese.
Rick non sa che fare, Jane è davanti a sua figlia e non lo sa.
Cosa succederà quando le avrà spiegato tutto?. A questo punto inutile rimandare, tanto vale togliersi il dente e vedere come va.