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Cuore Rosso Papavero

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Angela assiste alla scena senza capirci molto. “Janie, che succede?” Domanda affilando la lama del dubbio.
Jane si rimette in piedi non lasciando la mano delle sue figlie. Micol piange a testa bassa mentre Poppy singhiozza più apertamente.
“Fai venire papà, ho molte cose di cui parlarvi…” Angela annuisce scettica ma fa come Jane dice.
Una volta arrivato Frank, Jane racconta tutti i fatti.
“Mi stai dicendo che quella ragazzina...è mia nipote? E che l'hai avuta quando sei stata in California per quello stage?” Sbuffa Frank incredulo ma non amareggiato.
Jane annuisce tra le lacrime mentre osserva les sue figlie sedute sul divano in silenzio. Le si stringe il cuore nel vedere le sue bambine così spaventate.
“Non vi ho detto nulla…ero giovane, non ne vado fiera papà ma non avrei mai potuto abortire, è poi…c'è stato l'aaborto al settimo mese e... credevo che….pensavo di aver perso mia figlia, ero così distrutta…e poi un paio di mesi fa Rick si è presentato alla mia porta raccontandomi tutto quello che suo padre aveva fatto per togliermi la bambina e allontanarci...”continua Jane senza smettere di piangere.
Angela le si avvicina e le prende le mani.
“Non sono arrabbiata Jane, ne tanto meno delusa. Mi dispiace solo non essersi stata per te in quel momento…sei così forte figlia mia, sei una donna di successo ed una madre splendida! Ora…posso conoscere meglio mia nipote?” Sottolinea con un sorriso dolce mentre Frank si alza dalla sedia e si avvicina a sua moglie.
“Tua madre ha ragione Janie, avrò anche fondato la Rizzoli&Co ma sei stata tu che ne ha fatto quello che è adesso. Sono così fiero di te bambina mia, e sto per diventare nonno tre volte, che posso desiderare di più?” Sbuffa ridendo mentre si avvicina per abbracciare sua figlia.
“Oh…papà…” sussurra mentre l’uomo le bacia la testa.
“Dai…” la incalza asciugandole gli occhi con dita callose “Presentaci come si deve…” Jane annuisce e si ricompone.
“Micol, Poppy, venite qui…” dice con voce tremante.
Le bambine si alzano dal divano e si avvicinano a lei.
“Poppy Grace…questa bambina è tua sorella, si chiama Micol Luna e ha undici anni…” Poppy sgrana gli occhi guardando confusa tra sua madre e la ragazzina.
“Sorella?” Sussurra guardando per terra “Come te con i miei zii? È figlia di Dean anche lei?” Domanda curiosa mentre Jane deve trattenere una smorfia al nome di quel maledetto.
“No tesoro, quando ho avuto Micol ero giovane e non conoscevo Dean ma questo non la rende meno tua sorella…” sottolinea per vedere a reazione della figlia.
Poppy resta in silenzio cercando di assimilare tutto, poi una domanda strana le attraversa la mente.
“Ti piace il basket, Micol?” chiede con voce seria quasi sfidandola. Micol s’illumina alla parola basket.
“Certo che si, lo adoro e ci giocavo a San Francisco!” risponde entusiasta.
Poppy Grace annuisce soddisfatta sfoderando un sorriso luminoso.
“Sei proprio una Rizzoli allora…piacere di conoscerti Micol!” la ragazza la guarda scioccata e le tende la mano.
“Piacere mio, Poppy…se vuoi possiamo giocare insieme qualche volta quando ti vengo a trovare…” Poppy guarda sua madre non capendo.
“Micol non rimane con noi? È mia sorella, non voglio che vada via…” dice la bambina abbattuta. Tutta la scena si è svolta lasciando gli adulti basiti.
Jane è rimasta di sasso, aveva immaginato drammi, lacrime e porte sbattute ma non questo. “Se Micol vuole, può restare Poppy, ma lei ha la sua casa e suo padre…credo le mancherebbe…”. “Voglio restare qui, con te e Poppy!” Sbotta Micol in uno slancio di coraggio “Amo il mio papà e lo vedrò molto spesso ma anche voi siete la mia famiglia…” sussurra abbassando la testa.
Poppy prende la situazione in mano, non le piace vedere sua sorella piangere.
“Puoi dormire nella mia stanza finché la mamma non fa una stanza tutta tua! Ti va di vedere la mia camera? Ah…abbiamo un gatto, si chiama Mister Pomeroy e…” continua Poppy prendendo Micol per mano e quasi trascinandola al piano di sopra.
Jane non fa in tempo a dire nulla che le sue figlie sono già sparite ridacchiando.