Chapter Text
PREMESSA (DELLA PREMESSA)
Ringrazio il Maestro Eiichirō Oda per aver creato questa meravigliosa storia e molti content creator (Ronin93, SommoButa, Bike&Raft e tanti altri) che, con i loro video, mi hanno trasmesso la passione di ideare teorie. Non sono molto aggiornato sulle ultime saghe (sono ancora rimasto ai tempi di Wano e un po’ di Egghead), ma ciò che non so l’ho cercato di reintrodurre, rimanendo il più fedele possibile allo spirito dell’opera.
PREMESSA
Salve a tutti i fan di One Piece! Mi chiamo “Ansem il Saggio”.
Vorrei condividere con voi una sfida personale: creare una ciurma in grado di rivaleggiare con Cappello di Paglia e i suoi compagni. Dato che più è complicata una sfida, più è divertente, mi sono imposto delle regole ferree:
- Quote Rosa: Ciurma composta solo da ragazze, eccezion fatta per un membro… indovinate contro chi combatterà?
- Nessun Fruttato: Tutti sanno usare l’Haki del Re (Espansione del concetto – Re del proprio settore).
- Lore: Coerenza interna con l’opera e ampliamento dei misteri.
Se volete imbarcarvi in quest’avventura, seguite i Capitoli Segreti di Marijoa.
Buona lettura.
IL CAPITANO
Monkey D. Estia
Estia è una ragazza di 20 anni, dai capelli corvini e dagli occhi neri profondi come il mare. Ha ereditato la D. dalla madre (Monkey D. Atena) insieme alla forza smisurata e all'avventatezza. Il suo carattere vulcanico e assetato di giustizia è più legato all’influenza paterna (L’attuale Grande Ammiraglio Sakazuki).
Nemmeno io ci potevo credere! Il sangue di due Marine di altissimo livello scorre nelle vene del capitano di questa terrificante ciurma.
Ma partiamo dal momento in cui ha preso la decisione di solcare i mari: la battaglia di Marineford. In quell’occasione ha scoperto l’impotenza del suo mito, Monkey D. Garp, e la spietata determinazione del padre. Quell’evento l’ha spinta a salpare per il mare e a dirigersi verso il Nuovo Mondo con l’obiettivo di diventare il nuovo eroe della Giustizia.
Non riuscendo a sopportare la sottomissione della Marina al governo mondiale, ha deciso di intraprendere una via diversa da quella dei genitori e del cugino. Lei ha scelto di diventare la nemesi del re dei pirati: la cacciatrice di taglie più forte al mondo. Le sue parole alla madre mentre scappava con la sua barca a remi: “Non sono una pescatrice di pesciolini, ma una cacciatrice di pesci grossi.” Perciò, come primo obiettivo, ha deciso di catturare uno degli attuali quattro imperatori. Tra tutti i pirati, però, Luffy è il suo problema più grande perché non sa cosa fare con lui: spazzarlo via come farebbe con tutti gli altri criminali, oppure gonfiarlo di botte e sbatterlo in una cella finché non accetta di diventare un membro rispettabile della famiglia. Estia inizia la sua avventura a bordo di una piccola imbarcazione, ma ben presto si rende conto di non avere la più pallida idea di come si navighi in mare aperto… (è proprio una Monkey D.).
LE ORIGINI DEL PUGNO DELLA GIUSTIZIA
Estia è esperta nel corpo a corpo. Il suo colpo più potente è il pugno che fa tremare i cuori e sbriciola le montagne: “Giustizia divina” (Absolute Justice). A differenza di molti membri della sua famiglia (perlopiù materna), però, Estia combatte anche con la testa; infatti, un’altra tecnica molto potente e ad ampio raggio è la “Terror-moto” (Justice Earthquake): infila la mano nel terreno e la estrae con tutta la sua forza creando un terremoto che devasta l’area davanti a lei e annienta orde di nemici in pochi secondi.
Dalle mie informazioni, però, ho scoperto dell’altro. Atena redigeva rapporti per valutare le attitudini della figlia (ancora una ragazzina) in vista del suo futuro ingresso in Marina. In questi resoconti (che ho avuto sottobanco da un membro dell’Armata Rivoluzionaria, del quale, per il momento, voglio mantenere l’anonimato) ho scoperto qualcosa di incredibile. Estia, nel sonno, spesso ripeteva un nome che per lei e per i suoi genitori non aveva alcun significato: Atlas. Se un ex-marine esperto come Atena, ha ritenuto che questa informazione andasse trascritta, voleva dire che non era solo un fattarello da bambini.
Ho preso questo nome e ho fatto indagini, recandomi in luoghi pericolosissimi, per ricostruire la storia del nostro mondo. A voi lettori il giudizio, ma sappiate che sono il frutto di documenti incompleti e di informazioni frammentate, ma strettamente e stranamente interconnesse.
Il MISTERO DI ATLAS
Quasi 900 anni fa, il nostro pianeta è stato sconvolto da un evento incredibile. Dal cielo è caduta un’isola! Un’isola speciale, fatta di ferro e di metalli che non saprei descrivere. Si è adagiata sulle acque e, nonostante l’immensa stazza, non affondava. Alla base c’erano enormi fiamme che quasi facevano bollire l’acqua sottostante. L’isola di ferro si è posata sulla superficie marina e perfino i possenti Re del Mare sembrano animali di taglia media rispetto al misterioso oggetto. Se la parte inferiore dell’isola era sorprendente, la parte superiore non era da meno: immensi cilindri di vetro e un giardino verdeggiante erano coperti da una sorta di cupola anch’essa di vetro. Poco è rimasto della descrizione interna dell’isola, ma un nome (seppur sbiadito) si può ancora intravedere nei documenti: Atlas Nerona. Poco so di lui, eccezion fatta per i suoi occhi rossi a spirale e la natura longeva. Vivendo a lungo ed essendo saggio, era stato scelto come guida e sovrano di quel popolo proveniente da un luogo lontano.
Arrivato sul nostro pianeta, Atlas aveva subito iniziato a stringere contatti con i nativi per instaurare una convivenza pacifica. I primi dieci anni furono un periodo prospero: i visitatori condividevano (alcune) conoscenze tecnologiche e culturali con noi terrestri e noi offrivamo ospitalità al popolo del cielo. Si dice addirittura che Atlas abbia insegnato a una sirena a comunicare con i Re del Mare. Il segreto di questo benevolo sovrano era l’abilità innata di agire sul suo subconscio tirando fuori il meglio di sé anche nei momenti critici.
Tra tutti gli abitanti del nostro pianeta, però, questo sovrano aveva stretto amicizia con due persone di un popolo molto particolare: Monkey D. Binks e Nefertari D. Lili.
Binks era un uomo sorridente e solare che prendeva tutto per scherzo. Atlas lo ammirava perché era il suo opposto. Lui non era oppresso dalle responsabilità del comando. Binks, diceva Atlas, era leggero come l’aria e allegro come il sole. Anche Binks considerava Atlas un grande amico, tanto da chiamarlo fratello e stringere con lui un patto di sangue.
Lili, invece, era la più bella sovrana del mondo, amata dal suo popolo e rispettata dagli altri sovrani. Lili e Atlas si capivano all’istante perché conoscevano il peso del comando e la responsabilità di proteggere chi aveva fiducia in loro. Binks era quello del trio che riusciva a far dimenticare i vincoli e ricordare agli altri due che non erano solo sovrani, ma persone (anche se uno dei due proviene dallo spazio).
Un giorno, per dimostrare la sua amicizia verso Binks, Atlas gli prepara un dono che non aveva mai concesso a nessun altro popolo di questa terra: gli offre un frutto dei loro alberi sacri: il loro cibo più prezioso. Il popolo di Atlas coltivava frutti meravigliosi dalle forme bizzarre, ma dal sapore incredibile. Atlas aveva scelto il suo frutto preferito perché era leggero e riscaldava il cuore, proprio come il suo amico. Inspiegabilmente, quando Binks dà il primo morso, le sue braccia si allungano e i capelli diventano bianchi. Binks, invece di preoccuparsi come il suo amico, si mette a ridere e a fare espressioni buffe. Sia Lili che Atlas non riescono a trattenere né le risate né le lacrime. Per suggellare la loro amicizia eterna, Binks propone un brindisi con il suo liquore preferito: tre calici, tre amici e… purtroppo un tragico destino comune.
IL DIAVOLO INGANNATORE
Purtroppo, non tutti erano felici della convivenza tra i popoli che Atlas, Lili e Binks volevano instaurare. Uno tra tutti era invidioso dell’amicizia tra l’uomo che voleva vivere libero (autoproclamandosi pirata) e il sovrano saggio: Davy D. Jones. Quando Jones seppe degli straordinari poteri che Binks aveva ricevuto, andò su tutte le furie e approfittò della bontà (e direi anche dell’ingenuità) del ragazzo per farsi rivelare l’origine del suo potere. Binks, essendo trasparente, aveva rivelato l’esistenza dei deliziosi frutti del popolo di Atlas.
Jones, avido di potere, era arrivato al cospetto del sovrano, armato di adulazione e lusinghe, ma Atlas lo aveva cacciato via, non sopportandone la presenza e intuendo il male che albergava in lui. L’uomo, offeso nell’orgoglio, aveva giurato vendetta contro Atlas, ma nessuno avrebbe mai immaginato il seguito.
Jones inizia a cercare aiuto tra i sudditi di Atlas per portarli dalla sua parte. Ne trova cinque che erano stufi di dover sopportare la mediocrità dei terrestri, ma soprattutto trovavano insopportabile il rispetto che Atlas portava verso quei popoli. Jones sapeva bene che Atlas era forte e temuto (oltre che rispettato), ma aveva un piano. Con l’aiuto dei cinque traditori, ruba una specie di ciascun frutto coltivato a bordo della nave e li trasporta sulla terraferma. Tra tutti, quello che sceglie per sé è un frutto violaceo e, non appena lo morde, il suo corpo inizia ad emanare un fumo nero. Jones scopre di riuscire a divorare ciò che lo circonda. Il suo clan e altri suoi sottoposti mangiano i frutti, diventando molto forti.
Il piano di Jones, però, è più contorto e malvagio. Inizia a diffondere la voce secondo cui Atlas sia un sovrano tirannico che sta tramando nell’ombra per distruggere il pianeta. La voce raggiunge rapidamente le orecchie di Atlas, che rimane profondamente ferito dalla notizia. Lili decide di tornare nel suo regno, promettendo di parlare con gli altri sovrani e di smentire tali false accuse. Atlas la lascia andare, ma è troppo tardi. La vera arma segreta di Jones è il nome dell’isola metallica: Uranus.
Jones e i suoi si presentano al cospetto di Atlas potenziati dai frutti. Il sovrano, per la prima volta, si infuria. La sua rabbia, però, diventa terrore quando Jones menziona il motore che alimenta l’isola: la Mother Flame. Quel potere è così pericoloso che solo lui e cinque dei suoi sudditi ne sono al corrente. In quel momento, i traditori fanno la loro comparsa. Atlas, con le spalle al muro, usa il proprio potere per imporre la propria autorità e piegare i nemici, ma finisce nella trappola di Jones. Lui, infatti, aveva previsto questa reazione e aveva fatto trasmettere la scena tramite lumacamere alle famiglie reali che, vedendo il comportamento tirannico del sovrano, si erano convinte che le voci fossero vere. Tra quelle nazioni c’è anche Alabasta. I regnanti spaventati decidono di interrompere i loro rapporti con l’Isola di ferro. Jones è pronto per la mossa finale: spiegare che il segreto dei frutti gli è stato rivelato da Binks. Atlas, sentendosi tradito dal suo migliore amico, rilascia tutto il suo potere, ma questa volta non tira fuori la sua saggezza, bensì il suo lato oscuro. I cinque sottoposti di Atlas si inchinano subito chiedendo perdono. Il loro sovrano non mostra la solita compassione e li trasforma in creature che attaccano Jones e i suoi scagnozzi, che non riescono a contrapporsi ai cinque mostri terrificanti. L’isola inizia a fluttuare e, a un certo punto, viene sparato un proiettile di luce che illumina per diversi giorni una zona vicino a Mariejoa la capitale del pianeta. Quell'area oggi è nota come il triangolo formato da: Impel Down, Quartier Generale della Marina, Enies Lobby. Atlas comunica che non intende andarsene e che chi proverà ad attaccarlo verrà spazzato via. Tutti i regnanti restano terrorizzati dal potere del regno di Atlas e decidono di formare un’alleanza di venti nazioni per tentare di dialogare con Atlas.
LA CADUTA DEL RE
Jones è riuscito a screditare il re saggio, mostrando un lato del suo carattere che nessuno aveva mai visto, ma ora deve affrontare la sua furia. Perciò, si rivolge all’unica persona che può tenere testa ad Atlas: Binks. Il suo asso nella manica è dirgli che Atlas è impazzito e che solo lui può salvarlo. Binks si precipita dal suo amico, seguito dai molti popoli pronti a dialogare per riportare la pace sul pianeta o, comunque, per cercare di placare Atlas.
Il sovrano vede il suo amico avanzare verso di lui, seguito da molti popoli, ma fraintende le sue intenzioni. Lui non vede il fratello di sangue, ma un leader, armato di lancia e spada, pronto a combattere contro di lui. Purtroppo, non sapeva che quelle che lui chiamava armi erano, in realtà, doni di un guerriero ad un amico. In quel momento la Psiche di Atlas collassa e ciò che tira fuori è la sua rabbia più cieca, una malvagità che ha una sua volontà: Im. Si lancia contro i nemici con un’energia devastante che travolge tutti e fa tremare il mare. La battaglia è violenta e devastante: Im e i cinque schiavi contro l’alleanza dei popoli. Binks viene gravemente ferito e costretto a ritirarsi, mentre l’alleanza è sconfitta. Im si trova davanti a Jones che, prima di morire, gli promette che tornerà per prendersi tutto. Il demone, per punire lui e tutto il pianeta, decide di attivare la piena potenza dell’arma di Uranus, ma Atlas si oppone al suo lato oscuro e riesce a prendere il controllo del suo corpo un’ultima volta facendo inabissare l’isola. L’acqua marina allaga la struttura portando alla distruzione del giardino degli alberi sacri. Il sovrano lascia la struttura che si inabissa e, mentre nuota, parte del sangue che sgorga dalle ferite si cristallizza formando un idrominerale. Prima di essere sopraffatto dal suo lato oscuro, Atlas maledice tutti coloro che hanno mangiato i frutti del popolo, ribattezzandoli “Frutti del Diavolo” (legandoli al tradimento di Jones). Im cerca di divorare completamente l’anima di Atlas, ma lui riesce a sigillare la sua coscienza, impedendo al demone di accedere alle informazioni segrete del suo popolo e, soprattutto, di attivare Uranus. Im, infuriato, usa la tecnica psichica più potente del Re: l’Haki dell’oblio. Questo potere riscrive la memoria di tutte le persone del pianeta. Solo un popolo riesce a resistere all’abilità del Re (il popolo della D). Il loro segreto è la volontà ereditata.
NUOVO MONDO – VECCHIE PROMESSE
Im decide di ricostruire un nuovo ordine mondiale sulle macerie del vecchio mondo, devastato dall’inabissamento di Uranus. L’isola, infatti, non è solo affondata, ma è letteralmente entrata nella crosta terrestre, scatenando terremoti ed eruzioni vulcaniche che hanno modificato in modo drastico l’aspetto del pianeta. La beffa finale di Im contro Atlas è rendere ufficiale l’alleanza delle venti nazioni, dichiarando di aver sconfitto un regno misterioso e così pericoloso da meritare la cancellazione... e con esso ogni traccia del suo alter ego. Nasce, in questo modo, il Governo Mondiale… nasce il finto trono vuoto… così nasce la più grande menzogna mai raccontata. In questo oscuro resoconto di tradimenti e dolore, tuttavia, brilla ancora una luce: quella di Binks. Le cronache ufficiali raccontano solo di una promessa fatta a una Principessa Sirena, ma scavando più a fondo ho scoperto che le promesse sono ben tre.
La seconda promessa fu fatta a Jones, prima di essere inghiottito dalla sua stessa oscurità: “Quando tornerai, sarò lì per fermarti”. Per mantenere il giuramento, Binks aveva infuso il suo desiderio di libertà assoluta nel frutto di Nika. Sapeva che solo la luce splendente della libertà poteva opporsi all'oscurità che brama di divorare ogni cosa e che solo la gioia della risata può spezzare le catene della disperazione. Così lasciò quel potere latente per secoli, in attesa dello spirito giusto.
La terza promessa, e forse la più dolorosa, fu sussurrata allo spirito di Atlas mentre Im prendeva il sopravvento: “Tornerò per salvarti, fratello”. Binks comprese che il dolore aveva generato il mostro dell'oblio, un'entità che non teme nulla se non il passato che torna. Affidò quindi questa volontà di salvezza alla sua stessa linea di sangue, consapevole che solo la memoria può spezzare le catene della paura.
Al giorno d'oggi, il destino ha finalmente mantenuto quelle promesse. Le due volontà si sono incarnate in due cugini che non potrebbero essere più diversi: Monkey D. Luffy ha risvegliato il potere di Nika e dovrà opporsi all’oscurità dell’erede di Jones (reincarnata in Barbanera); mentre Monkey D. Estia ha ereditato la volontà di salvare il fratello perduto e il cuore di un antico segreto. Sembra che solo la memoria di Binks sappia come fermare Im senza distruggere Atlas… e quella memoria vive ora nel Capitano dei Pirate Slayers.
LA PARTENZA
Estia guarda la villa in cui è cresciuta; nonostante le sue dimensioni, è diventata troppo piccola per il suo sogno. Butta i remi sulla barchetta di legno e fissa il sole che sorge. Nella sua mente sente una voce: “Voi dovrete mantenere le mie promesse… disperdi l’abisso dell’oscurità con la luce del sole… spezza le catene dell’oblio con la memoria del cuore…”. Non sa da dove venga quella voce, ma sa solo che la sua giustizia è legata ad un nome. Prende fiato e urla quel nome a pieni polmoni: ATLAS!
Mentre sale a bordo della barchetta, sente delle urla terrificanti provenire dalla villa. Si gira e vede una scrivania volare fuori da quella che era la sua camera da letto. Il nome di Estia riecheggia per tutta la casa e la ragazza inizia a remare con tutte le sue forze. La riva si allontana, ma qualcosa cade vicino alla sua barca. Estia stropiccia gli occhi e vede la madre che le sta lanciando contro delle palle di cannone e le ordina di tornare indietro perché deve diventare un Marine. La ragazza raccoglie tutte le sue forze e inizia a remare con più energia. La barchetta salta sulle onde del mare come una rana su uno stagno finché esce dalla portata delle cannonate di Atena. La madre osserva la figlia svanire all’orizzonte e sorride: “Spero che troverai quell’Atlas, ma so che combatterai per la Vera Giustizia…”
