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12.Post Mortem
Era di nuovo bloccato dentro se stesso, Isaac cercò di urlare, di muoversi, ma l’oscurità lo stringeva con sempre più forza.
Le parole di Tyler gli rimbombavano in testa…
Una brava bambola… Una brava bambola… una BAMBOLA…
NO! Non lo era e non lo sarebbe mai stato.
Era di nuovo steso sul tavolo operatorio, mentre il suo cuore malato veniva reciso…
NO!
Aveva impugnato la sua esistenza e non avrebbe più ceduto a nessuno il controllo.
Rabbia e disperazione lo riempirono…
Si aggrappò a ogni emozione compressa fino a quel momento e finalmente lo avvertì pulsare sotto la pelle il potere di DaVinci forte come non mai.
Ebbe l’impressione di sentire il grido strozzato della Mortuaria anziana e rise prima di riprendere conoscenza.
Isaac…
Qualcuno lo chiamava?
«Isaac apri gli occhi…»
Il mondo lentamente riaffiorò dalle tenebre e il DaVinci si ritrovò a fissare un giovane se stesso carico di ansia… No… Non stava guardando il giovane Isaac ma Lance.
Il Normie era chino su di lui e teneva la sua testa poggiata sulle gambe.
Quando Isaac sbatté le palpebre il ragazzo quasi scoppiò a piangere. «Temevo che non ti saresti svegliato più… Tyler ti ha gettato nella mia cella con così tanta rabbia… Credevo che…»
Il DaVinci cercò di radunare i pensieri…
Ricordò Arthur che lo guardava ferito mentre si ritrovava obbligato a lasciarlo alla mercè dei suoi aguzzini.
Rammentò i suoi occhi di tempesta, quasi avevano emesso dei lampi quando Isaac gli aveva urlato di andare via, imponendosi sulla sua volontà.
Forse finalmente Arthur avrebbe capito che non meritava la sua compassione, il suo affetto… Il tradimento, quello… Meritava le pugnalate di Billy e di Tyler…
Quando Lance si allungò verso di lui con sguardo preoccupato Isaac si chiese ancora cosa ci facesse là…
Immaginò il ragazzo ribellarsi a Behemoth e gettarsi stupidamente in mezzo al pericolo… Pensando forse di salvare Tyler?
Doveva esser stata amara la scoperta della verità…
E quanto doveva aver sofferto Arthur dinanzi alla sua impossibilità di salvare il fratello… Ancora una volta… Intangibile, muto…
L’idea del suo grido silenzioso spezzava ancor di più il malmesso cuore di Isaac.
Il DaVinci scrutò il Normie che gli stava cullando la testa con gentilezza, appariva pallido ed emaciato… Lividi apparivano sul suo collo … E netti i segni di numerosi morsi marcavano la sua pelle.
Il Normie chiuse gli occhi come avvertendo i pensieri del DaVinci «Mi hanno lasciato vivo solo per essere di nutrimento per gli alleati di quella che chiamano la Regina dei morti…»
Isaac fremette di rabbia… Anche l’affetto di Tyler per Lance era stata una menzogna? Un abile costrutto per ingannarlo?
«Korov’Ev è solamente una vecchia dannata Mortuaria, nulla di più… Non è una regina e di certo non è padrona della Morte, non so dove sia la Vecchia signora ma Presto o tardi tornerà…»
E rimetterà ogni cosa a posto… Rimetterà me e Arthur nel luogo a cui apparteniamo… le profonde acque dello Stige…
Isaac avrebbe voluto stringere il ragazzo a sé ma si sentiva ancora così debole, la lotta per strapparsi alla presa della Mortuaria Anziana era stata estenuante.
Lance però parve intuire e lo strinse in un caldo abbraccio.
Isaac deglutì mentre i suoi pensieri scivolavano verso quei riccioli castani e quello sguardo tempestoso, non meritava quel calore… Si sentiva un ladro, aveva portato via Arthur non solo alla morte ma anche a quelle braccia, e nonostante tutto continuava a desiderare nel profondo di trattenere il suo spettro vincolato a se, chiedergli di potersi rintanare in lui per sfuggire a quel dolore che Tyler gli aveva inferto.
«Mi dispiace… Per Tyler…»
Isaac chiuse gli occhi e si lasciò finalmente andare alla disperazione…
Aveva perso definitivamente ogni cosa…
Non osava chiedergli di chi si era lasciato indietro, della morte di Deke o di Behemoth… tutta sola in quella casa spettrale… In compagnia di una pallida ombra… Athur… Isaac tornò di nuovo a pensare a lui, al suo spettro e a come il suo spirito combattivo avrebbe reagito a quella sfida…
Per un brevissimo momento Isaac si era visto sfidare la morte fianco a fianco con Tyler… riprendersi il corpo di Arthur e… Non aveva proprio pensato cosa sarebbe accaduto dopo…
Si era lasciato ingannare dal suo cuore… Aveva osato amare ed era andato in pezzi…
Era troppo debole, ancora una volta un fragile ragazzino senza forze…
Aveva davvero creduto che Tyler lo amasse, che avesse accettato di aiutarlo…
Aveva deluso Behemoth… Deke e anche sì… il suo dannato Normie, Arthur. Nonostante morto da più di un anno lo aveva tratto in salvo così tante volte senza alcun potere… e Isaac invece? Nel momento decisivo, quando avrebbe finalmente potuto ricambiare se lo era lasciato sfuggire e non aveva neanche il coraggio di dirlo a Lance…
Scusa se non ti ho detto di averlo stretto a me… Scusa di avertelo rubato… Scusa se non sono affatto intenzionato a lasciarlo andare… Di non averti nemmeno detto che è morto da un anno… Di non essere riuscito a riportarlo indietro…
Infine Tyler… Il giovane Hyde probabilmente non lo aveva mai davvero amato, o forse Isaac non era mai stato in grado non solo di esprimere amore ma anche di riconoscerlo…
Era solo, ancora una volta nella morte…
Alla fine era tornato a quella stanza, dove la frattura aveva divorato tutto quello che contava davvero per lui…
Behemoth era rimasta seduta di fronte a quel marchio scuro che feriva quella vecchia carta da parati.
Allo spettro la mortuaria sembrava improvvisamente più giovane di lui, stanca di tutto.
Arthur le sedette accanto e ripensò a quel tornado di avvenimenti che lo avevano travolto in una manciata di respiri.
Aveva cercato di fermare Lance ma era stato costretto a vedere le sue mani stringere solamente il vuoto. Non aveva potuto far niente per impedire che lo trascinassero via ed era crollato.
Si era rannicchiato in un silenzioso dolore a cui non poteva dar voce.
Solo dopo un po’ si era deciso a rialzarsi, sarebbe voluto andar via, fuggire ma una forza lo vincolava a quella casa…
Era condannato a vagare come uno spirito errante per quella spettrale villa abbandonata.
Tornato alla ferita della realtà era rimasto due passi indietro alla giovane mortuaria
«Cosa pensi di fare?»
Arthur sussultò e quando la ragazza lo guardò Arthur si accorse che gli occhi della ragazza si puntavano dritti nei suoi.
Il ragazzo aprì la bocca poi si portò il pugno destro al petto e la guardò con disperazione.
Cosa voleva? Lottare! Tornare nella morte e riprendersi il proprio cuore, rivoleva la sua spada… Combattere.
La mortuaria si protese verso lo spettro e poggiò la mano sul collo del ragazzo, lui non si sorprese che lo potesse toccare… In fondo era una mortuaria esattamente come Korov’ev.
Lei gli sorrise mentre il suo sguardo si incendiava.
«Sono d’accordo con te, combatteremo e metteremo a ferro e fuoco fino a trafiggere la morte stessa!»

«Ringrazia che non mangi cose putrefatte dannato Zombie! Ma fammi ancora una volta uno scherzo simile dovranno riassemblarti come un fottuto puzzle di carne…» ringhiò il vampiro scagliando Isaac contro la parete.
Il DaVinci sputò un grumo di sangue e gli regalò un sorriso beffardo beandosi dei segni ancora evidenti che il suo potere avevano lasciato sul corpo del succhiasangue.
«La tua è una promessa?» sussurrò Isaac con un mezzo sorriso sghembo.
Il vampiro non ebbe tempo di rispondere, Isaac ignorò il cigolio doloroso del suo cuore e convogliò la sua energia nel proprio potere.
Ignorò anche la voce di Lance che lo supplicava di fermarsi…
Rivedeva Arthur, un’ombra prigioniera tra i vivi imprigionato in quella casa maledetta… Ricordò Tyler… La promessa e il tradimento…
Se anche fosse morto ancora chi lo avrebbe pianto?
Forse Behemoth, forse almeno lei lo avrebbe nuovamente cercato tra i dimenticati…
Se fosse stato in perfetta forma lo avrebbe di certo fatto esplodere, ma il suo cuore scricchiolò dolorosamente, la sua luce sfarfallò ed esitò.
Si aggrappò al ricordo di Arthur, alla sua luce… Si sentì stupido…
Finiva sempre per consumare tutto ciò che amava trascinandolo nell’oscurità.
Se non fosse mai risorto Tyler non avrebbe perso sua madre, non si sarebbe vincolato a un essere abominevole come Korov’Ev… E Arthur probabilmente non si sarebbe spento come una flebile candela in quella casa…
Esitò solo un attimo e liberò dalla presa del potere del DaVinci il vampiro gli si avventò contro e lo morse, salvo vomitare disgustato dopo poco, evidentemente la morte che aveva così profondamente segnato il corpo del DaVinci lo aveva reso indigesto al succhiasangue.
Isaac rise «Stupida sanguisuga…»
La sua risata si fece gorgogliante… Stupido succhiasangue, quei colpi dovevano avergli rotto le costole perforandogli un polmone.
«Stupido inutile succhiasangue lei vi farà a pezzi…»
Isaac immaginava Behemoth, mentre entrava in quella cella come una furia assieme a Arthur e irrazionalmente immaginò anche Tyler che libero dal vincolo con Korov’ev.
Ma la realtà lo colpì con un violento pugno al volto, poi le dita del vampiro si chiusero ad artiglio attorno al suo cuore spezzato.
Era la fine… Ironico e stupido morire ancora una volta allo stesso modo…
Il vampiro però non parve soddisfatto, le sue zanne affondarono con rabbia nella carne del suo braccio staccando di netto la sua nuova mano destra.
Le grida di Isaac si fusero a quelle di Lance che invocava disperato il suo nome.
Improvvisamente calò un macabro silenzio, per un istante nessuno parlò mentre l’arto cadeva a terra e il metallico odore del sangue impregnava l’aria.
Per un breve folle momento Isaac credette di udire anche Tyler urlare assieme a lui… Come poteva la connessione tra loro essere ancora tanto salda?
Morire soffrendo assieme poteva essere un sollievo? Si chiese se anche Arthur avesse avvertito qualcosa… Se sarebbe svanito come polvere nel vento e questa consapevolezza accentuò il suo dolore.
Poi il vampiro gli fu strappato di dosso sollevato verso il soffitto da un gigantesco Hyde per poi andare in pezzi.
Isaac ansimava senza fiato mentre il battito incerto del suo cuore artificiale gli feriva l’anima.
Billy si chinò su di lui una volta ripresa la forma umana, i suoi occhi di tenebra parevano colmi di preoccupazione.
Isaac immaginò che le sue condizioni dovessero essere alquanto brutte dalle imprecazioni che l’anziano Hyde si lasciò scappare.
«Deke…» furono le sole parole che gorgogliarono dalla gola di Isaac.
L’Hyde per poco non gli crollò addosso tremante. «Non ho pensato… So che non ti sorprenderà sentirlo… Non pensavo che… Quando ho accettato il patto con Korov’ev non credevo che ci saremmo avvicinati… E poi ero comunque certo che sarei riuscito …» Isaac d’istinto lo strinse in un abbraccio, lo capiva… Come nessun altro avrebbe mai potuto fare mai…
Aveva tradito così tante volte pensando di essere giustificato da un fine troppo importante… Si era detto di aver pensato a tutto e di non aver avuto scelta… La verità la vedeva ora nelle parole di Billy. NO, NON AVEVA PENSATO DAVVERO e altri avevano sofferto per questo.

Arthur strinse i pugni e li batté sulle gambe, nella morte il suo spirito aveva una consistenza quasi viva… Quasi ma non del tutto…
Quasi vivo… Ma sempre morto… Un pallido spettro senza voce...
Come poteva un’ombra salvarli entrambi?
Behemoth lo osservava in silenzio.
«Temo che il marchio che mia madre ha impresso alla tua gola sia più potente di quanto pensassi…»
Arthur scrutò la mano che la Mortuaria gli porgeva e si trasse in piedi.
La morte si plasmava attorno a loro, odiava che quel luogo gli fosse così familiare… Un anno in quel luogo senza alcun senso gli era parso durare una vita intera.
Un paio di volte era riuscito a manifestarsi tra i vivi, soltanto per scorgere Lance…
Pensarlo nella morte, in quel Non Luogo circondato da quelle… COSE… lo riempiva di orrore…
Era stato quasi felice di morire se Lance fosse stato salvo…
Lo spazio attorno a loro iniziò a riacquisire consistenza e tra le ombre Arthur lo vide, evocato come dai suoi stessi ricordi.
Lance avanzava verso di lui, alle sue spalle Billy sorreggeva un malmesso Isaac.
Arthur lasciò scorrere lo sguardo da su fratello Lance ad Isaac… poteva sentire il cuore meccanico del DaVinci battere in modo frammentato e stridente…
«La prossima volta che cerchiamo di ingannare mia madre sfruttando le tue scelte incaute dovremo prestare più attenzione alla pianificazione!» Borbottò la Mortuaria scrutando il pallido volto di Isaac. «Confidavo che lo proteggessi meglio, come anche Lance e… Speravo che non ti perdessi per strada il nostro giovane Hyde…»
Billy sollevò a fatica un ciondolo «Non ho del tutto fallito, non ho trovato un modo di evocare la Morte stessa per confinare Korov’Ev in profondità tra le acque dello Stige, ma ho trovato questo tra le sue cose…».
Arthur scrutò il ciondolo con il gigantesco rubino incastonato al centro, fu Isaac a dar loro la risposta. «L’Occhio di Ra, si dice che svincoli da… Qualsiasi patto, dominio… Controllo… Svincolerebbe Tyler dalla necessità di un padrone…»
Lance accelerò il passo e si gettò addosso al fratello, senza dargli il tempo di reagire affondò le dita tra i suoi ricci e reclamò la sua bocca con foga.
Arthur non riuscì ad abbandonarsi, il suo sguardo rifuggiva oltre verso Isaac spezzato e sofferente… Si chiese come potesse una semplice anima dilaniarsi quasi fino a strapparsi finendo in mille parti. Avrebbe voluto sostenere entrambi e questo desiderio lo lacerava.
Lance lo discostò con forza guardò prima Isaac poi lo sguardo di Arthur sempre più carico di pioggia e dolore.
«Perché sei qua? Perché guardi Isaac in questo modo? Perché… Perché sei così freddo…»
Arthur aprì la bocca e la richiuse, non sapeva se avrebbe trovato le parole anche senza che la sua voce fosse vincolata dal marchio della morte.
Aprì e chiuse la bocca mentre lacrime di frustrazione gli bruciavano gli occhi.
Non riesco a farne una giusta… Sono un fallimento… Ancora e ancora…
Sillabò con la bocca priva di voce verso Isaac citando le sue stesse parole ma aggiungendo un doloroso Sono solamente un’inutile ombra…
Adesso era lui a desiderare di sprofondare per sempre nell’oblio della morte.
Isaac si distaccò da Billy e zoppicando con il fiato rotto sussurrò con un mezzo sorriso. «No, non lo sei… Non finché stai ancora lottando per chi ami!»
Ad Arthur scappò un mezzo sorriso ma Lance lo strattonò per un braccio.
«Arthur che succede perché non mi parli?»
«Non può parlarti perché è morto!» esclamò Tyler emergendo come una lacerazione in quella Non Realtà.
Isaac vacillò come se avesse perso ogni forza ma Arthur lo abbracciò rapido facendosi completamente carico del suo peso.
Dall’altro lato la stretta di Lance esitò e Arthur lo afferrò di rimando per trascinarlo a se ritrovandosi stretto tra Isaac e Lance, ergendosi tra loro e l’armata morta di Korov’ev che avanzava verso di loro, capeggiata dall’anziana mortuaria.
Al suo fianco Tyler li scrutò con sguardo vuoto e ripeté con durezza. «Lui è già morto da più di un anno e nessuno di loro sapendolo ti ha detto niente, ma sorridi… Presto nessuno di voi farà più parte del mondo dei vivi!»
Behemoth si era spostata al fianco del suo Hyde ma Billy non osava incrociare il suo sguardo.
«Arthur Morningstar è morto da un anno, il mio caro zio si è nutrito della sua energia nella morte sin dal loro primo incontro, avvenuto molte lune fa… Per questo conosceva il suo nome…Ha banchettato con il suo corpo e la sua anima a lungo eppure fingeva di non conoscerlo e lo ritieni ancora tuo amico? Behemoth ha preso da te quello che voleva senza dirti la verità, credevi ti amasse? Infine Billy… Io stesso… Abbiamo finto amicizia nei tuoi confronti tenendoti volutamente all’oscuro…» proseguì il giovane Hyde con lo sguardo velato. «Mi servivi, come strumento contro coloro che si sono finti tuoi amici, contro il tuo amante… Per questo ti abbiamo preservato… Per nessun altro motivo… Per volontà del nostro prezioso Corvo che ci guiderà a regnare su tutti i Mortali…».
Arthur fremette, aprì e chiuse la bocca mentre un muto NO gli rimaneva intrappolato in gola.
Lance si aggrappò con più forza al braccio del fratello. «È vero?»
Quella domanda trafisse Arthur come una lama incandescente, era impotente di fronte alle sue domande.
Era vero che tutti avevano nascosto a Lance la verità? Era vero che il cuore di Arthur fosse lacerato in più parti?
Isaac tentò di avanzare «Tyler io…» ansimò con voce spezzata prima che la tosse lo piegasse in due.
Korov’ev rise trionfante «Sono queste le motivazioni che ti hanno sottratto ai tuoi doveri? Questi fragili mortali? Figlia mia è giunto il momento che tu torni alla mia destra, ti ho creato per questo!»
Una delle Cose morte si fece largo tra le altre creature sorreggendo tra i suoi tentacoli un corpo, il corpo di Arthur… Lo spettro sentì Isaac fremere poi la voce di Behemoth fugò ogni dubbio.
«Per questo Arthur è rimasto bloccato nel Non Luogo e non è passato oltre, non è mai stato solamente uno spettro, hai tenuto in vita il suo corpo vincolandolo a te! Gli hai rubato lentamente la voce ma non sei riuscita a controllarlo… Perché? Come potevi sapere…»
La pietra lapislazzuli alla mano di Arthur scintillò e a Behemoth non servì una risposta, sua madre aveva sempre ignorato la potenza dei sentimenti che rendevano i mortali tanto forti.
Ripensò alla collana di Lance che non si toglieva mai, un ricordo che lo collegava ad Arthur come l’anello faceva lo stesso per suo fratello.
Ripensò a Isaac, che andava in pezzi per aver accettato di amare… Di legarsi sia ad Arthur che Tyler.
La luce di Lance così simile a quella di Arthur, esistevano in perfetto equilibrio.
La vita che Behemoth avrebbe difeso fino al suo ultimo respiro.
Poi un movimento tra le retrovie dell’esercito di creature fece rabbrividire la giovane mortuaria.
Una donna pallida dai candidi capelli fluttuò al fianco di Korov’ev e la baciò prima di scrutare la giovane Mortuaria dritta negli occhi. Behemoth la riconobbe subito.
«Ophelia… Tu sei Ophelia Frump… Sei TU il corvo che ha guidato mia madre in tutti questi anni…»
