Chapter Text
Il secondo anno alla Nevermore per Enid era iniziato nel migliore dei modi e si era concluso ancora meglio.
Era seduta nel cortile con Wednesday vicina mentre mangiavano durante la pausa pranzo.
La voce che lei e la bruna fossero una coppia si era sparsa a macchia d'olio per tutta la scuola ed, in un batter d'occhio tutti gli sguardi erano verso di loro. Si erano marchiate, esposte come compagne eppure non avevano ricevuto alcuna ripercussione. Dividevano ancora il loro spazio nella camera condivisa, avevano ancora la loro privacy.
Spesso Yoko, Divina e Bianca si affiancavano a loro, affezionate ormai alla sua macabra compagna ed Enid si era sinceramente sorpresa nel vederle diventare sempre più affiatate.
Di tanto in tanto sorprendeva le sue amiche con volti leggermente inquieti e schifati ma sorridevano quando prendevano in giro Wednesday definendola carina. Wednesday le minacciava di tanto in tanto ma tutti sapevano che erano minacce a vuoto.
Si capiva lontano un miglio che Wednesday si era affezionata alla strana compagnia e tutti sapevano che una Wednesday affezionata era una Wednesday protettiva. Nessuno aveva più provato a sfottere le ragazze.
“Vuoi?” Wednesday offrì ad Enid un po' del suo bacon.
La bruna non mangiava molta carne ma, puntualmente, ne metteva un po' nel suo piatto per darlo alla sua ragazza dopo che questa aveva spazzolato il suo pasto.
Enid si accorse del suo modo di fare ma non disse nulla, segretamente contenta delle coccole velate che il corvo le faceva in pubblico.
Si allungò verso la forchetta della sua amata e prese il pezzo di carne direttamente con la bocca masticandolo felice.
“Abbi decoro, Sinclair.” Borbottò Wednesday.
Enid le sorrise, mandò giù il boccone e diede un bacio alla guancia di Wednesday che arrossì seppur mantenendo il suo sguardo stoico.
Adorava farla imbarazzare in pubblico.
“Siete disgustose.” Yoko poggiò il vassoio davanti a loro, seguita da Divina. Bianca era impegnata con una lezione e non le avrebbe raggiunte quel giorno.
“Dai, Yoko. Sono solo innamorate.” Divina si sedette davanti a loro.
Enid arrossì e borbottò qualcosa sottovoce.
“Cosa hai detto, cane?” Yoko abbassò gli occhiali scrutandola con fare giudicante.
“Ho detto che voi siete anche peggio.” Enid prese il bicchiere di Wednesday per bere un po' della sua bevanda ma si schifò. “Come fai a bere questa roba?” Tirò fuori la lingua con un espressione di puro disgusto.
Wednesday fece le spallucce e bevve il suo caffè tranquillamente.
Enid mise il broncio.
Il corvo si alzò in silenzio ed Enid la seguì con lo sguardo. Era ancora presto per andarsene.
“Dove vai?” Chiese curiosa.
Wednesday non si degnò neanche di risponderle mentre andava diretta al carretto delle bevande per prendere qualcosa da bere.
Divina tubò ed Enid si voltò verso di lei. “Che carina, è andata a prenderti da bere perché non hai una bevanda.” Disse sognante la sirena.
“È una sottona.” Esclamò Yoko sorpresa. “Ok che mi hai detto di essere la Top della coppia ma ora la cosa sta diventando imbarazzante, Enid.”
Enid arrossì ma sorrise vedendo la sua compagna tornare con un frappuccino per lei e un altro caffè per se stessa.
“Ti amo, lo sai vero?” Esclamò quando Wednesday le passò la sua bevanda.
La bruna annuì e si sedette accanto al lupo che la tirò più vicina a se stessa. Praticamente aveva fatto sedere Wednesday sopra di se stringendole un braccio sulla vita. Wednesday si sistemò in maniera tale da accomodarsi meglio.
“UGH, disgustose.” Borbottò Yoko mentre beveva un po' del suo sangue.
Enid ridacchiò ma poggiò la testa sulla spalla di Wednesday contenta.
Si, la vita era bella.
“Possiamo parlare?”
Enid si voltò di scatto verso la voce alle sue spalle. Bruno era in piedi dietro di lei, sembrava nervoso ed esitante.
Immediatamente il lupo di Enid borbottò irato ma la bionda lo mise a tacere tranquillamente. Dopo quasi sei mesi di trasformazioni era diventata più consapevole di lui e lo riusciva a governare. Certo, alcune volte prendeva il sopravvento come quando Wednesday l'aveva toccata durante le lezioni per sfotterla e farle venire un erezione (aveva inchiodato Wednesday nel bagno più vicino scopandola fino a farla pentire di averla sfottuta, Wednesday aveva dolore a sedersi quel giorno) ma, bene o male, riusciva a comunicare con lui.
“Uh, ok?” Fu più una domanda che una risposta ma seguì il ragazzo.
In un angolo appartato della scuola Bruno trovò una panchina e si sedette, facendo segno alla bionda di accomodarsi con lui.
“Volevo scusarmi.” Ammise il ragazzo nervosamente. “Sono stato un vero stronzo con te.” Si grattò il mento. “Non avevo capito che Wednesday fosse la tua compagna. Lo rispetto e mi dispiace per le cose orribili che ti ho detto.”
Enid lo guardò confusa, non ricordava cosa si fossero detti nell'ultima conversazione ma accettò le scuse del ragazzo.
“È acqua passata, ma accetto le tue scuse.” Disse sincera.
Il ragazzo sorrise dandole una botta sulla spalla ed Enid ringhiò leggermente.
“Uh, il tuo lupo fa una paura fottuta.” Le disse ridacchiando.
Enid sollevò un sopracciglio. “Ma devo ammetterlo, Enid. Non pensavo fossi un Alpha. Non che sia un problema ma non ti facevo così.”
Enid sudò freddo, perché Bruno era a conoscenza del suo status?
“Non lo dirò a nessuno se ti preoccupa.” Il ragazzo si girò verso di lei.
Enid si rilassò leggermente. “Grazie, Bruno... significa molto per me.”
“Stiamo bene?” Chiese allora il ragazzo.
Enid annuì contenta di avere di nuovo il suo amico.
“Allora...” Iniziò lui esagitato. “Wednesday, uh?”
Enid diventò rossa. “Wednesday...”
Bruno le diede una gomitata alle costole e la guardò con fare cospiratorio.
“Ha davvero tre capezzoli come si dice in giro?”
Enid lo guardò scioccata prima scoppiare a ridere. “BRUNO!” Urlò e il ragazzo rise con lei.
-.-.-.-.-
Qualche settimana dopo gli Addams si presentarono a Nevermore senza annunciarsi.
Enid sbiancò di colpo quando Morticia e Gomez bussarono alla porta del loro dormitorio condiviso.
Il loro spazio era completamente diverso dall'ultima volta che i genitori di Wednesday l'avevano visto.
Lo stile monocromatico di Wednesday era stato perturbato da spruzzi di colori appartenenti alla bionda. Una giacca lì, una sciarpa gialla là rompevano il connubio di bianco e nero di Wednesday.
Era stata una cosa a cui nessuna delle due ci aveva fatto caso. Semplicemente la bionda lasciava in giro le sue cose e Wednesday glielo permetteva.
Wednesday era a lezione di fisiologia, una lezione che Enid si era rifiutata di seguire e quindi era completamente sola quando i due adulti la sorpresero nella stanza.
“Uh, S-signori Addams.” Urlò sorpresa. “Che cosa ci fate qui?” Chiese prima di sembrare maleducata. Si fece subito da parte e divenne rossa nel notare lo stato della loro stanza.
Morticia scandagliò la stanza e sorrise. “Sembra che la nostra nuvola di pioggia temporalesca abbia trovato il suo sole, mio caro.” Si rivolse a Gomez che la fissava rapito.
Enid sussultò alle parole come avevano fatto a scoprirlo così velocemente?
“Ti ricordo che sono una veggente mia cara.” Morticia rispose alla sua domanda non posta.
“Madre.” La voce di Wednesday tuonò alle spalle dei genitori. Enid si voltò verso la sua donna e corse dietro di lei cercando di nascondersi. “Non sono stata avvisata del vostro arrivo.” La bruna si fece largo nella stanza e poggiò la cartella ai piedi del letto. “Se l'avessi saputo mi sarei premurata di piazzare qualche trappola qua e la per tenervi attivi.” Si tolse il cappotto e lo diede ad Enid che lo rimise nell'armadio.
I genitori osservarono la scena rapiti, Wednesday raramente permetteva alle altre persone di toccare le sue cose eppure, con la bionda era completamente a suo agio.
Morticia si avvicinò a sua figlia e le diede un bacio volante senza toccarla.
“E perderci tutto questo dandoti il tempo di prepararti, mia cara?” Le disse.
Wednesday sbuffò.
“Suvvia, suvvia!” Gomez spezzò il momento con la sua allegria.
Si rivolse verso Enid. “Quindi sei tu colei che ha sciolto il cuore ghiacciato della mia vipera velenosa.” Prese le mani di Enid e le agitò. La bionda si lasciò fare tutto sorpresa dell'esuberanza dell'uomo.
“Padre...” Il tono di Wednesday era minaccioso e roco.
Gomez lasciò andare le mani di Enid e la osservò con sguardo critico.
“È alta, forte, un lupo mannaro ben costruito.” L'uomo fece un giro intorno ad Enid che non osava muoversi dal suo posto. Gomez la annusò e guardò Morticia sorpreso. “È anche un'Alpha, che meravigliosa scoperta!” Disse con un sorriso maniacale.
Enid guardò sorpresa l'uomo. Come aveva fatto a scoprirlo.
“Uh... io... Cioè...” Biascicava senza sapere cosa dire.
“State prendendo precauzioni?” Morticia la salvò per ributtarla in una fossa di imbarazzo.
Wednesday annuì. “Ho fatto gli studi del caso e ho trovato delle pillole abbastanza forti da bloccare anche gli Alpha.”
Enid voleva sotterrarsi. Come poteva Wednesday parlare così sfacciatamente con i suoi genitori della loro vita sessuale?
“Bene.” Morticia annuì e guardò Enid che si fece più piccola sotto lo sguardo indagatore della donna.
Enid stava scendendo sempre di più in una spirale di mortificazione e vergogna. La donna le poggiò una mano sulla guancia, chiuse gli occhi per riaprirli poco dopo e sorrise.
“Benvenuta nella famiglia Addams, Enid.”
Immediatamente gli occhi di Enid si riempirono di lacrime, venne abbracciata da Morticia e finalmente si sentì amata.
“Dobbiamo festeggiare!” Gomez ruppe il momento solenne con il suo spirito. “Un duello, ecco cosa ci vuole!”
Un fioretto volò verso la loro direzione ed Enid lo afferrò per puro istinto. “En-garde nuora!” Urlò l'uomo mettendosi in posizione. Enid ebbe a malapena il tempo di indietreggiare per sfuggire al primo attacco.
Che stava succedendo?
-.-.-.-.-
“I tuoi sono di sicuro qualcosa.” Enid strinse la mano di Wednesday mentre camminavano per i corridoi della scuola dirette verso la loro stanza. Wednesday annuì senza proferire qualcosa.
“Non pensavo di ritrovarmi a duellare contro tuo padre dopo neanche dieci minuti” La bionda ridacchiò. “E di finirci a cena la stessa sera!”
“È il modo di fare di mio padre. A volte non capisce i limiti ed i contesti sociali.” Borbottò la bruna.
“Mmh mi chiedo da chi tu abbia preso.” Enid ridacchiò allo sguardo assassino che Wednesday le rivolse.
“Attenta, Sinclair.” La minacciò ma Enid le strinse ancora di più la mano tirandola verso di sé. Diede un'occhiata rapida al corridoio contenta di non vedere nessun altro in giro oltre loro e abbracciò la sua compagna.
“Altrimenti, Omega?” Gli occhi di Wednesday si scurirono a quelle parole e il lupo di Enid gorgogliò soddisfatto.
Wednesday ghignò, potevano giocare in due a quel gioco. “Altrimenti, cucciolo” Sottolineò la parola con uno tono lascivo. “Ti faccio dormire nella cuccia sta sera.” Si strinse alla bionda tirandole il colletto finché i loro volti non furono alla stessa altezza.
“Sempre che io ti lasci effettivamente dormire.” Soffiò Enid avvicinando le labbra fino a sfiorare quelle di Wednesday.
“Fa del tuo peggio, cane.” Wednesday ghignò prima di sentire un bacio ruvido e sciatto sulle sue labbra.
Adorava scatenare il lupo di Enid, l'adrenalina mischiata al piacere la rendevano dipendente.
Sussultò quando Enid la prese in braccio di peso e rise quando la bionda si affrettò correndo nel corridoio per portarla nella sua stanza.
“Così impulsiva.” Spifferò la bruna quando Enid la lasciò cadere sul loro letto senza tante cerimonie.
Enid si sdraiò immediatamente sopra di lei a quattro zampe.
Wednesday uscì un coltello e lo puntò al collo della sua amata.
Enid sollevò un sopracciglio sorpresa. “So a che gioco stai giocando, amore mio. Non puoi farmi del male e lo sai anche tu.” Sussurrò. “Ma sembra che sta sera dovrò rimetterti in riga.” Si abbassò finché il pugnale non le trafisse leggermente il collo facendo uscire un leggero rivolo di sangue che gocciolò direttamente sul collo della bruna.
Wednesday lasciò il coltello sul letto sospirando soddisfatta. “Cosa hai intenzione di fare, cucciolo mio?” Usò il vezzeggiativo che riusciva a portare Enid ad un livello successivo. L'aveva usato rare volte e aveva notato che Enid si infiammava con quel soprannome.
Come di consueto la bionda sbuffò dal naso e le mostrò i denti.
La annusò e leccò la goccia del suo sangue sul collo di Wednesday ringhiando soddisfatta. “So che c'è una cosa che vuoi Weds...” Le sussurrò nell'orecchio. Le morse il lobo e lo leccò con trasporto.
Wednesday gemette alle sue parole. “Vuoi dire...” Sussurrò in silenzio.
Enid la guardò con i suoi bellissimi occhi azzurri. “Uh-uh” Annuì.
“Ne sei sicura, Enid?” Chiese la bruna ormai completamente seria. Aveva chiesto diverse volte ad Enid di accontentarla ma la bionda si era sempre tirata indietro per paura di farle male.
“Ho fatto le mie ricerche e penso di riuscire a gestirlo, sempre se lo vuoi anche tu.” Le disse sorridendo.
Wednesday la tirò a se mettendole le mani dietro il collo e la baciò con trasporto. “Sai che non aspetto altro.” Le sussurrò quando si staccarono.
Si baciarono ancora una volta. Enid la spogliò velocemente lasciandola addosso con solo le mutandine di pizzo. “Oh, già così bagnata Weds?” Le sorrise. “È l'aspettativa, cucciolo mio. Non vedo l'ora che mi rovini come hai promesso.” Ammise la bruna. Enid le baciò la mascella e succhiò il morso d'accoppiamento. Si spogliò nel frattempo liberandosi di tutti i vestiti e strappò le mutandine di Wednesday con un artiglio.
“Mi piacevano quelle...” Borbottò la bruna.
“Ne compreremo altre.” Rispose subito Enid.
“Le cose che faccio per te, Querida.”
Enid la guardò con un sopracciglio alzato. “È nuovo...”
“Significa tesoro in spagnolo.” Le rispose Wednesday mentre respirava affannosamente.
Enid sorrise. Lentamente si spinse in lei gemendo. “Ti amo Wednesday.” Le sussurrò baciandola.
Wednesday le artigliò le spalle stringendosi ancora di più al suo corpo mentre gemeva. “T-ti amo anch'io, mia lupa.” Le disse.
Enid le baciò di nuovo il morso di accoppiamento mentre iniziava a spingere in lei lentamente. Non voleva correre sapendo che avrebbero avuto tutta la vita per stare insieme. Si gustava ogni piccolo respiro stozzato della sua ragazza mentre la sentiva dimenarsi sotto di se. Il ritmo fu lento e delicato, stava facendo l'amore con la donna della sua vita.
La baciò mentre continuava a penetrarla dolcemente e poco alla volta la sentì stingere sempre di più la morsa sul suo pene.
“Dea, Weds... sei così perfetta.” La guardò mentre la bruna teneva gli occhi chiusi sotto di lei. I suoi lineamenti erano perfetti, dolci, delicati ma con un alone di mistero.
Il ritmo lento e dolce, così in contrasto rispetto a quello che voleva fare, snervò Wednesday. “Enid, sono pronta.” Le disse Wednesday. La bruna le accarezzò il collo dietro la nuca ed Enid gorgogliò soddisfatta.
Uscì da lei e corse verso il comodino sotto lo sguardo vigile della bruna. Prese una bottiglietta e la portò sul letto.
Wednesday si sedette e la osservò con un sopracciglio sollevato.
Enid arrossì. “Lubrificante.” Disse a mo di spiegazione. “Ho fatto le mie ricerche e so che posso essere tanto da prendere quindi...” Fece segno con gli occhi verso la bottiglietta. “Ho pensato che potrebbe aiutare.” La bruna guardò prima la sua amata e poi la bottiglietta.
“Ti sei informata molto, mio Alpha.” Le toccò la guancia e si spinse per baciarla. Fu un bacio dolce sulle labbra.
“Non voglio farti male.” Borbottò la bionda.
“Non me ne faresti mai.” Affermò Wednesday.
Il lupo di Enid si gonfiò alle parole della bruna. Si fidava di lei.
“A-allora... uh...” Enid aveva perso le parole.
“Come mi vuoi?” Fu Wednesday a prendere l'iniziativa.
Enid deglutì della saliva, troppo nervosa per parlare. “A quattro zampe sul letto?” Domandò nervosamente.
Wednesday sollevò un sopracciglio.
“Cosa?!” Esclamò la lupa. “Lo sai che amo quella posizione!” Ridacchiò.
“A te piace troppo quando mi sottometto.” Le labbra di Wednesday si incurvarono in un sorriso fugace.
“Ovviamente, e poi adoro vedere il tuo bel culetto.” Le rispose Enid facendo finalmente arrossire la bruna.
Enid si allungò verso di lei e le diede un bacio sul naso. “Tanto lo so che ami quella posizione tanto quanto me.”
Wednesday emise un gorgoglio prima di girarsi in posizione.
Enid deglutì alla vista. Amava vedere la sua Omega in quella posizione. Si mise dietro di lei e inserì immediatamente il suo pene nella fica della bruna. Emisero entrambe un gemito soddisfatto.
“Sai-” Grugnì mentre iniziava subito a muoversi rapidamente. “Da questa posizione posso vedere come prendi bene il mio cazzo.” Per affermare il punto spinse con forza dentro Wednesday che gemette nel cuscino. Enid le tirò le trecce sollevandola. “Non privarmi dei tuoi suoni, Omega.” Spinse tirando i capelli e costringendo Wednesday a stare inarcata all'indietro.
“So che ami questo tipo di trattamento.” Spinse più profondamente in lei grugnendo ma non lasciò andare i capelli della bruna che gemette estasiata.
Con la mano libera prese alla cieca la bottiglietta aprendola. Ne versò un poco tra le natiche di Wednesday che sibilò al liquido freddo sulla sua carne accaldata. Enid raccolse il liquido con il dito e massaggiò l'ano della bruna che si stringeva ritmicamente. Continuò a penetrarla con foga. Lasciò i capelli di Wednesday che si lasciò andare sul cuscino.
“Alzati Omega! Oppure mi fermerò lasciandoti completamente insoddisfatta.” Le urlò l'ordine mentre continuava a spingere. Con le mani ormai libere aprì le natiche di Wednesday per vederle meglio.
Wednesday si fece forza mentre si stava godendo il trattamento brusco e si sollevò quel tanto che bastava per essere sentita da Enid.
“E-Enid!” Urlò quando la bruna inserì il pollice nel suo ano. “Ti voglio, ora.” Singhiozzò le parole. Enid ghignò dietro di lei, soddisfatta nel vedere Wednesday completamente rovinata. Si chinò sulla sua spalla e le baciò la schiena sotto le scapole succhiando e mordendo. La pelle di Wednesday era piena di succhiotti ma per Enid non erano mai abbastanza. Amava segnare la sua donna.
Wednesday gemette al dolore pungente sulla schiena e si inarcò verso il suo Alpha.
“Pazienza amore mio. Voglio riempirti tutti i buchi a partire dalla tua bella fica...” Spinse più a fondo e Wednesday sussultò.
“E poi il tuo culo.” Infilò più a fondo il pollice nello stretto restringimento di muscoli di Wednesday che morse il cuscino alla sensazione.
Enid sorrise alle risposte della sua amata e si riposizionò più comodamente dietro di lei. La mano libera si poggiò sul fianco di Wednesday che strinse. Fece uscire un artiglio e tagliò la carne di Wednesday. Immediatamente si sentì stringere dalle pareti strette della bruna e sussultò alla sensazione. Dio quanto amava Wednesday. Si spinse dentro di lei aggressivamente.
“Manca poco amore mio.” Grugnì continuando a penetrarla. Le diede uno schiaffo sulla natica e Wednesday sobbalzò
“Enid!” Sussurrò la bruna quasi completamente esausta.
Si era scordata del dito incastrato nell'ano di Wednesday e lo mosse lentamente avanti e indietro. Wednesday gemette forte.
Fece uscire il pollice per sostituirlo con due dita e lentamente, così in contrasto con le spinte del suo pene, la penetrò.
Wednesday singhiozzò alla sensazione di sentirsi piena in entrambi i suoi buchi. Stava per impazzire. Il ritmo delle dita era completamente diverso dal ritmo punitivo di Enid nella sua vagina e questo la mandava in estasi. Le sue emozioni si amplificarono quando Enid aprì le dita nel suo buco costringendolo a dilatarsi. Sgranò gli occhi quando sentì Enid sputare e sentì il calore della saliva della ragazza che entrava in lei.
“E-Enid io-” Non riuscì a finire la frase e venne in un gemito roco e selvaggio.
Enid la seguì poco dopo venendo pesantemente dentro di lei riversandole tutto lo sperma che aveva in corpo.
Wednesday si lasciò andare sul letto seguita a ruota da Enid che le si accasciò sopra. Respiravano entrambe profondamente mentre cercavano di prendere aria.
“Stai bene?” Chiese Enid affannosamente.
Wednesday ronzò un assenso. Enid le baciò la guancia sorridendo mentre sentiva i muscoli di Wednesday costringersi per succhiare ogni goccia di sperma che il suo pene poteva lasciare.
“Mmh, amore mio...” Enid si mosse leggermente in Wednesday sentendosi di nuovo semi dura. Lasciò il pene dentro la bruna mentre si muoveva lentamente. “La tua figa dovrebbe essere illegale.” Le ammise nell'orecchio. Sapeva che Wednesday apprezzava questo tipo di ammissioni. Non lo ammetteva ma si sentiva stringere ogni volta che le parlava così. Wednesday era troppo imbarazzata per ammetterlo ma ormai Enid aveva iniziato a riconoscere ogni piccola micro espressione nel suo volto.
“Si adatta così bene a me.” Iniziò a muoversi lentamente provocando un gemito basso in Wednesday che sollevò leggermente le anche per farle spazio. “E tu sei sempre così pronta per me...” Sussurrò mentre si rimetteva in posizione costringendo Wednesday a seguirla con l'aiuto delle sue mani.
Quando furono di nuovo entrambe in ginocchio, con il suo pene ancora inguainato nella vagina della sua amata. Enid prese il lubrificante e ne mise una buona porzione sull'ano di Wednesday che sussultò di nuovo al freddo. Si mosse lentamente, sorridendo mentre Wednesday respirava delicatamente. Inserì di nuovo due dita nel buco del culo di Wednesday e lo allargò con le dita. Le mosse lentamente. “Credi di essere pronta?” Wednesday annuì istantaneamente ed Enid fu così orgogliosa di avere Wednesday tutta per se.
Estrasse lentamente il pene dalla vagina di Wednesday, ormai completamente eretto e si godette il rivolo di sperma che usciva dalle cosce della bruna. Ne prese un po' col dito e lo presentò alla ragazza che si affrettò a leccarglielo. “Non mi stancherò mai di questo.” Ammise nel vedere la scena.
Prese il lubrificante e se lo spalmò sul pene diligentemente senza saltare nessun punto. “Dimmi se ti faccio del male.” Le disse posizionando la testa del pene sul buco nascosto di Wednesday.
“Non ne saresti mai capace amore mio.” Wednesday voltò lo sguardo verso di lei guardandola con pura devozione. Enid si innamorò ancora di più della sua compagna.
Lentamente, attenta a non farle male, infilò la testa del suo pene nella bruna che sibilò quando si sentì stirare.
Era una sensazione diversa. Il buco del culo di Wednesday era molto più stretto della sua vagina ed era molto meno lubrificato. Si chiese se il lubrificante fosse stato abbastanza. Wednesday sgranò gli occhi sorpresa.
Si sentiva bruciare dall'intrusione ma era un dolore che lentamente stava adorando. Enid spinse ancora più lentamente sospirando. “Se solo potessi vederti Weds, il tuo culo sembra volermi assorbire dentro di se.” Sussurrò. Si tirò leggermente indietro strappando un gemito nella bruna per poi spingersi ancora più in fondo. “Fa male?” Chiese sinceramente preoccupata. “Se è troppo mi fermo.”
Wednesday si voltò verso di lei con intento omicida. “Se ti fermi ora giuro su ciò che è sacro Enid che ti scuoierò io stessa.”
Enid ridacchiò ma annuì. “Così melodrammatica.” Borbottò spingendosi ancora di più finché il suo bacino non toccò il culo di Wednesday immersa completamente. “Dea che vista.” Ammise più a se stessa che alla bruna che respirava superficialmente. “Il tuo culo è meraviglioso...” Le accarezzò una natica mentre aspettava che i respiri di Wednesday si calmassero.
“Più stretto... mi sento quasi soffocare...” Fece un movimento sperimentale e Wednesday gemette roca. “È ammaliante, amore.”
“Enid...” Wednesday respirava profondamente. “Perché non stai zitta e non inizi a muoverti?” Esclamò la bruna.
Enid ghignò tirandosi indietro per poi spingere con meno delicatezza di prima. “Sempre che provi a dare ordini, piccolo Omega indisciplinato.” Wednesday sobbalzò ingoiando un gemito.
Enid si tirò di nuovo una volta indietro quasi fino alla punta per poi trafiggerla con un solo movimento deciso. “Forse dovrei davvero rovinarti anche questo piccolo buco insolente per metterti al tuo posto.”
Le braccia di Wednesday cedettero e si afflosciò sul cuscino. Gli occhi girati all'indietro.
Enid iniziò a spingere. Era meno delicata di prima ma comunque cercò di non essere troppo dura con Wednesday. Non voleva farle veramente del male ma la sensazione di violare Wednesday nel suo buco stretto la fece sentire euforica.
I suoi occhi non riuscivano a staccarsi dalla scena del suo cazzo che veniva intrappolato dal buco stretto di Wednesday. Non avrebbe mai pensato di arrivare a tanto con qualcuno. Lo adorava.
“D-dea Weds. È troppo stretto, non durerò molto...” Ammise mentre il ritmo diventava via via incalzante.
Wednesday strinse i muscoli strappando un gemito roco in Enid che si accasciò leggermente su di lei. Amava portare il suo Alpha alla rovina.
“Ti-” Gemette forte. “Ti piace rovinarmi, Alpha?”
Enid annuì mugugnando. “Adoro riempire tutti i tuoi buchi Weds. Ngh” Strinse i denti mentre Wednesday stringeva ancora i muscoli dell'ano soffocandola. Wednesday ghignò soddisfatta.
“La tua fica e ora il tuo culo Weds. Non so quale mi piace di più...” Infilò due dita nella vagina di Wednesday che urlò un gemito alla sensazione di essere riempita in entrambi i buchi. “Li adoro entrambi...” Il respiro di Enid si fece via via più roco mentre le spinte aumentarono di intensità.
“S-” Wednesday si fermò per respirare profondamente mentre Enid la penetrava in entrambi i suoi buchi. “Sono entrambi tuoi, Querida.” Enid gemette. “P-puoi usarli come t- Dio!” Dovette fermarsi per respirare. “Puoi usarli come ti pare.” Respirò profondamente.
“Sei mia Weds.” Enid ringhiò accasciandosi su di lei fino a portare la lingua sul morso di accoppiamento. Wednesday sapeva che Enid era al limite, la bionda cercava sempre un contatto col morso quando era sul punto di venire. Voleva spingerla un pochino. “Mordimi Enid. Mordimi mentre mi fotti il culo come l'Alpha che sei.” Gemette quando la bionda aumentò il ritmo sia dei suoi fianchi che delle sue dita. Era quasi al limite anche lei. “Riempi tutti i miei buchi col tuo seme di Alpha.” Singhiozzò quando il ritmo di Enid divenne più disperato. “Mostra a tutti che ti appartengo.”
Enid gemette forte e con il pollice le strofinò il clitoride. Si chinò per morderla di nuovo sul punto di accoppiamento e per Wednesday fu troppo. Venne con forza stringendo sia i muscoli della vagina che quelli del suo ano contemporaneamente mentre i muscoli si muovevano a scatti. Enid grugnì un'ultima volta prima di riversarsi nel culo di Wednesday in movimenti spastici e senza senso. Si sentiva posseduta, le sensazioni erano tante e troppe tutte in una volta per poterle catalogare. I muscoli cedettero allo sforzo e si accasciò su Wednesday che si lasciò andare anche lei. Respirava pesantemente sul suo collo mentre la sovrastava con il pene ancora incastrato dentro di lei.
Wednesday respirava con altrettanto fervore ed entrambe cercavano di recuperare aria.
“Dea...” Sussurrò Enid baciando la spalla di Wednesday non avendo intenzione di spostarsi.
Wednesday aveva gli occhi chiusi ma mormorò un assenso.
“È andato bene Weds? Stai bene?” Le domandò preoccupata.
“Meraviglioso, mia lupa.” La bruna non si preoccupò neanche di aprire gli occhi. “Meglio di quello che credessi, devo ammetterlo.”
Enid sorrise soddisfatta. Si sfilò lentamente dalla bruna sibilando alla sensazione. Anche Wednesday sussultò.
“Vuoi fare una doccia?” Domandò la bionda. Wednesday annuì. “Dammi qualche minuto, non mi sento più le gambe.” Ammise.
Enid gorgogliò soddisfatta. “Sei stata bravissima Weds.” Le disse baciandole la spalla. Wednesday girò il volto verso di lei ed Enid sobbalzò nel vederla così disordinata. Era così contenta di essere l'unica al mondo a vederla così. Si chinò e le diede un leggero bacio sulle labbra. Wednesday sorrise. “Vieni qui...” La tirò a se e la strinse in un abbraccio stretto.
“Ti amo.” Sussurrò stanca.
Wednesday le baciò il collo, poco sotto la clavicola. “Ti amo anch'io.” Borbottò assonnata.
Non si fecero la doccia quella sera.
-.-.-.-.-
Si, il secondo anno alla Nevermore per Enid era iniziato nel migliore dei modi ma la bionda sospettava che la vita sarebbe continuata ancora meglio se avesse potuto dividerla con la sua compagna ed amata.
